di Davide Romano
Ci voleva la riunione del Comitato Permanente Antifascista di lunedì 4 maggio — l’organismo che coordina il 25 aprile a Milano — per assistere a uno di quei momenti in cui la realtà si vendica delle narrazioni costruite a tavolino. La scaletta prevedeva l’intervento di rappresentanti di sigle ebraiche progressiste — Laboratorio Ebraico Antirazzista e Mai Indifferenti — che si sono proposti, nei fatti, a svolgere una funzione precisa: negare che nel corteo del 25 aprile ci fosse stato antisemitismo. Smentiti da testimoni non ebrei
Cultura e Società
Quarantacinque anni fa moriva Bob Marley: ma aveva origini ebraiche?
Soli
di Daniele Scalise (dal sito di Setteottobre)
Condividiamo l’articolo e il video di Daniele Scalise uscito oggi sul sito dell’associazione Setteottobre perché descrive in modo perfetto la sensazione che provano oggi molti ebrei in Italia e le persone a loro vicine. Un senso di profonda solitudine, “una constatazione che arriva quando smetti di aspettarti qualcosa da chi non è disposto a darla. (…). Taglia il rumore, elimina le illusioni, lascia in piedi quello che c’è davvero. Pochissimo, a volte. Ma reale. E da lì, volenti o nolenti, si riparte”.
Ebrei di strada. Marta Navarra Bernstein: famiglia, scuola e ADEI-WIZO
di Ester Moscati
In zona Forze Armate, una via residenziale dal percorso tortuoso, a tratti ombrosa di fronde, in altri quasi spartana, che finisce poi per inoltrarsi come sentiero nel Parco delle Cave, è dedicata a Marta Navarra Bernstein (Milano, 1895 -1965). È stata una delle fondatrici e figure chiave dell’ADEI,
Quando Stalin regalò una patria agli ebrei, in Siberia. La strana storia del Birobidžan
di Ugo Volli
[Scintille. Letture e riletture] Nel XX secolo vi è stata un’altra repubblica ebraica oltre allo Stato di Israele, anzi, precedente ad esso, l’“oblast’ outonoma ebraica” del Birobidžan, creata nel 1928 ma istituita ufficialmente nel 1934 come “patria ebraica sovietica”
Fauda 5: data di uscita e nuovo copione della serie
di Pietro Baragiola
Inizialmente la quinta stagione era stata concepita come un’espansione dell’universo narrativo della serie. Dopo anni concentrati sul conflitto israelo-palestinese, gli autori avevano immaginato una trama più ampia con operazioni al di fuori di Israele e una dimensione sempre più globale. L’attacco del 7 ottobre ha però spinto Raz e Issacharoff a rivedere le singole sottotrame dei diversi episodi, arrivando a riscrivere l’intero copione.
Che tipo di ebreo è stato il “padre della psicanalisi”? Un omaggio a Sigmund Freud, a 170 anni dalla nascita
La tortuosa identità ebraica del medico e pensatore ebreo viennese Sigmund Freud è talmente complessa e lacerata che potrebbe essere oggetto di una delle sue celebri sedute psicanalitiche. Nonostante conoscesse la Torah e l’ebraico, egli si definiva un “ebreo senza Dio” fieramente attaccato alla propria ebraicità famigliare e culturale ma estremamente critico, se non sprezzante, verso l’osservanza religiosa e la fede.
Aria indoor, gli israeliani sviluppano modi per prevenire l’inquinamento atmosferico interno
di Nina Prenda
Un gruppo di ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha sviluppato VertINGreen, una piattaforma che integra intelligenza artificiale, telerilevamento e dati fisiologici delle piante. Alla base c’è un vasto database costruito su quasi 2.000 misurazioni del comportamento delle piante da interno, dall’assorbimento di anidride carbonica alla traspirazione in diverse condizioni ambientali.
Habaita “A casa”: la saga dell’ala sinistra del movimento dei kibbutzim
di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Habaita, Verso casa, di Assaf Inbari è un libro sperimentale a immagine dell’esperienza storica che descrive. In 79 brevi capitoli scritti in uno stile scattante, Inbari srotola più di 60 anni della storia del kibbutz Afikim
La bandiera della Brigata Ebraica e la bandiera dello Stato di Israele: alcune riflessioni
di Samuele Rocca
Per la leadership sionista e per l’Agenzia Ebraica, rappresentante politico dell’Yishuv, la comunità ebraica nei territori del Mandato britannico, lo scoppio della Seconda guerra mondiale fu percepito anche come un’opportunità per conseguire «diritti politici sul campo di battaglia» attraverso la creazione di una forza militare ebraica che combattesse sotto una propria bandiera, nella speranza di ottenere il sostegno britannico alla fondazione di uno Stato ebraico nella Terra d’Israele.
La necessità d’Israele per Occidente, mondo arabo e iraniani
di Nathan Greppi
L’ultimo libro del giornalista Carlo Panella, “Israele, lo Stato necessario” ricorda che anche i paesi arabi, pur cercando di mantenere le apparenze con le masse ostili al loro interno, hanno di fatto intrapreso una strada che porta all’accettazione d’Israele, divenuto un alleato strategico. Critica l’ostinazione della comunità internazionale sulla soluzione dei due Stati, sottolineando il fatto che uno Stato palestinese governato da Hamas potrebbe usare la Cisgiordania come rampa di lancio per dare il via a un nuovo 7 ottobre.
Dal 14 maggio al Memoriale della Shoah la mostra fotografica “Tehom”, un viaggio nell’abisso della memoria
di R.I.
Attraverso fotografie, video e testi, Revah costruisce una narrazione visiva che segue le tracce della deportazione: dal vagone buio che condusse la sua famiglia ai campi, ai paesaggi di Birkenau, fino agli spazi interni di Auschwitz. La sua pratica non mira a ricostruire gli eventi, ma ad avvicinarsi a ciò che resta irrappresentabile, facendo emergere la memoria attraverso frammenti, silenzi e assenze.













