“Affaire Dreyfus”: il dossier segreto è online

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Il caso Dreyfus, quello denunciato pubblicamente da Emile Zola con il suo “J’accuse” nel 1898; quello stesso caso che portò Theodor Herzl a diventare da semplice giornalista a padre fondatore del moderno sionismo, oggi si può studiare online. Tutta la documentazione relativa all’ “affaire”, infatti, è ora pubblicata sul sito del Service Historique de la Défense (SHD) francese. Il tutto, in contemporanea con l’uscita di un nuovo libro, “Le dossier secret de l’Affaire Dreyfus“, curato da Pauline Peretz , Pierre Gervais e Pierre Stutin e pubblicato dall’ Alma Editeur di Parigi.

E’ stato proprio su impulso di questi tre studiosi che il Dipartimento storico della Difesa ha deciso di rendere accessibile (gratuitamente) l’intera documentazione concernente la vicenda dell’ufficiale di stato maggiore ebreo francese, Alfred Dreyfus.
Il 22 dicembre del 1894 Dreyfus fu giudicato colpevole di alto tradimento della patria a favore della Germania e condannato al carcere dal 1° Consiglio di Guerra di Parigi. In assenza di prove, la condanna avvenne attraverso la trasmissione ai giudici militari di un “dossier segreto” – sconosciuto sia all’imputato che all’avvocato della difesa.
Quando nel 1897 il caso venne riaperto i documenti del
“dossier segreto” originale erano aumentati   in maniera significativa e, al momento della sua presentazione alla Corte Suprema, nel 1899, conteneva 473 documenti distribuiti in 374 fascicoli, oltre a 84 cartelle e buste. Note investigative, dichiarazioni di testimoni, lettere, documenti rubati dalle ambasciate straniere, relazioni su alcune figure importanti, e informazioni in merito a relazioni tra alcuni attori della vicenda, sono oggi pubblicate e liberamente consultabili.

In seguito alla condanna, Dreyfus trascorse cinque anni in carcere, prima della Caienna, nella Guayana francese e poi dell’Isola del Diavolo. Il racconto giorno per giorno, di quel che visse e provò Dreyfus dal giorno dell’arresto il 15 ottobre 1894 fino alla data del rilascio, il 20 settembre 1899, è contenuto nel diario che lo Dreyfus diede alle stampe in Francia nel 1901, (“Cinque anni della mia vita”, il melangolo 2005).

Il caso venne chiuso e definitivamente archiviato nel 1906 con la piena riabilitazione di Dreyfus che anzi, qualche anno dopo, chiese di poter servire di nuovo l’esercito francese come volontario della Prima Guerra Mondiale.

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