di Pietro Baragiola
Biton ha perso la gamba sinistra durante un attacco subito nel 2021 lungo il confine israeliano e, nonostante la vicenda sia avvenuta anni prima del conflitto nella Striscia di Gaza, molti attivisti propal hanno trovato la sua presenza nello spot di Adidas “una mancanza di rispetto di cattivo gusto”. Alcuni manifestanti si sono spinti oltre la critica all’azienda e hanno inviato minacce direttamente a Biton, accusandolo di aver partecipato “al genocidio di Gaza”. Le recenti ricostruzioni però smentiscono in pieno queste dichiarazioni.
Dopo il lungo boicottaggio da parte di attivisti e gruppi propal degli ultimi giorni, il colosso sportivo Adidas ha deciso di scusarsi pubblicamente per aver scelto l’ex soldato dell’IDF, Shalev Biton, come protagonista della sua nuova campagna “Single Shoe”, rivolta alle persone amputate.
Biton ha perso la gamba sinistra durante un attacco subito lungo il confine israeliano e, nonostante la vicenda sia avvenuta anni prima del conflitto nella Striscia di Gaza, molti attivisti propal hanno trovato la sua presenza nello spot di Adidas “una mancanza di rispetto di cattivo gusto”.
Alcuni manifestanti si sono spinti oltre la critica all’azienda e hanno inviato minacce direttamente a Biton, accusandolo di aver partecipato “al genocidio di Gaza”. Le recenti ricostruzioni però smentiscono in pieno queste dichiarazioni.
L’attacco a Shalev Biton
La vicenda risale al 12 maggio 2021, durante l’operazione “Guardiani delle Mura”, quando Biton, allora riservista della brigata Nahal, stava prestando servizio nei pressi di Netiv HaAsara con il compito di garantire la protezione delle comunità vicine al confine e monitorare possibili infiltrazioni da Gaza.
Nel corso dell’operazione, un missile anticarro lanciato dalla Striscia ha colpito il veicolo militare su cui si trovava Biton, causando la morte immediata del commilitone Omer Tabib e ferendo gravemente Shalev che è stato sottoposto all’amputazione della gamba sinistra.
Dopo una lunga riabilitazione, l’ex soldato è tornato a correre e ad allenarsi con l’utilizzo di una protesi. Questa sua grande perseveranza e determinazione lo ha reso perfetto per promuovere la campagna “Adidas-Single Shoe”, che permette alle persone amputate di acquistare una sola scarpa anziché un paio completo.
Nonostante il video promozionale in ebraico fosse destinato esclusivamente al mercato israeliano e non facesse alcun riferimento all’esperienza di Biton nell’IDF o alle modalità della sua ferita, ha scatenato le proteste dei movimenti propal di tutto il Medio Oriente.
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La polemica e le accuse ad Adidas
All’inizio di settembre gli account di numerosi attivisti propal hanno pubblicato diversi collage che contrapponevano l’immagine di Biton a quella dei civili palestinesi che hanno subito amputazioni per via del conflitto, invitando il pubblico a boicottare la campagna.
A supportare l’iniziativa sono state anche diverse celebrità tra cui l’attore spagnolo Javier Bardem che ha condiviso questi contenuti sui suoi profili social.
Nonostante Adidas abbia voluto subito sedare le proteste scusandosi con i manifestanti, Biton ha risposto sul suo account X, sostenendo che la vicenda fosse ormai diventata “molto più grande” della sua presenza nello spot: “riguarda Israele. Riguarda i nostri soldati. Riguarda famiglie, amici e un intero Paese che vive una realtà troppo spesso ridotta a titoli, video e narrazioni provenienti da migliaia di chilometri di distanza.”
“Al centro della polemica continua ad esserci la ricostruzione inesatta della storia di Biton” ha aggiunto lo scrittore e attivista israeliano Hen Mazzig che per primo ha raccontato sui social le circostanze della ferita dell’ex soldato. “Biton non ha perso la gamba durante il conflitto nella Striscia di Gaza e non ha mai partecipato alle operazioni iniziate dopo il 7 ottobre, come hanno invece sostenuto numerosi haters online.”
Per Adidas questa è la seconda controversia legata al conflitto israelo-palestinese in poco più di due anni. Già nel luglio 2024, infatti, l’azienda è finita al centro delle critiche per aver scelto la modella palestinese-americana Bella Hadid come volto della riedizione delle SL72, le scarpe legate alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Dopo le proteste, Adidas ha ritirato Hadid dalla campagna e si è scusata per il disagio provocato.
Nel 2023, invece, ha fatto discutere la vicenda con protagonista l’amministratore delegato Bjørn Gulden, che, parlando della collaborazione con Kanye West, ha affermato di non ritenere che il rapper “intendesse davvero” le sue dichiarazioni antisemite. Adidas aveva interrotto il rapporto con West nell’ottobre 2022, dopo una serie di esternazioni contro gli ebrei che avevano scatenato la condanna mediatica.
Quattro anni dopo il missile che gli ha fatto perdere una gamba, la storia di Biton è così tornata al centro del dibattito internazionale: questa volta non per quanto avvenuto nel 2021, ma per una campagna sull’inclusione delle persone con disabilità diventata, nel giro di pochi giorni, un nuovo terreno di scontro politico.



