di Maia Principe
Potenziare la loro rappresentanza diplomatica, nominando ambasciatori e trasformando le rispettive missioni diplomatiche in vere e proprie ambasciate: questo è quanto è stato concordato mercoledì 16 settembre a New York dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e il suo omologo marocchino Nasser Bourita il giorno dopo il sesto anniversario degli Accordi di Abramo, per un incontro volto ad approfondire i legami tra i due Paesi. L’incontro è stato ospitato dall’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite Mike Waltz. Lo riporta il Times of Israel.
Hanno inoltre concordato di incrementare i voli tra i due Paesi, di organizzare visite di alto livello nei prossimi mesi e di concludere accordi in materia di investimenti e fiscalità entro la fine dell’anno.
“L’amicizia tra il popolo marocchino e quello ebraico ha radici profonde e una ricca storia”, ha affermato Sa’ar. “La dichiarazione che abbiamo firmato oggi delinea modalità concrete per rafforzare i legami tra Israele e Marocco a beneficio di entrambi i popoli, e ci impegneremo per attuarla”.
Martedì 15 settembre Waltz ha organizzato un evento separato per celebrare l’anniversario degli Accordi di Abramo, al quale hanno partecipato anche funzionari degli altri Paesi: Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Kazakistan, quest’ultimo entrato a far parte del gruppo di recente.
L’incontro di mercoledì si è svolto dopo la ripresa, il mese scorso, dei voli diretti tra Israele e Marocco, i primi dall’attentato terroristico del 7 ottobre 2023, rivendicato da Hamas, che aveva indotto le compagnie aeree israeliane a sospendere i voli verso il Paese nordafricano.
Dalla firma dell’accordo di normalizzazione tra Israele e Marocco nel dicembre 2020 fino all’attacco di Hamas che ha scatenato la guerra di Gaza, il Marocco era una meta turistica molto popolare tra gli israeliani, e il Ministero del Turismo marocchino stimava che circa 200.000 israeliani lo avessero visitato nell’anno precedente all’attacco.



