Hasbarà 2.0, dieci influencer israeliani da seguire

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi

Negli ultimi anni, l’informazione sul conflitto israelo-palestinese non è passata solo per i media tradizionali, ma anche è soprattutto attraverso i social network e le piattaforme digitali, che rispetto ai primi hanno un impatto di gran lunga maggiore in particolare sui giovani.

Sebbene le voci ostili a Israele sembrino prevalere in tutti questi campi, non mancano i casi di influencer che, con tenacia e perseveranza, cercano di far conoscere un diverso lato del prisma. Se in Italia un certo tipo di contenuti viene veicolato solo da Ciro Principe e pochi altri, all’estero c’è chi invece è riuscito a raggiungere decine di migliaia o anche milioni di persone con il proprio impegno.
Di seguito, una rassegna in ordine alfabetico dei dieci influencer israeliani che vale la pena di seguire per capire le ragioni dello Stato Ebraico.

Ran Alkalay
Con quasi 120.000 follower su Instagram, Ran Alkalay è uno degli influencer più utili da seguire se si vogliono leggere notizie sul mondo ebraico e Israele che i media italiani generalmente non riportano. In particolare, è molto utile per tenersi informati sugli attacchi contro ebrei e israeliani all’estero. Con una formazione da economista, in passato Alkalay ha lavorato per la Società per la Protezione della Natura in Israele (SPNI), principale istituzione israeliana impegnata nella tutela della biodiversità.

Ashager Araro
Chi ha cercato di smontare la narrazione imperante che dipinge gli israeliani come “colonizzatori bianchi” è l’israeliana di origine etiope Ashager Araro, nata mentre i suoi genitori stavano andando dall’Etiopia in Israele come parte dell’Operazione Salomone. Già tenente nell’unità ricognitori paracadutisti dell’IDF, ai suoi più di 70.000 follower su Instagram la Araro, che si dichiara apertamente sionista e femminista, cerca di spiegare la realtà su Israele, smontando falsità e luoghi comuni.
In un recente post, ha spiegato: “Chiamare gli ebrei ‘coloni’ in Terra d’Israele non è una descrizione storica, è un’inversione psicologica deliberata e pensata per cancellare 3.000 anni di storia indigena. […] Non puoi essere un ‘colono’ in una terra che il tuo popolo non ha mai veramente lasciato, e non puoi colonizzare la tua stessa patria ancestrale”.

 

 

 

Nas Daily
Il 9 ottobre 2023, due giorni dopo i massacri perpetrati da Hamas, l’influencer arabo israeliano Nas Daily (pseudonimo di Nuseir Yassin) non si è limitato a condannare la barbarie dei terroristi, ma ha anche rivendicato in un tweet il suo considerarsi “un ‘israelo-palestinese’. Innanzitutto israeliano. In seconda istanza, palestinese”. Ha anche scritto che “ho una sola casa, anche se non sono ebreo: Israele. È lì che vive tutta la mia famiglia. È lì che sono cresciuto. Questo è il paese che voglio vedere continuare ad esistere così che io possa esistere”.
Con oltre 22 milioni di follower su Facebook, 14 milioni su YouTube e 8 milioni su TikTok, Nas Daily è uno dei videoblogger israeliani più seguiti al mondo. Inizialmente noto soprattutto per i video dei suoi viaggi in giro per il globo, fidanzato con l’influencer ebrea newyorkese Aija Mayrock, dopo il 7 ottobre ha realizzato anche alcuni contenuti di divulgazione su Israele e il mondo ebraico.
Nel settembre 2025, ha realizzato un video su Instagram con l’intelligenza artificiale che racconta la storia dell’espulsione degli ebrei dai paesi arabi. Ha spiegato che oltre all’espulsione dei palestinesi nota come “Nakba” va anche ricordata l’espulsione di quelli che lui chiama “ebrei arabi”, perché “due verità possono esistere allo stesso tempo”.

 

 

Shai Davidai
Nonostante prima del 7 ottobre avesse partecipato alle proteste contro la riforma giudiziaria del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, nell’aprile 2024 Shai Davidai, all’epoca docente di psicologia sociale presso la Columbia Business School, si è visto revocare il tesserino d’accesso al campus per aver voluto tenere una contro-manifestazione per opporsi ai propal. Nell’ottobre dello stesso anno, gli è stato temporaneamente proibito di mettere piede nel campus.
Nel luglio 2025, dopo aver a lungo denunciato gli attacchi contro gli ebrei nel campus, Davidai ha deciso di rassegnare le dimissioni dalla Columbia, dichiarando al Times of Israel che “ho perso ogni fiducia nell’istituzione e il rispetto per i miei colleghi”, aggiungendo che “sento che è un luogo che non vuole cambiare per conto suo. Agisce solo quando viene costretto dal governo o dai soldi”.
Oggi conduce un suo podcast sulla crescita dell’antisemitismo dopo il 7 ottobre, chiamato Here I Am With Shai Davidai, e svolge una vasta attività di controinformazione sui social, con oltre 140.000 follower su Instagram e più di 100.000 su X/Twitter nel momento in cui scriviamo.

 

 

Yoseph Haddad
Oltre a Nas Daily, un altro influencer appartenente alla minoranza araba in Israele con un certo seguito è Yoseph Haddad, con poco meno di un milione di follower su Instagram e quasi 760.000 su Facebook. Giornalista, già collaboratore in particolare dell’emittente televisiva i24News, nei primi anni 2000 si è arruolato volontario nell’IDF benché sia facoltativo per gli arabi, rimanendo ferito durante la guerra con Hezbollah del 2006.
In vista delle elezioni in Israele che si terranno il 27 ottobre, sui media israeliani si è vociferato di una possibile candidatura di Haddad per un seggio nella Knesset, anche se mentre scriviamo non è ancora chiaro se nel caso lo farebbe formando un suo partito o unendosi ad uno dei partiti già esistenti. E nel maggio 2026, ha partecipato ad una “contro-Flotilla” per opporsi simbolicamente a quella propal.

 

 

Tamer Masudin
Non tutti sanno che in Israele esiste una minoranza di beduini di colore, discendenti di schiavi africani portati in quella terra dagli arabi secoli fa. Un esponente di questa comunità che si è impegnato per farne conoscere la prospettiva è Tamer Masudin, che si dichiara apertamente sionista e annovera oltre 180.000 follower su Instagram.
In un tweet dell’agosto 2024, Masudin ha affermato: “Sono un arabo nero e musulmano. Ho vissuto in Israele per 27 anni, e ho subito attacchi razzisti solo da arabi, musulmani e palestinesi”. Ha anche detto che i “perfidi sionisti” hanno “trattato me e la mia famiglia con nient’altro che rispetto e dignità. Al contrario di arabi e musulmani che continuano a vedere noi neri come degli schiavi ancora oggi”.

 

 

Hen Mazzig
Uno degli influencer pro-Israele più conosciuti al mondo, i cui nonni sono giunti nello Stato Ebraico dopo essere fuggiti dall’Iraq e dalla Tunisia, Hen Mazzig ha costruito un enorme seguito sulle piattaforme social. Secondo il Jerusalem Post, dal 7 ottobre 2023 al settembre 2025 i suoi contenuti hanno raggiunto oltre 100 milioni di persone. In quanto ex-ufficiale delle IDF che ha lavorato come intermediario con i civili palestinesi e le organizzazioni umanitarie internazionali, Mazzig porta nella sua attività di influencer la sua esperienza sul campo.
Mentre scriviamo conta quasi 300.000 follower su X/Twitter e più di 440.000 su Instagram. Ha istituito una serie di incontri per fare advocacy a favore d’Israele e contro l’antisemitismo chiamato “Jews Talk Justice”, che secondo The Hollywood Reporter annoverano tra i loro partecipanti diverse celebrità di Hollywood, come le attrici Debra Messing (Will & Grace) e Ginnifer Goodwin (Once Upon a Time), oltre al musicista Drew Brown dei One Republic.

 

 

Rudy Rochman
Nato a Parigi ma giunto in Israele con la sua famiglia all’età di tre anni, quando studiava alla Columbia University Rudy Rochman ha fondato la sezione locale del gruppo Students Supporting Israel. Oggi conduce un’intensa attività di divulgazione, sia sui social (ha oltre 220.000 follower su Instagram e 120.000 su YouTube), sia nel mondo reale, parlando spesso nei campus universitari. Fa inoltre parte del consiglio d’amministrazione dell’Israel Innovation Fund, un’organizzazione filantropica.
Tra i progetti che ha cercato di portare avanti vi è We Were Never Lost, una serie documentaria per far conoscere comunità ebraiche poco conosciute attraverso interviste approfondite. Per questo progetto, nel luglio 2021 è stato incarcerato assieme ad altri due cineasti in Nigeria, poiché accusati di aver incontrato un movimento separatista quando in realtà stavano girando un documentario su un gruppo di ebrei nigeriani di etnia Igbo.

 

 

 

 

Noa Tishby
Attrice, produttrice televisiva e autrice di due libri nella lista dei bestseller del New York Times, Noa Tishby è stata la prima inviata speciale di Israele per la lotta all’antisemitismo e alla delegittimazione di Israele dal novembre 2022 all’aprile 2023, quando è stata licenziata per essersi opposta alla riforma giudiziaria di Netanyahu.
Dal 2008 al 2010 è stata la produttrice esecutiva di In Treatment, remake americano di BeTipul, la prima serie televisiva israeliana a ricevere un adattamento negli Stati Uniti. In anni recenti, è diventata un’influencer molto attiva in difesa del suo paese, tanto che conta oltre un milione di follower su Instagram, un altro milione su YouTube e 310.000 su Facebook. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro, Israel: A Simple Guide to the Most Misunderstood Country on Earth, per comprendere la complessa realtà di Israele.

 

 

Eyal Yakoby
Alla vita di studente al MIT, dove si è iscritto dopo aver ricevuto una prima laurea all’Università della Pennsylvania, Eyal Yakoby alterna una costante attività di controinformazione, in particolare per mettere in luce i doppi standard nel modo in cui Israele viene trattato rispetto ad altri paesi.
Oltreché sui social, e in particolare su X/Twitter dove conta più di 300.000 follower, è apparso anche su reti televisive come la CNN, ABC e Fox News. Inoltre, nel 2024 ha testimoniato davanti alla commissione giudiziaria del Congresso degli Stati Uniti per denunciare gli attacchi violenti e le molestie subite dagli studenti ebrei nei campus americani dopo il 7 ottobre.