“Non vogliamo essere nemici”: in Israele arabi ed ebrei insieme contro la violenza e per la pace

Israele

di Redazione
“Non vogliamo essere nemici”. Questo lo slogan delle manifestazioni tenutesi in diverse località israeliane in cui molti arabi ed ebrei hanno partecipato per la pace, stremati dalle scene senza precedenti di violenza degli ultimi giorni. Lo riportano il The Times of Israel e soprattutto alcune pagine sui social , prima fra tutte Peace Factory

A Gerusalemme in centinaia hanno marciato con l’organizzazione Yad be Yad (mano nella mano) all’incrocio di Oranim nel sud della città, un’organizzazione no profit che gestisce diverse scuole ebraico-arabe, inclusa una nella capitale. Prima nella giornata, 300 persone fra insegnanti e presidi avevano manifestato per la coesistenza e contro la violenza davanti alla Knesset. Ma hanno manifestato anche a Lod, città in cui per anni si è vissuto in totale coesistenza, ma che è stato teatro di violenti scontri far arabi e israeliani.

L’organizzazione Tag Meir ha distribuito migliaia di fiori in tutto il paese, dall’ospedale Meir a Kfar Saba nel centro di Israele e la città araba di Abu Ghosh vicino a Gerusalemme, allo svincolo Fureidis e Gush Halav nel nord Israele e la giunzione Nahalal nella valle di Jezreel. I fiori sono stati distribuiti con benedizioni per la festa ebraica di Shavuot, che inizia domenica sera, e per l’Eid al-Fitr musulmano, che segna la fine del Ramadan, celebrato mercoledì e giovedì.

Sempre giovedì, i membri del consiglio comunale di Acco, Lod, Haifa, Tel Aviv-Jaffa, Ramle e altre città miste ebraico-arabe hanno lanciato un appello congiunto alla calma. I leader di entrambe le comunità si sono anche riuniti nel nord di Israele e nel Negev per chiedere la fine delle violenze.

“La vera paura proviene dalla spaccatura all’interno dello Stato di Israele”, ha detto Ofir Libstein, capo del Consiglio regionale Sha’ar Hanegev delle comunità vicine alla Striscia di Gaza. “Affronteremo Hamas. Ma questo è il problema più grande “, ha detto.

Gli ospedali in Israele sono uno dei luoghi principali in cui ebrei e arabi lavorano insieme, e  proprio da qui in molti hanno fatto sentire la propria voce. Al Rambam Hospital di Haifa, colleghi ebrei e arabi hanno posato insieme manifesti che chiedevano la pace, e su Facebook hanno pubblicato un accorato appello.

“Il personale medico, il personale infermieristico e i vari operatori del settore ospedaliero si sono uniti in questi giorni non semplici, sotto messaggi di pace, convivenza, unità e solidarietà, e si è speso in una campagna fotografica di diverse religioni, lavorando fianco a fianco per prendersi cura delle persone, ovunque esse siano. Gli operatori ospedalieri sono stati fotografati portando segnali di pace e shalom e saalam e chiedono di trasmettere questo importante messaggio. Rambam, l’ospedale più grande del nord di Israele, è un simbolo esemplare di convivenza che si svolge tra coloro che ci lavorano, che provengono da ogni fede e credenza, e tra i pazienti che vi sono ricoverati, che provengono da tutto il paese. La convivenza che si svolge in ospedale è stata messa alla prova durante molte crisi che la regione ha conosciuto e ha trasformato l’ospedale in un ponte che avvicina persone e cuori”.

 

Mentre al Emek Medical Centre di Afula hanno scritto “La pace arriverà”. E basta guardare sul web per vedere in quanti lo fanno.

Commovente poi anche l’appello di alcuni leader religiosi – ebrei, drusi, cristiani e musulmani – che chiedono la fine delle violenze.

(fonte: Bet Morasha)

(Fonte foto: Facebook)

 

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