Un imam fa un sermone in una moschea (foto: Algemeiner)

Uno studio rivela: diffuso antisemitismo nei sermoni degli imam americani

Mondo

di Nathan Greppi
Quando ha iniziato a fare le sue ricerche sull’atteggiamento degli imam negli USA nei confronti degli ebrei, analizzando i loro sermoni settimanali noti come khutbah, l’accademico iracheno Mohammed Al-Azdee, professore associato di Teoria della comunicazione all’Università di Bridgeport nel Connecticut, partiva dal presupposto che gli imam che servono nelle moschee americane fossero più moderati verso gli ebrei rispetto alle loro controparti in Medio Oriente.

“Qualunque generalizzazione si possa fare sugli imam nel mondo arabo, in molti negli Stati Uniti vorrebbero poter credere che l’Islam sia una religione di pace, e che gli imam in America incarnino tale punto di vista nelle loro dichiarazioni sugli ebrei e Israele,” ha spiegato Al-Azdee martedì 20 luglio in una conferenza sull’antisemitismo negli USA, organizzata all’Università dell’Indiana dall’Istituto per lo Studio dell’Antisemitismo Contemporaneo. Aveva aggiunto che in passato era convinto che gli imam facessero attenzione alle distinzioni tra le critiche al governo israeliano e gli attacchi contro gli ebrei.

“Era qui che mi sbagliavo,” ha spiegato Al-Azdee in un’intervista per la rivista Algemeiner. “Loro parlano proprio degli ‘ebrei’, e anche quando parlano del sionismo o Israele li inquadrano sempre in merito agli ‘ebrei’.” Ha spiegato che nelle khutbah, quando si parla degli ebrei, c’è sempre una “cornice di riferimento” per inquadrarli, come ad esempio l’idea che siano coinvolti in complotti globali. “Altri studiosi dell’antisemitismo hanno fatto un ottimo lavoro nel descriverne gli aspetti psicologici e sociologici, ma sono stati molto meno attenti al lato della comunicazione,” ha spiegato.

Il docente ha trovato il grosso del materiale per documentarsi nell’archivio digitale del MEMRI, dove ha trovato vari video e trascrizioni dei sermoni fatti in varie moschee negli Stati Uniti. Dalle ricerche, ha tratto la conclusione che la maggior parte delle loro dichiarazioni richiamino pregiudizi analoghi a quelli diffusi nella Germania Nazista: dall’idea di una cospirazione ebraica mondiale allo stereotipo dell’alta finanza, dall’accusa del sangue a quella di corrompere la morale pubblica. Sono emersi anche sermoni in cui gli ebrei venivano esplicitamente definiti “scimmie” e “porci”. Anche le recenti aggressioni antisemite da parte di manifestanti filopalestinesi, avvenute in America durante l’operazione a Gaza di maggio, secondo lui sarebbero state fomentate dagli imam.

Al-Azdee ha provato a ipotizzare delle soluzioni: ha criticato in particolare il fatto che la maggior parte degli imam nel paese vengono importati dal Medio Oriente, e ha suggerito che occorre avere imam più moderati, ad esempio formandoli direttamente negli Stati Uniti tramite programmi affidabili.

(Fonte foto: Algemeiner)

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