Propaganda palestinese nei media israeliani: Israele monitorerà l’attività giornalistica di un reporter di Al Jazeera

Israele

di Paolo Castellano

Due settimane dopo l’annuncio di un’eventuale revoca delle credenziali stampa per il noto giornalista di Al Jazeera Elias Karram, l’organo statale israeliano che si occupa di rilasciare gli accrediti per la stampa estera, il Government Press Office (GPO), il 30 agosto ha deciso di voler congelare momentaneamente la decisione. In un’udienza (avvenuta sempre il 30 agosto) sul suo caso, Karram, un palestinese originario di Nazareth e cittadino di Israele, ha comunicato al direttore del GPO, Nitzan Chen, che nonostante le accuse mosse contro di lui, egli non milita nella resistenza palestinese contro Israele. Chen ha poi deciso di stoppare la decisione di revoca delle credenziali per 6 mesi. Durante questo periodo Chen monitorerà da vicino l’attività giornalistica di Karram.

Come riporta il sito 972mag, l’Unione dei Giornalisti d’Israele ha condannato l’iniziale decisione di revocare gli accrediti di Karram e ha invitato il governo a cambiare opinione, dicendo che “è inconcepibile che lo stato possa ostacolare il diritto di stampa a un giornalista a causa della sua agenda, indipendentemente dal fatto che sia un critico dello stato”. «Le ragioni dell’udienza erano sin dall’inizio inconsistenti», ha detto Yair Tarchitsky, il capo dell’Unione. «Il fatto che il GPO abbia deciso di cedere è una buona cosa».

Il GPO precedentemente aveva citato una dichiarazione di Karram, che il giornalista presumibilmente fece più di un anno fa, per giustificare la revoca delle sue credenziali stampa: «Come un giornalista palestinese in un’area occupata o in una zona di conflitto, i media fanno parte della resistenza e dell’educazione all’attività politica», Karram disse in lingua araba durante un’intervista rilasciata nel maggio del 2016. «Il giornalista adempie al suo ruolo quando si oppone con la penna, con la voce o con la fotografia perché fa parte della sua gente e si fa portatore della resistenza in modo unico». Durante la sua audizione, Karram è stato interrogato, tra le altre cose, sulle sue convinzioni riguardo la resistenza palestinese – domande politiche che potrebbero non avere nulla a che fare con la decisione finale del GPO.

Nella sua iniziale dichiarazione, che annunciava la revoca delle credenziali a Karram, Chen aveva detto che i giornalisti con la carta del GPO sono invitati a seguire “la deontologia professionale e la totale imparzialità riguardante l’attività giornalistica” e che “chiunque prenda parte a una campagna politica” avrebbe dovuto riconsegnare la carta GPO. Il GPO ha preso in considerazione il caso di Karram anche dopo i recenti tentativi del ministro della Comunicazione, Ayoub Kara, di spegnere le trasmissioni di Al Jazeera in Israele – un tentativo che era stato criticato esplicitamente dall’Unione dei Giornalisti israeliani.

In una dichiarazione rilasciata il 30 agosto, Chen aveva invocato la libertà di stampa come “uno dei fondamenti su cui lavora il GPO”, aggiungendo che il GPO “non accetterà una situazione in cui un possessore della press card rilasciata dallo Stato d’Israele possa utilizzarla per corroborare le proprie attività di propaganda politica contro lo stato israeliano”. Secondo Chen, nei prossimi mesi, il GPO monitorerà le notizie – sia in lingua inglese che araba – su Israele confezionate da Al Jazeera, e “non esiterà, dopo aver consultato l’ufficio legale e le forze di sicurezza, a trarre le dovute conclusioni”.

 

 

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