di Pietro Baragiola
Milano, tre giovani di origine araba aggrediscono il Rav T. a Milano: “una violenza mai vista prima”
Aggredito mentre aspettava l’autobus, il cappello strappato dalla testa, poi gli sputi. È quanto accaduto oggi, mercoledì 16 settembre, al Rabbino T. nella zona di Bande Nere, a Milano. Tre uomini lo hanno avvicinato e colpito prima dell’intervento delle forze dell’ordine che hanno subito arrestato i responsabili.
A rendere noto l’accaduto è stato Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano: “una vicenda così violenta non è mai successa”.
Secondo il suo racconto, rilasciato sul sito dell’ANSA, i tre uomini avrebbero preso il rabbino a calci e pugni, per poi toglierli il cappello, calpestarlo e sputargli addosso. Meghnagi ha riferito che gli aggressori sarebbero tre persone di origine araba e che avrebbero riconosciuto il rabbino “da come era vestito”.
Dopo l’arresto il Rav 60enne si è rivolto alla questura di Milano e ha subito sporto denuncia nei confronti dei suoi aggressori.
Saranno proprio questi elementi, insieme agli accertamenti della polizia a contribuire a chiarire la matrice dell’aggressione. In particolare, resta da stabilire se i tre abbiano fatto esplicito riferimento all’identità ebraica della vittima durante l’assalto.
I messaggi delle istituzioni
“Esprimo, a nome mio personale e del Governo, la più sincera solidarietà al rabbino aggredito a Milano e a tutta la Comunità ebraica milanese”. Così ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Un episodio vile e inaccettabile, che condanno con la massima fermezza. L’odio antisemita è una piaga che non possiamo e non vogliamo tollerare in alcuna forma e che continueremo a contrastare con determinazione”.
Nelle ultime ore anche il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto sulla vicenda rilasciando una dichiarazione pubblica: “è molto grave quanto avvenuto oggi a Milano. Quest’aggressione è un episodio inquietante che non può essere sottovalutato ed esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza al rabbino e alla Comunità ebraica milanese ricordando loro che la violenza e l’odio antisemita non possono trovare spazio nella nostra società”.
Lo stesso presidente del Senato ha richiamato però la necessità di attendere gli accertamenti degli investigatori perché siano chiariti “dinamica e movente dell’aggressione”.
Le reazioni della comunità ebraica
La notizia ha suscitato una risposta immediata nel mondo ebraico italiano e nelle istituzioni.
“Quanto accaduto è agghiacciante” ha dichiarato Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, nella sua intervista al Fatto Quotidiano. “Il fatto che i tre autori dell’aggressione siano stati individuati e presi è un passaggio fondamentale, ma ora credo sia doveroso andare oltre e capire chi siano i loro mandanti morali”.
Romano ha inserito l’episodio nel clima sviluppatosi dopo il 7 ottobre 2023, affermando che le comunità ebraiche di tutto il mondo hanno assistito “a una sorta di ‘via libera’ all’odio antiebraico”, esploso persino prima della reazione militare di Israele a Gaza.
“È un clima velenoso che non può più essere tollerato” afferma il direttore del Museo della Brigata Ebraica, rilanciando la richiesta di approvare il disegno di legge contro l’antisemitismo, in modo da mandare “un segnale chiaro e inequivocabile da parte delle istituzioni”.
Il precedente di Piazzale Siena
Quanto avvenuto oggi riporta però l’attenzione anche su un’altra aggressione avvenuta pochi mesi fa nella stessa area della città.
La sera del 1° marzo due studenti universitari argentini ebrei di 19 e 20 anni sono stati aggrediti nei pressi di un supermercato di Piazzale Siena, a poca distanza da Bande Nere. I ragazzi, che indossavano la kippà e lo tzitzit sono stati avvicinati da un gruppo di giovani e insultati. Durante l’episodio è stato anche gridato “Fuck Israel” contro di loro ed uno dei due è stato colpito al volto, riportando la frattura del setto nasale.
Non risultano elementi che consentano di collegare i due episodi ma questa nuova aggressione riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza delle persone riconoscibili come ebree nello spazio pubblico milanese.



