Da sinistra Milena Santerini, Noemi Di Segni, Eleonora Giovanardi, il ministro Patrizio Bianchi

Cerimonia Giorno della Memoria al Miur. Di Segni: “La Shoah non è degli ebrei, ma di tutti gli italiani”

di Redazione
“La giornata della memoria che si celebra oggi in tutto il mondo non ci impone solo di ricordare i milioni di morti, i lutti, le sofferenze di tante vittime innocenti fra cui tanti italiani ma ci invita a combattere oggi e nel futuro ogni germe di razzismo, antisemitismo, discriminazione  e intolleranza, a partire dai banchi di scuola, perché la conoscenza, l’informazione, l’educazione rivestono un ruolo fondamentale nel promuovere una società giusta e solidale. Come recenti episodi di cronaca attestano: mai deve essere abbassata la guardia”.
Questo è uno stralcio del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, letto dall’attrice Eleonora Giovanardi durante la cerimonia per il Giorno della Memoria che si è svolta quest’anno dalla sede del Miur a causa delle votazioni al Quirinale, ed è stata trasmessa in diretta su Rai 1 dalle ore 11.

Alla cerimonia erano presenti la presidente Ucei Noemi Di Segni e il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, insieme a una delegazione di ragazze e ragazzi delle scuole vincitrici del concorso “I giovani ricordano la Shoah”, promosso annualmente dal Ministero dell’Istruzione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con la collaborazione dell’UCEI.

Durante la cerimonia, gli interventi delle autorità sono stati intervallati dalla lettura di alcuni brani sulla Shoah da parte di Eleonora Giovanardi.

Dopo avere ringraziato il presidente Sergio Mattarella per la sua attenta e partecipe vicinanza alle comunità ebraiche, alle tematiche della memoria e per tutto quanto ha fatto, la presidente dell’Ucei Noemi Di Segni ha invitato i giovani a ricordare che “la Shoah non è un racconto di parte ebraica che si ascolta con pietà e vicinanza, è la storia vostra, di tutta  l’Italia e tocca l’identità, quindi la responsabilità di ciascuno di noi”.

“Comunicazione alle masse, educazione scolastica, scienza, legislazione sono stati pilastri della persecuzione per realizzare il progetto di sterminio nazifascista, anche in Italia – ha continuato -. La propaganda impregnata di pregiudizio antiebraico ha creato quel velo di stordimento delle coscienze rendendo tutto accettabile e ragionevole. Il nemico è stato inventato, quindi era giusto odiare, perseguitare, sterminare”.

Nel suo discorso Di Segni ha richiamato l’importanza che i giovani anche oggi debbano sapere identificare e arginare i fenomeni di discriminazione, che generano odio e violenza, che si presentano nella vita con forme forse più subdole, anche e soprattutto attraverso il web e i social, attraverso cui dilaga l’odio.

“La legislazione italiana ha dei vulnus e deve essere affrontata con un rigoroso esame tecnico-legale, capendo che così andando la legittimazione dell’odio è ancora facile: apologia del fascismo, negazionismo. La libertà di pensiero non si sostanzia nella libertà di odio, nelle cerimonie nostalgiche del fascismo, nella pubblicazione di testi come Mein Kampf e I protocolli dei Savi di Sion. Sono abusi delle libertà costituzionali”.

Di Segni ha inoltre ribadito l’importanza di rafforzare l’impegno scolastico “non solo per fare conoscere la Shoah, la storia e la cultura ebraica come patrimonio dell’Italia tutta, ma anche per introiettare concetti di educazione civica, curiosità e interesse verso chi pratica una fede diversa dalla propria”.

Il ministro Patrizio Bianchi

“Oggi è il giorno in cui si fa memoria – ha dichiarato il Ministro Bianchi -. È importante avere i ricordi. I ricordi sono personali, la memoria no, è un fatto collettivo, è un atto politico nel senso più pieno, è il modo in cui noi ricerchiamo la nostra identità di popolo, di Paese, di Repubblica. Tra gli atti fondanti dell’Italia e dell’Europa c’è la Shoah, il punto più buio e più lurido della nostra storia contro il quale possiamo opporre le pagine luminose della Costituzione”.