Cultura e Società

Da Noah Wyle al premio postumo per Rob Reiner: i protagonisti ebrei degli Emmy 2026

Spettacolo

di Pietro Baragiola
A conquistare il premio come Miglior Attore Protagonista in una Serie Drammatica è stato per il secondo anno consecutivo Noah Wyle, interprete del dottor Michael “Robby” Robinavitch in The Pitt, mentre una settimana primaWendi McLendon-Covey e David Alan Grier hanno ritirato il premio postumo assegnato a Rob Reiner come Miglior Guest Star in una Comedy Series per l’interpretazione di Albert Schnurr in The Bear.

Una scena del film Tiny Fugitives

Dove nascono i comici: il campo estivo ebraico americano diventa una commedia

Spettacolo

di Anna Balestrieri
La nuova commedia diretta da Lewen, nelle sale americane il 18 settembre, racconta la storia di due dodicenni decisi a sottrarsi alla fine dell’estate e a rimanere nel campo estivo ebraico quando tutti gli altri torneranno a casa. Una fuga infantile che diventa, sotto la superficie della commedia, una storia sull’appartenenza.

Israele laboratorio globale che sfida i confini del cervello

Salute

di Luciano Bassani
C’è un luogo in cui la fantascienza si sta trasformando in routine clinica, un laboratorio a cielo aperto dove i segnali elettrici dei nostri pensieri smettono di essere impulsi astratti per diventare comandi digitali capaci di muovere protesi o bypassare lesioni del midollo spinale. Israele ha silenziosamente costruito la più densa e interconnessa rete globale dedicata alle neurotecnologie.

Peter Max, il pittore che mise la psichedelia sulle pareti d’America

Arte

di Anna Balestrieri
È difficile immaginare la controcultura americana degli anni Sessanta senza i colori di Peter Max. Fiori fluorescenti, arcobaleni, stelle, pianeti, farfalle, figure umane lanciate nello spazio: la sua pittura trasformò l’ottimismo della “flower power” in un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, destinato a uscire dalle gallerie per entrare nelle camere degli adolescenti, nei negozi e persino sugli aerei.

Ed Sheeran e Macklemore

Grida “Free Palestine” sul palco di Ed Sheeran: Macklemore escluso dal resto del tour. E gli altri cantanti danno forfait

Spettacolo

di Pietro Baragiola
Il rapper americano Macklemore è stato escluso dalle prossime date americane del Loop Tour di Ed Sheeran dopo le polemiche scoppiate per i suoi interventi pro-palestinesi durante i concerti del 4 e 5 settembre al MetLife Stadium nel New Jersey. E tutti gli altri artisti a sostegno del tour di Sheeran hanno dato forfait, a sostegno del rapper.

Al Bano

Al Bano attaccato dai propal per il concerto in Israele

Spettacolo

di Nathan Greppi
Gli attacchi sui social contro il cantante italiano sono arrivati dopo che, domenica 13 settembre, ha tenuto un concerto per Rosh Hashanà al Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv, facendo il tutto esaurito. La sua risposta: “In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte”.

I migliori Film ebraici: il dirompente “Talk Radio” di Oliver Stone

Spettacolo
di Roberto Zadik
“Talk radio”: previsione e condanna dell’antisemitismo americano. Il regista, Oliver Stone, figlio di un broker ebreo,  ribelle del cinema americano, oggi compie ottant’anni.  Il film è tratto dal libro “Talked to Death: The Life and Murder of Alan Berg” di Stephen Singular e dall’adattamento teatrale dell’omonimo sceneggiato dell’attore protagonista Eric Bogosian.
Un frame del documentario Jenin, Jenin

“Jenin, Jenin”, precursore del documentario NAZA vincitore a Venezia

Spettacolo

di Nathan Greppi
Uscito nel 2002, nel periodo della Seconda Intifada, il documentario racconta l’intervento militare israeliano avvenuto nell’aprile di quell’anno nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, al fine di combattere le cellule terroristiche locali. Un film pieno di falsità, ammesse poi dallo stesso regista. Ma la denuncia fattagli dai sei riservisti israeliani per diffamazione ha portato al divieto della distribuzione del film in Israele solo diciannove anni dopo.

NAZA, quando la denuncia diventa una tesi

Spettacolo

di Nina Deutsch
Il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, premiato a Venezia, racconta una guerra terribile e solleva accuse che richiedono indagini. Ma quando la denuncia diventa la tesi di un progetto deliberato di annientamento da parte di Israele, servono prove all’altezza della gravità dell’accusa. Perché le vittime civili e le sofferenze di israeliani e palestinesi impongono uno sguardo che non può essere parziale.