Flop per la Conferenza di Durban a New York. 32 paesi rinunciano

Mondo

di Paolo Castellano

Una vittoria diplomatica per Israele quando si è saputo che 32 paesi non avrebbero partecipato al ventesimo anniversario della Conferenza di Durban contro il razzismo organizzato il 22 settembre nella sede dell’ONU a New York.

Soddisfatto il ministro degli esteri di Israele Yair Lapid: «A differenza del governo precedente siamo stati in grado di prendere in mano la situazione e dimostrare che il mondo non è contro di noi».

Sin dalla sua prima edizione, la Conferenza di Durban si è caratterizzata per un atteggiamento anti-israeliano e antisemita. Per questa ragione l’evento internazionale contro il razzismo – seppur sulla carta mosso da nobili intenti –  ha perso gradualmente credibilità.

Nelle scorse settimane, 20 paesi hanno ufficialmente comunicato il loro boicottaggio, mentre i restanti non hanno rilasciato nessun messaggio, rinunciando a partecipare all’ultimo momento.

Come riporta il The Times of Israel, i resoconti della Conferenza di lunedì indicano che lo Stato di Israele non ha ricevuto menzione.

Tuttavia, il Ministero degli Esteri israeliano ha diffuso un comunicato poco prima dell’inizio della commemorazione.

«In origine la Conferenza di Durban, un evento ospitato dalle Nazioni Unite, si è trasformata nella peggiore manifestazione internazionale di antisemitismo dalla Seconda guerra mondiale», si legge nel documento. «Discorsi incendiari, testi discriminatori e una marcia pro-Hitler che ha preso luogo fuori dai corridoi erano solo una parte dell’orrore mostrato nel 2001. La Conferenza mondiale sul razzismo ha finito per incoraggiarlo, anche attraverso il forum parallelo delle ONG, che mostrava caricature di ebrei con il naso adunco e le zanne grondanti di sangue, che stringevano soldi».

Inoltre, secondo i media israeliani, durante la Conferenza sarebbe stata modificata la bozza della nuova dichiarazione contro il razzismo. I retroscena affermano che l’elaborazione del documento sia stato scosso dalle polemiche con gli stati arabi che chiedevano di condannare la condotta dello Stato ebraico nei confronti dei palestinesi.

Dalla bozza della conferenza incentrata sul valore dei diritti umani e sull’inaccettabilità della schiavitù nella modernità sarebbero state eliminate espressioni come “pratiche razziste del sionismo” e altri attacchi contro Israele.

(Foto: @hananyaNaftali su Twitter)

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