Fabbricazione di carro armato giapponese (foto Galileo Ch)

Delegazione giapponese visita Israele per le opportunità nella difesa

Mondo

di Nathan Greppi
I giapponesi sono interessati a tutto ciò che il mercato della difesa israeliano ha da offrire: difesa aerea, difesa anti-droni, tecnologie per droni, velivoli senza pilota, laser, robotica, missili, cannoni e la difesa passiva rappresentata dalle camere blindate, dato che il Giappone è carente di stanze o rifugi sicuri da utilizzare in caso di guerra. (Foto: fabbricazione di carro armato giapponese. Fonte: Falileo CH)

Esponenti di spicco del settore della difesa giapponese, inclusi rappresentanti commerciali, dirigenti aziendali e funzionari governativi, hanno recentemente incrementato le loro attività in Israele, con l’obiettivo di concludere accordi strategici nei prossimi mesi. Lo riporta il quotidiano economico Globes, che ha interpellato tre manager giapponesi del settore.

La direzione della Cooperazione Internazionale per la Difesa del Ministero della Difesa israeliano, anche nota come SIBAT, ha recentemente tenuto un seminario professionale, che ha trattato opportunità e strumenti pratici per operare nel mercato della difesa giapponese.

Il seminario, condotto dal generale di brigata Yair Kulas, ha visto la partecipazione di Gilad Cohen, direttore del dipartimento politico del Ministero degli Esteri ed ex-ambasciatore israeliano in Giappone, oltre ai rappresentanti di diverse aziende giapponesi e di circa 70 aziende israeliane.

Un contesto promettente

Il bilancio per la difesa del Giappone si attestava a circa 33,6 miliardi di dollari nel 2022, pari a circa lo 0,93% del PIL. Da allora, c’è stato un costante aumento annuo fino ai circa 57,5 miliardi quest’anno, che corrisponde a circa l’1,3% del PIL.

Sebbene la cifra sia bassa per gli standard internazionali, si tratta di uno aumento rilevante per il Giappone: dalla Seconda Guerra Mondiale in poi ha destinato scarse risorse alla difesa, ma negli ultimi anni gli investimenti sono aumentati a causa dei crescenti timori per la Cina e la Corea del Nord, ai quali nel 2022 si è aggiunta l’invasione russa dell’Ucraina.

L’industria della difesa giapponese pone delle sfide uniche per le aziende israeliane, come la mancanza di frequenti voli diretti tra i due paesi a causa della distanza geografica, nonché il modello di mercato del Giappone. Il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese non gestisce gli approvvigionamenti della difesa, ma è incaricato della supervisione delle tecnologie e dei componenti sensibili, del rilascio delle licenze e della regolamentazione delle transazioni di difesa, nonché della politica industriale. Gli approvvigionamenti della difesa sono svolti dall’Agenzia degli Approvvigionamenti del Ministero della Difesa.

Questi due ministeri non operano solo nell’acquisizione di tecnologie, ma sono anche interessati a trasferire linee di produzione e tecnologie in Giappone. Questi lavori sono svolti in Giappone da diversi colossi: Mitsubishi, che tra le altre cose opera nei settori missilistico e aerospaziale; Toshiba e Fujitsu, che operano anch’esse nell’elettronica militare; Kawasaki, attiva nel trasporto marittimo militare; Daikin e Komatsu, operanti nel campo delle munizioni.

Durante il seminario del SIBAT, è stato presentato un nuovo programma chiamato “Bridge”, per aiutare le aziende della difesa israeliane ad orientarsi nel mercato giapponese. Il programma, che durerà tre mesi, è pensato per un numero limitato di aziende, che verranno costantemente seguite da dei professionisti giapponesi ed elaboreranno un piano aziendale per il mercato nipponico. Alla fine si terrà un “evento di esposizione” in Giappone e incontri d’affari faccia a faccia.

Interesse reciproco

I giapponesi sono interessati a tutto ciò che il mercato della difesa israeliano ha da offrire: difesa aerea, difesa anti-droni, tecnologie per droni, velivoli senza pilota, laser, robotica, missili, cannoni e la difesa passiva rappresentata dalle camere blindate, dato che il Giappone è carente di stanze o rifugi sicuri da utilizzare in caso di guerra.

Israele non è interessato al Giappone solo per le vendite. Le capacità produttive giapponesi sono pari a quelle della Germania, e le capacità finanziarie sono simili a quelle di Singapore. “Il Giappone è un paese interessante con cui possiamo realizzare qualcosa di significativo”, ha dichiarato al Globes un funzionario israeliano. “Apprezzano la tecnologia israeliana e sanno quanto vale in termini di produzione e vogliono la produzione in serie con loro. Sono in cima alle priorità di Israele, ma non abbiamo ancora raggiunto un accordo concreto. C’è un acceso dialogo e un interesse reciproco. È possibile che entro pochi mesi vedremo la svolta”.