di Nathan Greppi
L’esposto in questione non riguarda solo le aggressioni alla Brigata Ebraica del 25 aprile, ma anche la presenza, al corteo nazionale per la Palestina del 16 maggio a Milano, di bandiere della Repubblica Islamica dell’Iran, di Hezbollah e delle Brigate al-Qassam di Hamas. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle indagini in corso inerenti alle minacce contro i dissidenti iraniani residenti in Italia. (Da sinistra Davide Romano, Manfredi Palemri, Alessandro Pecoraro e Alessandro Litta Modignani).
Dopo che già a fine luglio era stata presentata una denuncia contro ignoti per quegli avvenimenti, lunedì 14 settembre si è tenuta a Palazzo Marino una conferenza stampa congiunta delle associazioni Ponte Atlantico e Brigata Ebraica, presentata dal consigliere comunale Manfredi Palmeri, per illustrare un esposto depositato presso le autorità competenti il 7 agosto 2026.
L’oggetto
L’esposto in questione non riguarda solo le aggressioni alla Brigata Ebraica del 25 aprile, ma anche la presenza, al corteo nazionale per la Palestina del 16 maggio a Milano, di bandiere della Repubblica Islamica dell’Iran, di Hezbollah e delle Brigate al-Qassam di Hamas. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle indagini in corso inerenti alle minacce contro i dissidenti iraniani residenti in Italia.
Ponte Atlantico e Brigata Ebraica hanno voluto richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su questi episodi e sulla loro possibile continuità, rimettendo ogni valutazione alle autorità competenti.
Gli interventi
Palmeri ha citato un recente rapporto della Guardia di Finanza, ripreso dal quotidiano Il Tempo e secondo il quale sarebbero circa 1.000 le associazioni culturali e religiose in Italia potenzialmente esposte al rischio di abuso per finanziamenti legati al terrorismo islamista: “Servono controlli rigorosi, trasparenza sui flussi di denaro e tolleranza zero verso chi usa la copertura del no-profit per finalità eversive, senza fare generalizzazioni ma colpendo chi sbaglia”, ha dichiarato il consigliere comunale.
Altri numeri preoccupanti sono quelli degli attentati sventati di recente dalle autorità, circa una decina in appena cinque mesi. A tal proposito, il direttore del Museo della Brigata Ebraica Davide Romano ha menzionato una recente aggressione contro tre adolescenti ebrei di 14 anni avvenuta a Londra, affermando: “Visto l’aumento in Italia degli attentati, e il 400% in più di antisemitismo, è tempo di chiedere alla società civile e alla politica di unirsi contro ogni forma di sostegno al terrorismo. A cominciare dalle bandiere di Hamas e Hezbollah che troppo spesso vediamo: dal 25 aprile alla manifestazione contro il DDL Antisemitismo”.
Romano ha anche aggiunto: “Ci troviamo costretti a fare querele ed esposti perché non c’è più dialogo con certa sinistra che considera ‘compagni che sbagliano’ quelli che simpatizzano per veri e propri gruppi terroristi riconosciuti come tali dall’Unione Europea”.
È stato fatto notare che i rappresentanti diplomatici dell’Iran nel nostro paese hanno schedato i dissidenti iraniani presenti sul territorio. “La Repubblica islamica fomenta il terrorismo non solo in tutto il Medioriente, ma anche in Europa, come dimostrano i segnali di allarme che non possiamo trascurare, confermati dalla Digos e dalle procure di mezza Italia”, ha dichiarato Alessandro Litta Modignani, coordinatore di Ponte Atlantico.
Lo scopo della denuncia è stato illustrato da Alessandro Pecoraro, consigliere di Ponte Atlantico: “Quello che oggi abbiamo voluto manifestare con questo esposto è una richiesta alle autorità competenti di valutare un eventuale filo rosso tra l’aggressione alla Brigata il 25 aprile, la bandiera di Hezbollah sventolata sempre il 25 aprile, le bandiere delle Brigate al-Qassam e della Repubblica islamica dell’Iran sventolate il 16 maggio, e le recenti indagini sulle minacce ai dissidenti iraniani residenti in Lombardia. Chiediamo alle autorità se persista un filo rosso tra tutti questi eventi”.



