Il murale HSATE di aleXsandro Palombo con Hitler con kefiah che applaude

aleXsandro Palombo firma HATE, il nuovo murale con Hitler con la kefiah apparso alla manifestazione pro-Palestina di Milano

Italia
di R.I.

L’opera raffigura Adolf Hitler mentre applaude, con una kefiah palestinese al collo e una fascia rossa al braccio con la scritta “HATE” (“ODIO”). Il primo murale è apparso nel punto di partenza della manifestazione, dove Hitler è ritratto a mezzo busto. L’immagine si ripete in altri punti del percorso della manifestazione, dove la figura compare anche a corpo intero, trasformandosi in una presenza visiva ricorrente nello spazio urbano al passaggio del corteo Pro Pal. L’intervento richiama i meccanismi della propaganda, della radicalizzazione e della normalizzazione dell’odio nel dibattito pubblico contemporaneo, invitando a una riflessione sui linguaggi estremi e sulle dinamiche di polarizzazione sociale.

 

Nel giorno della manifestazione nazionale pro-Palestina a Milano, sabato 16 maggio, un nuovo murale dell’artista aleXsandro Palombo è apparso lungo il percorso del corteo. L’opera raffigura Adolf Hitler mentre applaude, con una kefiah palestinese al collo e una fascia rossa al braccio con la scritta “HATE” (“ODIO”).
Il primo murale è apparso nel punto di partenza della manifestazione, dove Hitler è ritratto a mezzo busto, come se si affacciasse su una piazza pubblica durante un raduno di massa. L’immagine si ripete poi in altri punti del percorso della manifestazione, dove la figura compare anche a corpo intero, trasformandosi in una presenza visiva ricorrente nello spazio urbano al passaggio del corteo Pro Pal. Attraverso questa sequenza, l’intervento richiama i meccanismi della propaganda, della radicalizzazione e della normalizzazione dell’odio nel dibattito pubblico contemporaneo, invitando a una riflessione sui linguaggi estremi e sulle dinamiche di polarizzazione sociale.

Con questa nuova opera, Palombo affronta il tema della crescente normalizzazione dell’estremismo e dell’antisemitismo contemporaneo, denunciando il modo in cui propaganda, radicalizzazione ideologica e discorsi d’odio riescano sempre più a ottenere consenso sociale all’interno delle manifestazioni pro-Palestina e, più in generale, nello spazio pubblico europeo. La figura di Hitler diventa una metafora della legittimazione sociale di linguaggi e comportamenti che, secondo l’artista, stanno progressivamente tornando accettabili nell’Europa contemporanea. L’opera era apparsa in Piazza XXIV Maggio, Arco di Porta Ticinese, e in altri punti del percorso del corteo nazionale tra Corso di Porta Ticinese e Via Molino delle Armi.

La serie di opere è stata velocemente vandalizzata dai Pro Pal in poche ore.

 

A sinistra l’opera originale; a destra vandalizzata

L’intervento arriva pochi giorni dopo gli episodi avvenuti durante il corteo del 25 aprile a Milano, quando membri della Brigata Ebraica e cittadini ebrei italiani sono stati verbalmente attaccati, circondati e insultati con slogan antisemiti mentre partecipavano pacificamente alla manifestazione. Tra i cori uditi vi era anche “Siete solo saponette non finite”, una frase che richiama direttamente l’immaginario della Shoah e che è stata ampiamente condannata in tutta Italia. Secondo l’artista, quanto accaduto ha rappresentato “l’espulsione degli ebrei da una manifestazione storicamente democratica, inclusiva e antifascista”.

L’opera appare inoltre in un contesto di tensioni legate alla presenza di Israele alla Biennale di Venezia, dove gruppi radicali pro-Palestina hanno protestato contro il Padiglione Israeliano, tentando di raggiungerlo durante le manifestazioni e prendendo di mira figure pubbliche israeliane impegnate nel dialogo e nella cooperazione israelo-palestinese, tra cui l’imprenditore e attivista per la pace Eyal Waldman.
Attraverso questo intervento, Palombo riporta ancora una volta al centro della propria ricerca artistica il tema dell’antisemitismo contemporaneo e della sua crescente normalizzazione nello spazio pubblico. Negli ultimi anni, l’artista ha dedicato gran parte del proprio lavoro alla memoria della Shoah, ai diritti civili e alla lotta contro l’antisemitismo. Le sue opere dedicate ai sopravvissuti alla Shoah Edith Bruck, Liliana Segre e Sami Modiano sono state più volte vandalizzate a Milano con slogan e graffiti antisemiti. In seguito agli atti vandalici, le opere “Anti-Semitism, History Repeating” e “The Star of David” sono state acquisite dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma e sono oggi esposte permanentemente davanti al Portico d’Ottavia, nel cuore dell’antico Ghetto Ebraico della città.
Tra le opere più note a livello internazionale di Palombo vi è “The Simpsons Go to Auschwitz”, un murale esposto all’esterno del Memoriale della Shoah di Milano, in cui la famiglia Simpson viene deportata nei campi di sterminio nazisti come monito contro la perdita della memoria storica. Anche quell’opera è stata più volte vandalizzata con scritte come “W Hitler” e “Free Palestine”.
Il 29 gennaio 2026, in occasione della Giornata della Memoria, è apparso inoltre un murale raffigurante Primo Levi e Anne Frank su un’ex caserma militare di Milano. Pochi giorni dopo, il volto di Primo Levi è stato deturpato. Con quest’ultimo episodio, il numero di atti vandalici antisemiti contro opere dedicate alla Shoah e alla lotta contro l’antisemitismo è aumentato in modo significativo.