Gerusalemme

Decisione Unesco, Renzi: “È incomprensibile”. E la polemica continua sui media

Israele

di

Matteo Renzi, premier italiano
Matteo Renzi, premier italiano

La risoluzione dell’Unesco sui luoghi  santi del Medio Oriente “è una vicenda allucinante, ho chiesto  al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma. È  incomprensibile, inaccettabile e sbagliato. Ho chiesto  espressamente ieri ai nostri di smetterla con queste posizioni.  Non si può continuare con queste mozioni finalizzate ad attaccare Israele. Se c’è da rompere su questo l’unità europea  che si rompa”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Rtl 102.5, commentando la decisione Unesco di non riconoscere il legame fra l’ebraismo, il Muro del Pianto e il Monte del Tempio, in cui l’Italia si è astenuta (ascolta l’intervista integrale).

Una delibera grave, questa, che continua a suscitare molte polemiche e discussioni per la sua assurdità e infondatezza storica. “Storicamente su queste posizioni”, ha continuato il premier, “andiamo sempre insieme agli altri Paesi europei. Ma trovo la decisione Unesco sinceramente incomprensibile e sbagliata. Non si può continuare con queste mozioni, una volta all’Onu, una volta all’Unesco contro Israele. Sostenere che Gerusalemme e l’ebraismo non hanno una relazione è sostenere che il sole fa buio: una cosa incomprensibile, insostenibile e sbagliata. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupano di queste cose che non si può andare avanti così: non si può negare la realtà”.

Renzi commenta solo ora (perché?) un fatto su cui da giorni in tanti stanno esprimendo la propria incredulità e di cui si può leggere sui media: lo stesso segretario dell’Onu Ban Ki Moon si è espresso contro questa risoluzione. La Repubblica, in un articolo dell’ex direttore Ezio Mauro del 20 ottobre intitolato “Antisemitismo, corsi e ricorsi di una tragedia dall’ottusità burocratica allo sterminio sistematico”, parla del saggio di Pierre-André Taguieff sull’antisemitismo (Cortina editore) partendo proprio dalla decisione dell’Unesco. Mentre Informazione corretta riporta l’articolo del Corriere della Sera con l’intervento di Yair Lapid, in cui il deputato della Knesset definisce la risoluzione “talmente estrema, e le sue motivazioni talmente scandalose, da generare disagio anche all’interno dell’organizzazione”.

Israel, Jerusalem, the Western Wall

Sempre sul Corriere della Sera è uscito un interessante articolo di Marco Carrai, storico braccio destro di Renzi, sul Corriere della Sera sabato 15 ottobre: “La decisione dell’Unesco di non legare all’ebraismo il Muro del Pianto e il Monte del Tempio è non solo sconcertante ma anche ridicola. L’Unesco con questa decisione ha probabilmente deciso di riscrivere la Bibbia e anche centinaia di anni di libri di scuola. Non me ne vogliano i funzionari dell’Unesco se paragono questa decisione a quelle prese da coloro che più volte nella storia millenaria hanno perseguitato e quasi sterminato il popolo ebraico”.

Carrai si chiede dunque se sia una decisione presa per politica, per convinzione o per ignoranza. “Nel primo caso – spiega – l’Unesco entrerebbe in un campo che non gli è proprio. L’Unesco deve tutelare la storia e non riscriverla. Altrimenti nella apocalittica ipotesi che l’Isis non sia sconfitta, tra decine di anni l’Unesco probabilmente considererebbe patrimonio storico da dimenticare il Crac des Chevaliers, Palmira, la Chiesa di San Simeone e le altre centinaia di siti archeologici presi di mira.

Nel caso in cui l’Unesco abbia preso la decisione per convinzione, beh allora siamo di fronte a una decisione nazista. E la parola è stata ben soppesata. Nel caso in cui invece sia stata per ignoranza nel significato proprio del termine allora non capisco come dei non portatori di conoscenza possano tutelare il patrimonio culturale mondiale. Forse però è stata presa per un insieme dei tre fattori che compongono una parola: ipocrisia. Per blandire un mondo culturale che in quei luoghi sta diventando dominante e cercare facendo torto alla propria intelligenza e anche coscienza di cambiare la storia in modo da farla sembrare anche convinzione comune.

Per fortuna la mano invisibile dell’intelligenza umana molte volte supera la deficienza (nel senso latino di mancanza) intellettuale e culturale delle organizzazioni a essa preposta e ad esempio in Turchia secoli fa la bellissima e storica chiesa di Santa Sofia fu trasformata in moschea e poi in museo a protezione delle culture e della storia in essa custodite. Nessuno ha mai pensato di scrivere che Santa Sofia non era una chiesa e nessuno ha mai pensato che successivamente in Santa Sofia non si venerasse Allah”.

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