Il cibo di marca secondo il designer israeliano Mergui

Israele

di Carlotta Jarach

mergui
Lo yogurt di Tiffany secondo il designer israeliano Peddy Mergui

Il caffè di Cartier, le bustine di sale e pepe di Hermès, il latte Apple, i sottaceti Gucci e i noodles di Burberry: in un’epoca dove l’immagine conta più della sostanza, il visionario designer israeliano Peddy Mergui ha ridisegnato il packaging di alcuni beni di prima necessità.

Marocchino trasferitosi in Israele, noto per la sua capacità di tradurre il linguaggio grafico in comunicazione visiva, a tratti trasgressiva, nella sua pluriennale esperienza Peddy ha condotto campagne pubblicitarie importanti, nonché una vasta gamma di progetti di brand building e di product perception, letteralmente ‘costruzione della marca’ e ‘percezione del prodotto’. Perché in fondo, forse, siamo più attirati da come un bene è presentato più che da cosa quel bene ci può offrire: e ci prende in castagna Mergui, con la sua serie «Wheat Is Wheat Is Wheat» (Grano è Grano è Grano), esposta al Museum of Craft and Design di San Francisco e presto anche a Milano per Expo: nutrire il pianeta con arance Nike, biscotti Dolce&Gabbana e yogurt Tiffany.

Provocatorio ma umoristico, soprattutto critico nei confronti del consumismo globale, l’artista ci insinua il dubbio: sarà il nostro prossimo acquisto etico, o ci lasceremo fuorviare dalla firma?

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