ADL: antisemitismo negli Usa così forte solo negli anni ’30

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Anti-Defamation League Annual National Commission MeetingIl disprezzo antiebraico negli Usa non è mai stato così forte dal 1930, ha dichiarato Jonathan Greenblatt, direttore dell’Anti Defamation League (ADL), durante una conferenza sull’antisemitismo a New York intitolata “Never is now!” (mai è adesso)..

«La comunità ebraica americana, la nostra comunità, non vedeva un tale livello di antisemitismo in politica e discorsi pubblici dal 1930. Purtroppo, questo coincide con l’aumento dell’odio verso altre minoranze».

Greenblatt ha anche passato in rassegna gli attacchi antisemiti durante la campagna presidenziale del 2016.

«L’antisemitismo ha continuato a proliferare. Secondo alcune statistiche divulgate questa settimana dall’FBI, gli ebrei soffrono di crimini religiosi due volte di più che gli altri gruppi religiosi. Questa settimana non ha fatto eccezione. Abbiamo visto svastiche disegnate sul muro di un negozio a Philadelphia, in un cimitero a New York e in una scuola pubblica in Maryland».

I giornalisti ebrei, ha aggiunto, «che venivano terrorizzati online oggi trovano messaggi antisemiti nella proprie caselle di posta a casa. E il curatore di un sito che ha ospitato molte di queste odiose idee è stato promosso nella nuova amministrazione», riferendosi alla nomina di Stephen Bannon a chief strategist del neoeletto Donald Trump.

Bannon era infatti il chairman di Breitbart News, un sito da lui chiamato “la piattaforma dell’alt-right”, un movimento di ultra destra nazionalista, antisemita anti-immigrazione e contro la “correttezza politica”.

 «Il risultato di tutto ciò? La gente ha paura, è preoccupata per i propri figli. Molti si chiedono “siamo al sicuro?” – ha continuato Greenblatt -. Negli ultimi anni abbiamo visto la crescita di orribili campagne nei nostri campus universitari, di sforzi per delegittimare Israele e ridurre lo Stato ebraico in un taboo».

Un virus, quello dell’antisemitismo che secondo Greenblatt si è diffuso «nelle più prestigiose università, rendendole ostili agli studenti ebrei e a coloro che li supportano. «Potrei parlarvi di Stanford, Tufts, Columbia, Wesleyan, e molti altri. Alla UCLA il capo dell’associazione degli studenti laureati – che non è neanche ebreo – ha deciso di continuare gli studi a New York piuttosto che continuare a dovere gestire questo rancore contro Israele e con i gruppi antisemiti nel Westwood».

 

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