di Anna Lesnevskaya
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scelto l’occasione simbolica di Yom HaShoah, “Giornata del ricordo dell’Olocausto”, per firmare il 14 aprile la legge n. 2037-IX che introduce la responsabilità penale per manifestazioni di antisemitismo. Il provvedimento apporta modifiche all’articolo 161 del Codice penale dell’Ucraina (“Violazione dell’uguaglianza dei cittadini in base alla loro appartenenza razziale, nazionale, alle convinzioni religiose, alla disabilità e ad altri criteri”). Il relativo progetto di legge n. 5110 era stato approvato dal parlamento ucraino nel 2022 e sottoposto alla firma del presidente il 21 febbraio, tre giorni prima dell’inizio dell’invasione russa.
Secondo il nuovo provvedimento, l’incitazione all’odio, discriminazione, limitazione dei diritti o altri atti pubblici di antisemitismo potranno essere puniti con multe, restrizione della libertà o reclusione fino a tre anni. La legge prevede anche l’incandidabilità per alcuni incarichi e il divieto di esercitare determinate professioni. Se gli atti antisemiti sono accompagnati dalla violenza, minacce o frode oppure sono commessi da un pubblico ufficiale, la punizione si inasprisce e può arrivare fino a cinque anni di reclusione. Infine, se la violazione è commessa da un gruppo organizzato o comporta gravi conseguenze, la sentenza può variare da cinque a otto anni di reclusione.
Questa nuova legge dà attuazione a quanto previsto dalla legge «Sulla prevenzione e il contrasto all’antisemitismo in Ucraina» approvata dal parlamento ucraino e firmata da Zelensky nel 2021. Questo provvedimento quadro ha fornito una definizione giuridica dell’antisemitismo, ne ha elencato le forme e ha stabilito responsabilità per atti motivati dall’antisemitismo. Tra le manifestazioni dell’antisemitismo formulate dalla legge rientra la negazione del diritto all’autoidentificazione delle persone di origine ebraica, la negazione dell’Olocausto e il danneggiamento intenzionale di edifici ebraici.
La Comunità Ebraica Unita dell’Ucraina ha accolto con favore la firma della legge che rende penalmente perseguibili le manifestazioni di antisemitismo e ha espresso gratitudine all’autore dei progetti di legge, Maxim Buzhansky (del partito di Zelensky “Servitore del Popolo”). Nonostante nell’ultimo periodo in Ucraina non si siano registrati episodi antiebraici significativi (l’ultima notizia rilevante riguarda il gennaio 2025, quando a Leopoli era stata danneggiata una Chanukkiah installata in città), secondo Boris Lozhkin, presidente della Confederazione ebraica dell’Ucraina, il nuovo provvedimento rappresenta un valido strumento di prevenzione.
Prima dell’invasione russa del 24 febbraio 2022, l’Ucraina contava circa 300mila ebrei (considerati tali secondo la Legge del Ritorno). Secondo una valutazione del rabbino capo dell’Ucraina Moshe Asman, circa la metà di loro se n’è andata dopo l’inizio della guerra. In occasione di Pesach, il presidente Volodymyr Zelensky ha incontrato una delegazione dei rabbini Chabad da tutta l’Ucraina e ha ringraziato loro per la solidarietà con la nazione ucraina.



