di Nathan Greppi
In una manifestazione propal a New York il 17 novembre 2023, l’attrice aveva dichiarato che coloro i quali erano vittime di antisemitismo negli Stati Uniti “stanno avendo un assaggio di cosa significhi essere musulmani in questo paese”. E poi ha negato gli stupri sulle donne israeliane avvenuti il 7 ottobre, definendoli “un mito”, e ha giustificato Hamas quando ha respinto delle proposte di cessate il fuoco, sostenendo che quelli proposti sarebbero stati degli “accordi tremendi”.
Hanno fatto discutere le recenti parole dell’attrice americana Susan Sarandon, che al Festival del Cinema di Venezia ha sostenuto di essere finita sulla lista nera di Hollywood per aver “sostenuto la Palestina”. Una tesi che a maggio era già stata veicolata dai suoi difensori al Festival di Cannes.
Quello che in pochi hanno riportato, è che in anni recenti la Sarandon non si è limitata a criticare l’operazione militare israeliana a Gaza, ma ha giustificato l’odio e la violenza nei confronti di ebrei e israeliani in quanto tali: in una manifestazione propal tenutasi a New York il 17 novembre 2023, l’attrice di The Rocky Horror Picture Show ha dichiarato che coloro i quali erano vittime di antisemitismo negli Stati Uniti “stanno avendo un assaggio di cosa significhi essere musulmani in questo paese”, asserendo in tal modo che gli ebrei americani dovrebbero pagare per l’islamofobia. Per questo, è stata scaricata dalla United Talent Agency, l’agenzia che la rappresentava.
In seguito si è scusata pubblicamente per ciò che ha detto alla manifestazione. Tuttavia, successivamente ha continuato ad attaccare gli israeliani e persino a difendere l’operato di Hamas: nell’aprile 2024, interpellata dall’influencer israeliana Keren Picker, ha negato gli stupri sulle donne israeliane avvenuti il 7 ottobre, definendoli “un mito”, e ha giustificato Hamas quando ha respinto delle proposte di cessate il fuoco, sostenendo che quelli proposti sarebbero stati degli “accordi tremendi”.
A dispetto delle tesi di attori propal come la Sarandon, Mark Ruffalo e Javier Bardem, che inseguono la moda dominante spacciandola per una presa di posizione rischiosa e controcorrente, il mondo del cinema è sempre più ostile nei confronti d’Israele. A provarlo ulteriormente, vi è una recente inchiesta di Haaretz, che ha rivelato che su IMDb, il più importante database sul mondo del cinema e della televisione, in diverse pagine dedicate a diversi film e serie la nazionalità “Israele” è stata sostituita con “Territori palestinesi” o “Territori palestinesi occupati”.



