Arabi israeliani al seggio elettorale

Israele: il 60% degli arabi israeliani ha fiducia nelle istituzioni statali

Israele

di Paolo Castellano
Il 22 novembre sono stati diffusi pubblicamente i risultati di un sondaggio sugli arabi israeliani condotto da importanti e autorevoli istituzioni d’Israele. Come ha riportato il Jerusalem Post, i risultati dell’indagine hanno prodotto degli esiti positivi sulla popolazione araba dello Stato ebraico.  Ai cittadini arabi israeliani sono state poste una manciata di quesiti per sondare i loro pareri sulla nazione in cui risiedono e sulle sue istituzioni. Contrariamente ai pronostici, il 60% degli intervistati ha dichiarato di avere un’opinione favorevole di Israele, mentre il 37% ha invece detto di non essere favorevole.

Il sondaggio è stato realizzato ad ottobre dal Konrad-Adenauer-Stiftung, un think-tank politico tedesco vicino all’Unione Cristiano Democratica, nell’ambito di un programma dedicato alla cooperazione tra arabi ed ebrei presso la sede del Dayan Center nell’università di Tel Aviv e da Keevon, un’azienda di ricerca, strategia e comunicazione. Per effettuare delle statistiche affidabili sono state raccolte 876 interviste a cittadini israeliani e 125 a residenti stabili della zona Est di Gerusalemme. L’intervista ha avuto un margine di errore del 2,25%. Il sondaggio, da un punto di vista religioso, dimostra che il 49% di coloro che si sono dichiarati musulmani ha un’opinione positiva dello stato rispetto al 48% che è invece avverso. Tra i cattolici intervistati, il 61% è favorevole allo stato rispetto al 33% che ha una visione negativa. Invece tra i Drusi, il 94% appoggia le istituzioni israeliane, mentre il 6% non la pensa così.

Dal sondaggio però emerge la questione “razzismo”. Il 47% degli intervistati ha detto di sentirsi “trattato iniquamente” in quanto cittadino arabo. La maggior parte del campione analizzato ha inoltre dichiarato che i cittadini arabi stanno subendo un’ingiusta distribuzione dei ricavi fiscali. Dal punto di vista di Michael Borchard, il direttore israeliano del Konrad-Adenauer-Stiftung, il risultato più significativo è quello relativo alla seguente domanda: “Quale termine ti descrive meglio?”. Un ampio numero, il 28%, ha replicato “arabo israeliano”. L’11% ha dichiarato “israeliano”, il 13% si è definito “cittadino arabo di Israele”, e il 2% ha detto “musulmano israeliano”. Solo il 15% ha affermato “palestinese”, rispetto al 4% che si identifica nel termine “palestinese in Israele”, al 3% con “cittadino palestinese in Israele, e al 2% con “palestinese israeliano”. L’80% degli intervistati ha però detto che preferirebbe identificarsi come “musulmano”.

Durante l’intervista è stato poi domandato agli intervistati di esprimere il loro grado di appartenenza allo Stato ebraico attraverso una scala di giudizio che va dal 1 al 10. Il 54% ha detto tra l’8 e il 10, il 17% tra il 5 e il 7, e infine il 35% tra l’1 e il 4. L’intervista ha poi rilevato che i cittadini arabi sono più interessati ai temi legati all’economia, al crimine e all’uguaglianza piuttosto che al problema palestinese. Alla domanda che chiedeva quale fosse la loro preoccupazione più grande, il 22% dei cittadini arabi ha indicato la sicurezza personale e il crimine; la stessa percentuale ha indicato il razzismo. Invece il 15% ha detto l’economia e il lavoro, mentre il 13% ha dichiarato di essere preoccupato dalla questione israelo-palestinese.

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