di Redazione
La decisione, come comunictao dalla Prefettura, sarebbe stata presa prima di tutto per “esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore”. Ma “Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni”.
Dopo mesi di discussione, è arrivata la decisione: il concerto di Kanye West (Ye)previsto per il 18 luglio a Reggio Emilia non si farà. Lo riporta il Resto del Carlino.In conocmitanza è stato annullato anche il concerto di Travis Scott, previso poer il 17 luglio.
«Il prefetto Salvatore Angieri, a seguito delle istanze presentate dal Codacons e dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia – si legge nel comunicato stampa –, che hanno espresso rilievi in merito al concerto del rapper Kanye West previsto per il 18 luglio presso la Rcf Arena di Reggio nell’ambito del ’Pulse of Gaia Festival’, ha convocato il 25 maggio una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’incontro è stato dedicato all’esame dei profili di ordine e sicurezza pubblica connessi al concerto dell’artista statunitense e all’evento di Travis Scott, anch’esso programmato presso la Rcf Arena. Sulla base delle valutazioni emerse e degli ulteriori approfondimenti istruttori relativi agli aspetti di safety e security – specifica la nota di Palazzo Ducale –, il prefetto ha adottato un provvedimento ai sensi dell’art. 2 del Tulps, disponendo il divieto di entrambi i concerti. La decisione riguarda due eventi previsti in date consecutive presso la Rcf Arena, struttura con una capienza di circa 103mila spettatori, ed è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di 24 ore».
“Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni”, continua la nota stampa.
I precedenti
L’annullamento del concerto di Reggio Emilia segue di due mesi quello a Londra. Martedì 7 aprile il Wireless Festival, uno degli eventi musicali più popolari del Regno Unito, era stato ufficialmente cancellato dopo che il governo britannico ha deciso di negare l’ingresso al suo headliner, Ye. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, le autorità avrebbero revocato al rapper l’autorizzazione elettronica per il viaggio, ritenendo che la sua presenza all’evento non sarebbe stata “utile al bene pubblico”.
L’evento, che aveva già venduto oltre 68mila biglietti, ha confermato la cancellazione in una nota stampa pubblicata martedì mattina con il seguente messaggio: “l’antisemitismo in tutte le sue forme è ripugnante…riconosciamo l’impatto reale e personale che queste questioni hanno avuto e abbiamo deciso di agire di conseguenza per il benessere comune”.
Nel luglio 2025 era stata l’Australia a negargli il visto a causa del suo ultimo brano Heil Hitler, che per molti ha rappresentato il culmine della lunga serie di commenti antisemiti rilasciati dall’artista negli ultimi mesi, ricchi di frasi come “Amo Hitler” e “Sono un nazista”.
Kanye West e l’antisemitismo
Kanye West è stato accusato di antisemitismo per una lunga serie di dichiarazioni pubbliche e comportamenti.
Nell’ottobre 2022 pubblicò sui social un messaggio in cui affermava di voler andare in “death con 3” contro gli ebrei (un riferimento errato a “DEFCON 3”), un post ampiamente interpretato come una minaccia o un incitamento ostile verso gli ebrei. In diverse interviste, poi, sostenne teorie complottiste secondo cui gli ebrei controllerebbero in modo sproporzionato l’industria musicale, i media, la finanza e altri settori.
Durante un’intervista del 2022, inoltre, dichiarò di “amare Hitler” e fece commenti positivi su Adolf Hitler e sui nazisti, provocando una forte condanna pubblica. Mentre nel 2023 tra le vcanzoni del nuovo album Dying Near a Charger, ne è presente una intitolata Israel, dove dice di raccontare come avrebbe “incontrato il Diavolo”.
In varie occasioni ha negato o minimizzato accuse di antisemitismo, sostenendo che le sue critiche fossero rivolte a individui specifici o a strutture di potere, ma molte delle sue affermazioni sono state considerate generalizzazioni sugli ebrei come gruppo.
Le sue dichiaraziuoni gli hanno procurato l’interruzione di diverse collaborazione con brand come adidas e Balenciaga,e con personaggi come Anna Wintour, direttrice di Vogue. Fino all’annullmaneot dei concerti.



