Aereo di Israir

La Slovenia nega l’atterraggio al volo Israir: l’equipaggio è costretto a deviare l’aereo in Croazia

Mondo

di Pietro Baragiola
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il velivolo era già arrivato nei pressi della capitale slovena quando le autorità aeroportuali hanno negato il permesso di atterraggio. Nonostante i diversi tentativi di mediazione portati avanti dall’Autorità per l’Aviazione Civile israeliana e dai canali diplomatici, il volo non ha ottenuto il via libera per atterrare nel Paese. La Slovenia aveva riconosciuto lo Stato di Palestina.

Mercoledì 3 giugno un aereo della compagnia israeliana Israir non ha ricevuto l’autorizzazione ad atterrare all’Aeroporto di Lubiana-Brnik, venendo costretto a deviare verso la vicina Croazia.

Secondo quanto riferito dai media israeliani, il velivolo era già arrivato nei pressi della capitale slovena quando le autorità aeroportuali hanno negato il permesso di atterraggio.

L’episodio ha provocato una reazione immediata da parte del CEO di Israir, Uri Sirkis, che ha subito accusato il governo locale di agire per motivazioni politiche.

“Le autorità di Lubiana stanno rifiutando l’atterraggio ai velivoli israeliani a causa della forte opposizione politica alla linea seguita dal nostro governo” ha affermato Sirkis, definendo questa decisione “una palese violazione degli accordi aeronautici siglati dall’Unione Europea”.

Nonostante i diversi tentativi di mediazione portati avanti dall’Autorità per l’Aviazione Civile israeliana e dai canali diplomatici, il volo non ha ottenuto il via libera per atterrare nel Paese.

Le tensioni tra Lubiana e Tel Aviv

L’episodio non rappresenta un caso isolato ma si inserisce in un quadro di rapporti sempre più complicati tra Tel Aviv e Lubiana da quando quest’ultima ha assunto una posizione critica nei confronti del conflitto israelo-palestinese.

La Slovenia è stata tra i Paesi che nel giugno 2024 hanno approvato il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina, una decisione che aveva già provocato forti proteste da parte del governo Netanyahu. Successivamente Lubiana ha anche sostenuto diverse iniziative per aumentare la pressione diplomatica su Israele riguardo alla situazione umanitaria a Gaza, tra cui l’adottare misure restrittive nei confronti del commercio di armamenti.

Oggi, a commentare il caso del volo Israir è stata anche la ministra dei Trasporti israeliani Miri Regev che ha assicurato di utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per affrontare la questione e tutelare le compagnie aeree nazionali, lanciando anche un avvertimento alle autorità slovene: “chiunque cerchi di boicottarci attraverso l’aviazione deve capire che ci saranno conseguenze”.

Il nuovo governo sloveno

Secondo molti esponenti del governo israeliano la decisione di non far atterrare il volo Israir è stata influenzata dall’orientamento politico dell’esecutivo uscente sloveno, che si è affermato più volte ostile nei confronti dello Stato ebraico.

“Stiamo attendendo la formazione di un nuovo governo in Slovenia” ha spiegato il Ministero degli Esteri israeliano in una nota ufficiale. “Riteniamo che il nuovo esecutivo possa portare un significativo miglioramento nelle relazioni tra i nostri due Paesi.”

Fino ad allora, resta da capire se l’episodio Israir verrà archiviato come un incidente diplomatico isolato o se rappresenterà l’inizio di una fase di ulteriore deterioramento dei rapporti tra Israele e Slovenia.

Quel che è certo è che il mancato atterraggio del volo ha già assunto un forte valore simbolico, diventando uno dei casi più significativi delle tensioni che in questi giorni attraversano l’Europa sul tema del conflitto israelo-palestinese.