Dieci anni fa strage di Tolosa, i presidenti Herzog e Macron si incontrano per commemorare le vittime

di Roberto Zadik

Una ferita ancora aperta, quella della scuola ebraica di Tolosa “Ozar ha Torah”, risalente al 19 marzo 2012, quando il giovane terrorista jihadista  Mohamed Merah, a bordo di un motorino, aprì il fuoco uccidendo spietatamente sette persone, il rabbino Jonathan Sandler, i suoi due figli di 3 e 5 anni, la piccola Myriam Monsonego figlia del preside e i tre militari della sicurezza. In seguito, Merah venne ucciso dalla polizia dopo essersi barricato in casa per tre giorni. Fu uno shock non solo per la comunità ebraica locale ma per l’intera Francia, devastata in questi anni, ben più di altri Paesi europei, da una spirale di efferati attacchi antiebraici.

Per ricordare quei tragici accadimenti nel decimo anniversario, domenica 20 marzo, come riporta  Times of Israel, i due presidenti francese e israeliano, Emmanuel Macron e Isaac Herzog, durante la cerimonia di commemorazione, organizzata dal Crif, Consiglio rappresentativo delle Istituzioni ebraiche francesi,  hanno incontrato i membri della scuola visitando l’edificio e tenendo discorsi commemorativi. Giunto assieme a sua moglie Michal,  il presidente israeliano ha espresso il suo cordoglio per quanto accaduto sottolineando “siamo qui oggi per condannare fermamente il terrorismo che non potrà sconfiggerci. Nessuno potrà sopprimere il nostro spirito, la nostra reciproca responsabilità e la nostra gloriosa eredità”.

“Chiunque cercasse una giustificazione per l’odio – ha detto ancora Herzog – deve sapere che esso non ha senso. Non ci deve essere nessuna scusa per uccidere bambini innocenti a Tolosa e in nessun altro luogo”. “Questi atti spregevoli vengono provocati da una mentalità estremista e deviata che non perde mai l’occasione di aggredire non solo gli ebrei, come abbiamo visto, ma anche i cristiani e i musulmani”.

Dopo il discorso, i coniugi Herzog hanno incontrato, assieme a Macron e a sua moglie Brigitte,  il personale scolastico attuale, il preside Yaacov Monsonego, che nella strage ha perso sua figlia Myriam, gli  insegnanti e studenti che erano presenti al momento dell’attacco, oltre ai leader della comunità ebraica locale. In conclusione dell’evento, Herzog e Macron sono stati raggiunti dagli ex presidenti Francois Hollande e Nicolas Sarkozy.

Alla fine della cerimonia, i due presidenti hanno deposto una corona di fiori ai piedi del monumento che ricorda le vittime dell’attentato. È stata una giornata importante ed emozionante perché ha mostrato la partecipazione, a questo fatto luttuoso, da parte di due Capi di Stato che hanno voluto fornire conforto ai parenti delle vittime, ascoltando le loro testimonianze ed interessandosi alle difficoltà della comunità nel riprendere la vita quotidiana dopo quel disastro.

Qui il link dall’emittente Europe1 con i discorsi dei presenti. Nell’audio in francese, molto toccanti i discorsi di un ragazzo di 18 anni, compagno di classe di Myriam Monsonego  e del presidente Macron. Il Capo di Stato francese ha detto: “Dieci anni che ricordiamo la tragedia di quel giorno. Siamo qui tutti insieme per testimoniare l’orrore di quel 19 marzo, siamo qui per sempre. Siamo più forti dei terroristi perché il nostro è un progetto di vita e il loro un progetto di morte”.

I coniugi Herzog sono tornati in Israele lunedì. A proposito della ricorrenza di domenica, la versione francese del Times of Israel ha aggiunto che la cerimonia si è svolta davanti a un gran numero di persone  tra le quali una serie di personalità, da Franck Touboul, presidente del CRIF della Regione dei Pirenei, al gran rabbino di Francia, Rav Haim Korsia, a Samuel Sandler, padre del rabbino ucciso nella strage, che ha evocato l’incommensurabile dolore riguardo alle perdite dei suoi parenti sottolineando che “la lotta contro gli ebrei non finirà mai”.

Un fatto significativo è stata la partecipazione alla cerimonia dell’imam di Drancy, città assai colpita dalla Shoah, che ha voluto esprimere la propria vicinanza al mondo ebraico con la sua presenza.