L’esercito israeliano ha eliminato 160 terroristi a Gaza. Si valuta un cessate il fuoco

di Paolo Castellano

L’allarme incessante delle sirene antimissile in Israele continua a risuonare tra la popolazione e da più di nove giorni l’esercito israeliano sta cercando di limitare l’offensiva di Hamas e della Jihad palestinese, colpendo target militari nella Striscia.

Il 18 maggio sono arrivati alla stampa ulteriori aggiornamenti sul conflitto: un portavoce dell’Israel Defense Forces (IDF) ha dichiarato che finora, durante l’operazione antiterrorismo israeliana chiamata Guardiani delle mura, sono stati uccisi 160 terroristi nella Striscia di Gaza governata da Hamas.

Come riporta Israel National News, l’IDF ha riferito che la maggior parte dei terroristi neutralizzati facevano parte del gruppo terroristico di Hamas. Per la precisione, sono stati uccisi 120 miliziani di Hamas e 40 combattenti della Jihad islamica palestinese.

Inoltre, l’esercito israeliano ha affermato di aver distrutto 15 km della Metro di Hamas: una rete di tunnel sotterranei sotto la Striscia di Gaza in cui si nascondono e operano i terroristi palestinesi.

Durante la notte a cavallo tra lunedì e martedì, sessanta aerei dell’aviazione militare d’Israele hanno poi colpito obiettivi terroristici nel Sud della Striscia di Gaza, distruggendo 65 lanciarazzi a Khan Yunis. I lanciatori, ha sottolineato un portavoce dell’IDF, erano in grado di lanciare da sei a nove razzi alla volta.

Da lunedì scorso, il bilancio delle vittime israeliane è salito a 10, con oltre 300 feriti in attacchi missilistici. Mentre a Gaza, l’Autorità sanitaria di Hamas afferma di aver registrato 212 persone uccise e 1.400 feriti.

Secondo una fonte diplomatica intervistata dal The Times of Israel, Israele e Hamas starebbero per firmare una tregua. In base alle parole dell’anonimo diplomatico, l’accordo potrebbe concretizzarsi il 19 o 20 maggio.

In attesa dell’approvazione di un cessate il fuoco, Israele ha deciso di riaprire il valico Kerem Shalom per far passare gli aiuti umanitari destinati alla popolazione civile, coinvolta nel conflitto armato. Come riporta Agenzia Nova, le Nazioni Uniti hanno espresso “vivo apprezzamento” per l’iniziativa israeliana.

«Accogliamo con favore l’apertura da parte delle autorità israeliane del valico di Kerem Shalom per gli aiuti umanitari essenziali dopo nove giorni di crisi», ha dichiarato Jens Laerke, portavoce dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite.

Sventato un attacco bomba

Ciò nonostante le tensioni in Israele non si placano. Nella mattina del 18 maggio, un terrorista arabo è stato neutralizzato mentre stava tentando di compiere un attacco bomba. L’episodio è avvenuto nella città di Hebron. Come riporta Israel National News, il terrorista si è avvicinato ai soldati dell’IDF che stazionavano nella città israeliana con l’obiettivo di utilizzare un coltello, una mitragliatrice e un ordigno.

Una volta identificata la minaccia, i militari hanno fatto fuoco. Durante lo scontro la bomba è esplosa nelle mani del terrorista.

Inoltre, c’è da aspettarsi ulteriori proteste palestinesi contro le attività dell’IDF a Gaza, come quelle avvenute a Haifa, Giaffa, Ramla, Tamra e altre località nelle scorse ore per La giornata della rabbia.

(foto: ynet news)