Argentina, il presidente Alberto Fernández e quell’inopportuno paragone tra Covid e Shoah

di Paolo Castellano

Le morti del Covid messe a confronto con le vittime della Shoah. Questo paragone è stato elaborato dal presidente argentino Alberto Fernández che durante un seminario su diversità e inclusione avvenuto il 18 agosto ha comparato il Covid-19 alla tragedia ebraica.

Diverse le reazioni dei gruppi ebraici, che hanno criticato Fernández per il parallelismo tra i morti della pandemia di Covid-19 e l’Olocausto. È la seconda volta in tre mesi che il presidente argentino utilizza questa espressione.

«Non sappiamo ancora quante persone siano morte a causa della pandemia. Le Nazioni Unite affermano che siano morte tra i 6 e i 10 milioni di persone. Non abbiamo il numero esatto e preciso. Comunque sappiamo che la pandemia ha ucciso quanto uno o due olocausti. È un sacco di gente», ha dichiarato Fernández.

La DAIA, un’organizzazione che riunisce le comunità ebraiche argentine, ha immediatamente condannato il commento del presidente argentino. Lo stesso hanno fatto l’Anti-Defamation League e B’nai Brith International. Lo riporta il Jerusalem Post.

«Ancora una volta […] la pandemia e i suoi effetti devastanti sono stati paragonati alla tragedia unica e incomparabile che l’Olocausto rappresenta», ha twittato la DAIA.

A maggio, Fernández aveva rilasciato un’intervista al giornalista e conduttore di Radio Con Vos Ernesto Tenembaum: «L’umanità non è consapevole di ciò che ha vissuto. Stiamo vivendo una pandemia, sono morte più di 6 milioni di persone, quasi lo stesso numero di persone che morirono nell’Olocausto e che non dimenticheremo mai».

Sempre su Twitter, il B’nai Brith International ha sottolineato che il paragone tra pandemia e Shoah è “semplicemente inaccettabile e mostra mancanza di rispetto per le vittime dell’Olocausto. Niente è paragonabile a questa tragedia unica nella storia dell’umanità”.

(crediti foto: account Twitter @alferdez)