Bandiera arcobaleno con stella di Davide è la bandiera di keshet Italia

Un appello contro l’esclusione di Keshet Italia dal Roma Pride

Italia

di Nathan Greppi
“Chiediamo al Sindaco di Roma Capitale, quale rappresentante della città e delle istituzioni che sostengono e patrocinano il Roma Pride, un confronto con gli organizzatori della manifestazione – si legge nell’ìappello al sindaco Gualtieri – affinché siano individuate soluzioni che garantiscano a Keshet Italia una piena partecipazione al Roma Pride 2026 in condizioni di sicurezza e uguaglianza. Siamo convinti che Roma debba continuare a essere una città aperta, democratica e capace di dare spazio a tutte le sue componenti”.

Nel momento in cui scriviamo, ha già raccolto più di 900 firme un appello per chiedere al Sindaco di Roma Roberto Gualtieri di prendere posizione contro la recente esclusione dell’organizzazione LGBT ebraica Keshet Italia dal Roma Pride 2026 (si può firmare l’appello cliccando qui).

“Le persone firmatarie esprimono profonda preoccupazione per la decisione del Coordinamento del Roma Pride di escludere Keshet Italia, associazione LGBTQIA+ ebraica, dalla partecipazione alla manifestazione con un proprio carro”, si legge all’inizio dell’appello.

I firmatari proseguono affermando: “Questa decisione arriva dopo anni di crescenti difficoltà nella partecipazione agli spazi del movimento LGBTQIA+ per l’organizzazione. Tali criticità hanno raggiunto il loro apice durante il Roma Pride 2025, quando aderenti e sostenitori di Keshet Italia sono stati oggetto di contestazioni e insulti, rendendone necessaria l’evacuazione da parte delle forze dell’ordine. A tali episodi non è seguita alcuna presa di posizione pubblica da parte dell’organizzazione del Pride”.

Viene spiegato che proprio “per affrontare le criticità emerse, Keshet Italia aveva chiesto di partecipare al coordinamento del Roma Pride e alla stesura del Documento Politico. La richiesta non ha avuto seguito e all’associazione è stato invece comunicato che non sussistono le condizioni nemmeno per la partecipazione con un proprio carro”.

L’appello aggiunge che la “proposta del Roma Pride di consentire a Keshet Italia la sola partecipazione a piedi non appare una soluzione adeguata né sufficientemente sicura viste le esperienze del Pride 2025. La mancata possibilità di partecipare con un carro può infatti tradursi in un concreto rischio per l’incolumità dell’associazione e dei suoi aderenti, configurando di fatto una forma di ‘discriminazione indiretta’”.

Facendo riferimento alla situazione internazionale, viene affermato che la “partecipazione di un’organizzazione ebraica italiana non può essere condizionata né negata in base a posizioni relative all’operato di governi stranieri o a questioni geopolitiche estranee alla sua missione associativa. La vicenda non riguarda soltanto la partecipazione di una singola associazione ad una manifestazione pubblica, ma solleva una questione più ampia di rilevanza civile e democratica”.

L’appello si conclude così: “Chiediamo al Sindaco di Roma Capitale, quale rappresentante della città e delle istituzioni che sostengono e patrocinano il Roma Pride, un confronto con gli organizzatori della manifestazione, affinché siano individuate soluzioni che garantiscano a Keshet Italia una piena partecipazione al Roma Pride 2026 in condizioni di sicurezza e uguaglianza. Siamo convinti che Roma debba continuare a essere una città aperta, democratica e capace di dare spazio a tutte le sue componenti”.