Lo scrittore Erri De Luca

Salerno: festival esclude Erri De Luca per le frasi su Israele e Gaza

Italia

di Nathan Greppi
“La prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza”, ha dichiarato il direttore artistico del festival, Gennaro Carillo. Ha aggiunto che “abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c’è nessuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare”. Lo scrittore napoletano ha ribattuto: “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me”.

 

Non si ferma la campagna d’odio contro lo scrittore Erri De Luca, “colpevole” di aver detto in un’intervista al quotidiano Israel Hayom (parzialmente tradotta in italiano su Il Foglio) che quello avvenuto a Gaza non è un genocidio e per essersi opposto al boicottaggio d’Israele, tanto da aver recentemente partecipato all’International Writers Festival di Gerusalemme.

L’ultimo episodio

La campagna contro di lui è arrivata al punto che il Festival Salerno Letteratura, previsto dal 13 al 20 giugno, ha annullato la partecipazione di De Luca, che avrebbe dovuto tenervi il discorso di apertura. “La prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza”, ha dichiarato il direttore artistico del festival, Gennaro Carillo. Ha aggiunto che “abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c’è nessuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare”.

Lo scrittore napoletano ha ribattuto alle parole di Carillo dicendo: “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me”.

Le parole incriminate di De Luca

Quello che è paradossale, in questa vicenda, è che De Luca non aveva detto nulla conto le vittime di Gaza. Aveva invece solo affermato che “in Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione, un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria”.

Ha aggiunto che “chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo”.

Sull’accusa di genocidio, ha detto: “So bene cos’è e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto”.

In una corrispondenza con la cantante israeliana Achinoam “Noa” Nini, De Luca ha dichiarato sempre in riferimento all’utilizzo del termine “genocidio” di non essere disposto a “fare da ornamento intellettuale a gruppi che utilizzano queste parole”.

De Luca, insomma, non ha sposato la narrativa dominante per cui quello a Gaza è un genocidio e che il sionismo non è il Male, come oggi si vuole credere, ma un movimento che sostiene il diritto degli ebrei a autodeterminarsi e a esistere come Stato. Questa è la sua “colpa”.

Un legame profondo

A dispetto delle tante reazioni scandalizzate, De Luca non ha mai nascosto il suo profondo legame con la cultura ebraica, tanto che già negli anni ’90 ha tradotto dall’ebraico diversi testi biblici. Questi hanno ispirato diversi libri di De Luca, come la raccolta di racconti del 2023 Cercatori d’acqua, sul ruolo dell’acqua nelle storie bibliche. Inoltre, già nel 2013 ha partecipato al Festival Internazionale di Cultura ebraica Jewish and the City a Milano.

Quest’anno non era neanche la prima volta che De Luca partecipava all’International Writers Festival di Gerusalemme, dove si era già recato nel 2011.