A sinistra Beda Romano, e a destra il logo di Prima Pagina in onda su Rai Radio3

Ebrei italiani presi di mira su Rai Radio 3

Italia

di Nathan Greppi
Un primo episodio è avvenuto il 12 settembre 2026, durante la trasmissione Prima pagina su Rai Radio 3, dove un ascoltatore ha chiesto quanti fossero gli ebrei con doppia cittadinanza che hanno prestato servizio nell’IDF come riservisti. E il giornalista Beda Romano, il giorno dopo, gli ha risposto dopo avere fatto delle ricerche. 

In un programma radiofonico del servizio pubblico, è recentemente andata in onda una messa all’indice di cittadini ebrei italiani che avrebbero prestato servizio nell’esercito israeliano in quanto possessori della doppia cittadinanza.

Il fatto

Per la precisione, un primo episodio è avvenuto il 12 settembre 2026, durante la trasmissione Prima pagina su Rai Radio 3, nella sezione intitolata Filo diretto e condotta dal giornalista Beda Romano del Sole 24ore. Al minuto 35:00 circa, un ascoltatore presentatosi come Piero ha affermato: “In relazione al film israeliano presentato al Festival di Venezia, molto applaudito e molto riconosciuto, volevo chiedere qualche notizia, prima sui riservisti o soldati che soggiornano in Italia per riposarsi dopo le fatiche della guerra, in che condizioni sono, cioè se sono semplici turisti che vanno dovunque, se sono appoggiati a strutture, magari militari, civili o religiose, se sono ospiti di loro correligionari, eccetera”.

Ha inoltre aggiunto: “E poi volevo chiedere, sempre in aggancio, se cittadini italiani di religione ebraica fanno parte dei riservisti dell’esercito israeliano e se questi cittadini italiani hanno partecipato alle guerre e agli stermini perpetrati dal governo israeliano, in che posizione giuridica possono essere? Grazie per le risposte”. Il conduttore gli ha risposto che “dovrò studiare perché non è un argomento che io ho trattato in questi mesi, però cercherò di fare del mio meglio”.

Il giorno dopo, sempre su Filo diretto, Romano ha introdotto la trasmissione con le seguenti parole: “Prima di lasciarvi la parola volevo prima di tutto rispondere a un ascoltatore che ieri aveva chiamato chiedendo se vi fossero degli ebrei italiani coinvolti in un modo o nell’altro nella guerra israeliana a Gaza. Le informazioni che ho recuperato sono informazioni da verificare, le fonti sono molto limitate e non ho potuto verificarle, ma apparentemente vi sarebbero circa 928 cittadini italiani con la doppia nazionalità israeliana e italiana che in un modo o nell’altro nel corso degli ultimi anni sono stati riservisti nell’esercito israeliano. Ecco, spero che l’informazione sia utile, come dico, da verificare, ma intanto abbiamo una cifra su cui ragionare”.

I precedenti

Questa non è la prima volta che un giornalista italiano cerca di mettere alla gogna gli ebrei italiani in questo modo. In un tweet del 26 ottobre 2023, senza presentare alcuna prova, il responsabile della cronaca romana di Fanpage Valerio Renzi ha attribuito due aggressioni nei confronti di un influencer italo-palestinese e di un militante del Fronte della Gioventù Comunista agli ebrei italiani, arrivando a dire che tali episodi “ci dovrebbero portare a indagare con maggiore attenzione la radicalizzazione dei giovani ebrei italiani e il rapporto di questa con l’aumento di chi fa il servizio militare in Israele”. Sostanzialmente, li ha equiparati ai giovani musulmani radicalizzati dalla propaganda dell’ISIS.

Non è nemmeno la prima volta che Radio Rai veicola odio e disinformazione sugli israeliani. Nel novembre 2025, dopo che un attentato perpetrato da due terroristi palestinesi nell’insediamento di Gush Etzion ha provocato un morto e tre feriti, Rai GR 2 ha riferito che “sono stati uccisi due diciottenni arabi che stamattina si sono resi responsabili di un attentato in Cisgiordania, in risposta alle violenze dei coloni che da settimane attaccano villaggi palestinesi”.

La conduttrice, Roberta Sibona (che nel settembre 2025 aveva messo come copertina del suo profilo Facebook un disegno della Global Sumud Flotilla), aveva invertito l’ordine cronologico dei fatti, menzionando prima l’eliminazione dei terroristi e poi l’attentato. Inoltre, non ha presentato alcuna prova a sostegno della tesi secondo cui l’attacco fosse in risposta agli attacchi dei coloni; in compenso, ha taciuto sul fatto che l’attentato era stato rivendicato sui social dalla Jihad Islamica.

Attacchi contro la comunità ebraica

In tempi recenti, si sono verificati anche attacchi contro la Comunità Ebraica di Milano sulla relativa pagina Wikipedia. Fino al 15 settembre 2026, questa risultava includere un paragrafo che dichiarava: “Nel 2026 il presidente della associazione si scaglia contro le organizzazioni che denunciano il genocidio perpetrato da Israele ai danni della Palestina. Il gruppo si conferma così un avamposto sionista che appoggia le politiche di apartheid israeliane e la correlata violenta occupazione razziale nei confronti dei paesi del Medio Oriente (Asia occidentale)”.