Ucraina: cominciano le aliyot in Israele. “Vogliamo un futuro migliore”

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Le tensioni fra Mosca e Kiev nelle regioni ucraine orientali crescono, e gli ebrei hanno sempre più paura. E’ in questo quadro che va visto l’arrivo questa settimana di 20 ebrei ucraini in Israele, a cui ne seguiranno, nei prossimi due mesi, altri di altre decine di compatrioti. A organizzare queste aliyot di emergenza è l’Agenzia Ebraica insieme all’Ambasciata Cristiana  a Gerusalemme (ICEJ).

Si tratta principalmente di giovani e famiglie con bambini alla ricerca di una situaizone più sicura. “Il governo è instabile e c’è paura che la violenza scoppi in ogni momento” spiegano ai media israeliani alcuni dei nuovi “olim”. Dall’inizio della crisi ucraina, infatti, c’è stato un aumento di episodi antisemiti.

“Da quando sono a Odessa, dal 1992, non ho mai visto una così alta richiesta di andare in Israele – ha dichiarato Rabbi Avraham Wolff, rabbino capo di Odessa e del sud del Paese -. Abbiamo passato anni di fame e guerre, ma in tutti  questi mai c’è staato un tale interesse a fare l’alyà come oggi”.

E mentre molti ebrei stanno cercando di lasciare l’Ucraina, quelli che rimangono cercano di difendersi. Fa notizia, infatti, la costituzione a Kiev di un gruppo ebraico di difesa, di cui fanno parte alcuni che hanno prestato il servizio militare in Israele.