Attualità e news

Andal Nahban, nelle vesti di giornalista

“Operatore umanitario” di Gaza legato ad Hamas, Israele chiede le scuse del Belgio

Mondo

di Nina Prenda
L’ambasciata israeliana in Belgio domenica 6 settembre 2026 ha chiesto a Bruxelles di scusarsi per la sua condanna in riferimento ad un’operazione di Tzahal, che ha ucciso un dipendente dell’agenzia belga Enabel a Gaza nell’aprile 2024. Secondo del materiale appena emerso, il lavoratore era in realtà un combattente di Hamas.

ANPI organizza un presidio contro il ddl sull’antisemitismo. Si riaccende lo scontro

Italia

di Redazione
A poche settimane dall’intesa di luglio, la scelta dell’ANPI di scendere in piazza contro il disegno di legge sull’antisemitismo suscita la dura reazione della Comunità Ebraica di Milano. Il Presidente Walker Meghnagi: «Se si vuole essere davvero credibili nel contrasto all’antisemitismo, occorre iniziare prima di tutto dal fare chiarezza e pulizia al proprio interno»

Insegnante in un liceo americano

ADL: insegnanti ebrei attaccati nelle scuole americane

Mondo

di Nathan Greppi
Secondo lo studio, il 53,4% degli intervistati ha riferito di aver assistito a situazioni in cui le norme antimolestie non sono state applicate correttamente quando i bersagli erano ebrei o sionisti, mentre il 51,8% ha assistito a epidosi di minimizzazione o negazione delle atrocità del 7 ottobre. Il 48,9% ha sentito la parola “sionista” venire usata come insulto o dispregiativo, e il 43,7% ha sentito persone che giustificavano la violenza contro gli ebrei o Israele parlando a degli eventi sindacali.

Nelle scuole palestinesi bambini vestiti da terroristi

Il 7 ottobre diventa un esercizio di matematica: i compiti dei bambini nelle scuole dell’Autorità Palestinese

Mondo
di Michele Di Benedetti
«Inventa un problema di matematica basato sulla guerra a Gaza, usando 9 × 150». È questa la consegna assegnata, secondo un nuovo rapporto di Palestinian Media Watch, a bambini di terza elementare in una scuola amministrata dall’Autorità Palestinese in Giudea e Samaria, appena una settimana dopo il massacro del 7 ottobre 2023.
I bambini avevano circa nove anni. E nelle loro risposte la guerra è diventata un esercizio di moltiplicazione: 150 morti israeliani al giorno per nove giorni, 150 razzi lanciati ogni ora per nove ore, oppure 150 combattenti inviati in ciascuno di nove insediamenti israeliani. In tutti i casi, il risultato matematico era 1.350.
La vicenda è contenuta nel rapporto How Palestinian Authority Schools Celebrated October 7, pubblicato il 25 agosto 2026 da Palestinian Media Watch, organizzazione che da anni monitora i contenuti dell’educazione palestinese. Il Jerusalem Post ha riferito di aver verificato indipendentemente il materiale relativo ai compiti.

«Quanti israeliani sono stati uccisi in nove giorni?»

Il caso riguarda la Al-Kuwait Primary Mixed School, una scuola elementare mista amministrata dall’Autorità Palestinese. Secondo il Jerusalem Post, l’insegnante chiese agli alunni di formulare problemi matematici utilizzando la moltiplicazione 9 × 150 e collegandoli alla guerra appena iniziata a Gaza.
Tra gli esempi riportati da PMW figura il problema: «Almeno 150 israeliani sono stati uccisi in un giorno. Qual è il numero degli uccisi in nove giorni?»
Un altro bambino scrisse: «Le Brigate al-Qassam hanno inviato 150 combattenti del jihad in ciascuno dei nove insediamenti in Israele. Quanti combattenti del jihad sono entrati negli insediamenti?»
Un terzo esercizio trasformava invece il lancio di razzi in un’operazione matematica: 150 razzi all’ora per nove ore. Un altro ancora calcolava quanti razzi sarebbero stati lanciati in nove giorni partendo da 150 al giorno.
Il dato matematico, naturalmente, è sempre lo stesso: 9 × 150 = 1.350. Ma a cambiare è il contesto: morti, razzi e combattenti vengono utilizzati come materiale didattico per bambini di nove anni.

Non solo i testi: anche le risposte dell’insegnante

Compito premiato dall’insegnante
È questo uno degli aspetti più controversi della vicenda. Secondo il materiale esaminato dal Jerusalem Post, le risposte degli alunni non si sarebbero limitate a essere lasciate sul quaderno: gli insegnanti avrebbero scritto commenti di approvazione accanto ad alcuni degli esercizi più esplicitamente legati al martirio.
In un esercizio che chiedeva di calcolare quanti bambini sarebbero morti in nove giorni partendo dalla cifra di 150 «martiri» al giorno, l’insegnante avrebbe scritto: «Che Allah ti protegga! Meraviglioso! Misericordia e pace ai martiri di Gaza».
Accanto a un altro compito compare invece, secondo il Jerusalem Post, un elogio rivolto all’alunno e un riferimento alla misericordia per i «martiri».
Secondo PMW, alcuni dei lavori furono inoltre selezionati dalla scuola e pubblicati sui suoi canali social. Il materiale fotografico riprodotto nel rapporto mostra i quaderni degli alunni con i problemi, le soluzioni e le annotazioni degli insegnanti.

Le assemblee scolastiche: poesie e celebrazioni del 7 ottobre

Il rapporto di PMW non si limita alla matematica. I ricercatori hanno raccolto undici esempi di assemblee, letture e attività scolastiche nelle quali bambini e ragazzi avrebbero recitato testi dedicati al 7 ottobre.
In uno degli esempi, una studentessa della Kharas Girls’ Elementary School avrebbe descritto il 7 ottobre come un giorno di gioia e orgoglio, affermando che «non avremmo mai immaginato tale orgoglio» e definendo le emozioni provate quel giorno come indescrivibili. L’intervento risale al 12 ottobre 2023.
In un’altra scuola, secondo il rapporto, una studentessa avrebbe recitato un testo che descriveva ottobre come «mese del sangue» e conteneva riferimenti alla morte e alle parti del corpo dei soldati israeliani. Altri testi celebravano i combattenti di Gaza, il «martirio» e la lotta armata.
Il Jerusalem Post ha riferito che le celebrazioni furono documentate attraverso i social media delle stesse scuole e ha verificato diversi dei materiali presentati da PMW.

Un problema che va oltre il 7 ottobre

La questione si inserisce in una controversia molto più ampia sui libri di testo e sui materiali didattici dell’Autorità Palestinese.
L’Unione Europea ha chiesto da anni che il sistema educativo palestinese venga riformato in conformità con gli standard UNESCO, eliminando contenuti antisemiti, incitamento alla violenza e glorificazione del terrorismo. Nel 2024 l’Autorità Palestinese si è impegnata con l’UE a procedere con una riforma dell’istruzione e dei libri di testo.
La Commissione europea ha successivamente dichiarato che il processo di revisione dei libri è in corso e che nuovi materiali per le classi dalla prima alla quarta avrebbero dovuto essere introdotti a partire dall’anno scolastico 2025-26. Nell’aprile 2026 la Commissione ha confermato che l’Autorità Palestinese aveva pubblicato nell’ottobre 2025 nuovi pacchetti didattici per le classi 1-4, ancora sottoposti a valutazione.
Ma le valutazioni indipendenti restano molto critiche. Un’analisi di IMPACT-se sul curriculum palestinese 2025-26, che ha esaminato 290 libri di testo e 71 guide per insegnanti, sostiene che molti contenuti problematici siano rimasti sostanzialmente invariati, inclusi riferimenti alla violenza, al martirio e alla lotta armata.
Anche la Government Accountability Office statunitense ha sottolineato nel gennaio 2026 che i bambini palestinesi frequentano scuole dell’UNRWA che utilizzano libri di testo dell’Autorità Palestinese e che le preoccupazioni sui contenuti problematici dei materiali didattici sono aumentate dopo il 7 ottobre.

La promessa della riforma

È proprio qui che il caso dei compiti di matematica assume una rilevanza politica più ampia. Non si tratta soltanto di stabilire che cosa sia stato scritto su alcuni quaderni nel 2023, ma di chiedersi quanto sia effettivamente cambiato il sistema educativo palestinese.
Da una parte, l’Autorità Palestinese ha formalmente avviato un processo di riforma sostenuto anche dall’Unione Europea. Dall’altra, i rapporti indipendenti continuano a documentare materiali e attività scolastiche considerati incompatibili con gli obiettivi dichiarati di educazione alla pace e alla tolleranza.
La domanda diventa quindi particolarmente rilevante alla luce di qualsiasi futuro ruolo dell’Autorità Palestinese nella gestione della Striscia di Gaza: quale sistema educativo verrebbe trasferito a una nuova generazione di bambini?
Il caso della Al-Kuwait Primary Mixed School offre una risposta inquietante, almeno per quanto riguarda quell’istituto e quei materiali: a pochi giorni dal 7 ottobre, la strage era già entrata in classe, trasformata in un problema di matematica per bambini di nove anni.
Il dato va tuttavia circoscritto: gli esempi documentati da PMW non dimostrano che ogni scuola palestinese, ogni insegnante o ogni bambino condivida questo atteggiamento. Dimostrano invece che episodi di questo tipo sono avvenuti in scuole dell’Autorità Palestinese e che alcuni di essi sono stati pubblicamente documentati dalle stesse istituzioni scolastiche. È su questa distinzione che si misura la credibilità di qualsiasi futura promessa di riforma.

Attacco terroristico in Samaria: accoltellato un israeliano, ucciso il terrorista

Israele

di Michele Di Benedetti
Un israeliano è rimasto gravemente ferito lunedì mattina in un attacco terroristico con coltello nella fattoria Maoz Yehuda, nei pressi di Kusra. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore è arrivato alla fattoria a bordo di un’automobile e ha chiesto alla vittima, un uomo poco più che ventenne, se fosse armato. Subito dopo lo avrebbe aggredito con un coltello, per poi fuggire a bordo di un furgone bianco.

L’AfD sfonda in Germania. E ora la domanda è: quanto è credibile la sua pretesa di difendere gli ebrei?

Mondo

di Nina Deutsch
Il trionfo del partito di estrema destra tedesco in Sassonia-Anhalt riapre una domanda scomoda. Tra le dichiarazioni di alcuni suoi esponenti, il revisionismo della memoria e le posizioni sulla Shoah, emergono contraddizioni che mettono alla prova quella pretesa. E arrivano le prime reazioni a caldo della Comunità ebraica. Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania è «personalmente sconvolto» dal risultato

USA, la Camera approva la legge contro i boicottaggi accademici di Israele

Mondo

di Nina Prenda
Oltre a vietare i boicottaggi, il provvedimento stabilisce che le istituzioni beneficiarie dei fondi dovranno anche “certificare che gli studenti non sono irragionevolmente ostacolati dalla partecipazione a programmi accademici in Israele”. Resta da capire se al Senato i democratici garantiranno i voti necessari per l’approvazione definitiva.

Germania, trionfo dell’AfD in Sassonia-Anhalt: la destra radicale sfiora la maggioranza

Mondo

di Anna Balestrieri
L’Alternative für Deutschland (AfD) guidato da Ulrich Siegmund, 35 anni, conquista una netta vittoria nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, nell’est della Germania, ma non riesce a ottenere la maggioranza assoluta necessaria per governare da sola. Il partito di estrema destra si ferma a soli tre seggi dalla soglia della maggioranza, aprendo ora una fase di forte incertezza sulla formazione del prossimo governo regionale.

Il doppio volto dell’Università al-Azhar, tra dialogo con la Chiesa e sostegno a Hamas

Mondo

di Nathan Greppi
Nel corso del suo pontificato, Papa Francesco si è speso molto a favore del dialogo interreligioso con il mondo islamico. Nel febbraio 2019, in particolare, ha avuto una certa eco il “Documento sulla Fratellanza Umana” da lui firmato assieme ad Ahmed el-Tayeb, Grande Imam della Moschea di al-Azhar del Cairo dal 2010. Tuttavia, dietro la facciata dialogante della Moschea di al-Azhar e della relativa università, nel corso degli anni si è celato un sostegno esplicito a Hamas e al terrorismo contro Israele, anche dopo il 7 ottobre 2023.

Israele verso le elezioni: Yoav Segalovich, il candidato ebreo del partito arabo Ra’am

Israele

di Nathan Greppi
Ha fatto discutere la decisione di Mansour Abbas, leader del partito arabo israeliano Ra’am, di inserire al secondo posto nella lista elettorale del suo partito un candidato ebreo, Yoav Segalovich, ex-ufficiale di polizia nonché ex-deputato del partito centrista Yesh Atid. Una mossa tattica in vista delle prossime elezioni in Israele, previste per il 27 ottobre.

A Chicago inaugurati i primi frigoriferi comunitari kasher dedicati all’ostaggio Hersh Goldberg-Polin

Personaggi e Storie

di Maia Principe
Gli organizzatori stimano che i frigoriferi, situati in un parcheggio di fronte alla sinagoga Skokie Valley Agudath Jacob, vengano utilizzati circa 50 volte al giorno. Sebbene la presenza di soli prodotti kasher renda il frigorifero di Hersh particolarmente utile per gli ebrei osservanti bisognosi, il progetto è aperto a persone di ogni fede e provenienza.