Israele: ampliati i servizi a sostegno della salute e del benessere mentale con un budget di 500 milioni di dollari

Israele

di Maia Principe
Il Ministero della Salute sta anche lanciando il progetto “Tutto ciò che aiuta”, un’iniziativa audiovisiva in collaborazione con l’Ufficio Pubblicitario per la Pubblicità (LAPAM), con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salute mentale, rendere accessibili informazioni e strumenti pratici e incoraggiare un dialogo aperto sull’ansia e sulle problematiche legate alla salute mentale. (Nella foto la copertina del report “Silenced No More: Sexual Terror Unveiled”).

 

A due anni e mezzo dal 7 ottobre, il Ministero della Salute israeliano ha presentato, domenica 31 maggio, un ampliamento dei servizi pubblici di salute mentale, insieme a una nuova campagna di sensibilizzazione per fornire strumenti accessibili, ridurre lo stigma e incoraggiare a chiedere aiuto. Lo riporta il sito Algemeiner.

Circa due anni e mezzo dopo il lancio di “Makom Lenefesh”, il programma nazionale per la salute mentale, il Ministero della Salute ha presentato un aggiornamento sui progressi dell’attuazione del programma, formulato in seguito agli eventi del 7 ottobre e alla successiva guerra.

Il programma ha ricevuto un budget di quasi 500 milioni di dollari, il che lo rende il più grande stanziamento di fondi mai destinato al settore della salute mentale in Israele. L’obiettivo era rafforzare ed espandere il sistema pubblico di salute mentale, creando al contempo un ampio spettro di interventi e adattando i servizi alle esigenze dei pazienti. Grazie a questi fondi, circa 435.000 pazienti vengono curati presso le cliniche di salute mentale, con un incremento di circa 100.000 pazienti dall’inizio del programma.

Il Ministero della Salute sta lanciando il progetto “Tutto ciò che aiuta”, un’iniziativa audiovisiva in collaborazione con l’Ufficio Pubblicitario per la Pubblicità (LAPAM), con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salute mentale, rendere accessibili informazioni e strumenti pratici e incoraggiare un dialogo aperto sull’ansia e sulle problematiche legate alla salute mentale. Al centro del progetto ci sono quattro brani musicali originali sul tema dell’ansia, scritti e composti da Assi Azar e Avi Ohayon ed eseguiti da Itay Levy, Nasreen Qadri, Roni Dalumi e Ran Danker.

Il ministero ha inoltre pubblicato dati sui suicidi in Israele. “Israele ha un basso tasso di suicidi rispetto alla maggior parte dei paesi del mondo. I dati sui suicidi degli ultimi anni, compresi gli anni del coronavirus e della guerra, mostrano stabilità. Poiché si tratta di un numero assoluto che è rimasto stabile nel corso degli anni di crescita demografica, rappresenta in realtà una diminuzione costante e significativa dei casi di suicidio nel corso degli anni”, si legge nel rapporto.

Numero di casi di suicidio segnalati all’Istituto Nazionale di Medicina Legale (che rappresentano circa due terzi dei casi di suicidio):

Tra il 2017 e il 2019 sono stati registrati 293 casi; nel 2020, 306 casi; nel 2021, 278 casi; nel 2022, 306 casi; nel 2023, 284 casi; nel 2024, 244 casi (una diminuzione attribuita alla resilienza e alla coesione all’inizio della guerra); e nel 2025, 293 casi (lo stesso numero registrato tra il 2017 e il 2019 prima del coronavirus).

All’inizio del 2026, si è registrata una significativa diminuzione del numero di casi di suicidio, fenomeno tipico dei periodi di guerra, alla luce dell’iniziativa “Il ruggito del leone”. Secondo i dati (che rappresentano circa due terzi dei casi di suicidio), la media da gennaio a marzo è stata di 59 casi, rispetto ai 73 casi registrati negli anni precedenti nel 2025, ai 61 casi nel 2024 e ai 77 casi nel 2023.