di Pietro Baragiola
Biton ha perso la gamba sinistra nel 2021 durante un attacco subito lungo il confine israeliano e, nonostante la vicenda sia avvenuta anni prima del conflitto nella Striscia di Gaza, molti attivisti propal hanno trovato la sua presenza nello spot di Adidas “una mancanza di rispetto di cattivo gusto”. Alcuni manifestanti si sono spinti oltre la critica all’azienda e hanno inviato minacce direttamente a Biton, accusandolo di aver partecipato “al genocidio di Gaza”.
Attualità e news
Nechumi Yaffe, prima donna candidata di un partito haredi alla Knesset: «Tra 15 anni matematica e inglese saranno una scelta»
di Nina Deutsch
Studiosa della società ultra-ortodossa, ex insegnante nelle scuole Bais Yaakov e ora candidata con Haredi Public, Yaffe vede un cambiamento già in corso: più istruzione, più accesso al lavoro e una crescente partecipazione alla vita pubblica, senza rinunciare alle tradizioni e all’identità religiosa.
Circa 20mila nuovi immigrati in Israele dall’ultimo Rosh Hashanà
di Nina Prenda
Il crescente numero proveniente dai Paesi occidentali ha dimostrato che il crescente antisemitismo in tutto il mondo, insieme alla crescita del fervore sionista e dell’identità ebraica dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, sta portando più ebrei a spostare la loro vita in Israele. L’aliyah dalla Francia è aumentata del 65% – 4.364 nuovi immigrati, quella dagli Stati Uniti è aumentata del 15% – 3.333 nuovi arrivi – mentre quella dal Regno Unito ha raggiunto un massimo, in 40 anni, di 975 persone.
Delegazione giapponese visita Israele per le opportunità nella difesa
di Nathan Greppi
I giapponesi sono interessati a tutto ciò che il mercato della difesa israeliano ha da offrire: difesa aerea, difesa anti-droni, tecnologie per droni, velivoli senza pilota, laser, robotica, missili, cannoni e la difesa passiva rappresentata dalle camere blindate, dato che il Giappone è carente di stanze o rifugi sicuri da utilizzare in caso di guerra.
Addio a Emma Bonino, l’amica del popolo ebraico che denunciò il ritorno dell’antisemitismo
di Pietro Baragiola
Nel corso della sua lunga carriera internazionale, un capitolo speciale va dedicato al suo rapporto con il mondo ebraico e, in particolar modo, con Israele. Un legame che non va erroneamente confuso con un sostegno incondizionato, bensì accompagnato per decenni dalla difesa del diritto all’esistenza e alla sicurezza dello Stato ebraico e dalla denuncia dell’antisemitismo.
Prima Rabin, Oslo, la pace e poi l’11 settembre: la storia vista attraverso l’obiettivo di Robert Cumins
di Nina Deutsch
Per mezzo secolo ha fotografato i leader israeliani, gli accordi di pace e i momenti decisivi della storia ebraica. Poi, dal balcone di casa nel New Jersey, ha immortalato l’aereo che si schiantava sulla Torre Sud. Venticinque anni dopo, quel rullino racconta ancora quei pochi secondi che cambiarono l’America.
11 settembre, venticinque anni dopo: l’Occidente e la lezione di Rav Sacks
di Davide Cucciati
Nel settembre del 2011, in occasione del decimo anniversario degli attentati, Rav Jonathan Sacks z’’l trattò il tema della fragilità occidentale, in un articolo pubblicato sul Times. Una riflessione profonda sulla fragilità dell’Occidente,in cui dopo aver identificato il nemico, chiedeva all’Occidente di rivolgere per un momento lo sguardo verso sé stesso.
La Slovenia ha ufficialmente inaugurato la prima ambasciata israeliana
di Michael Soncin
In precedenza, era l’ambasciata israeliana a Vienna a occuparsi delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Ora, per la prima volta, la Slovenia avrà un’ambasciata israeliana sul proprio territorio. Durante l’inaugurazione è stato inoltre firmato un accordo di collaborazione nei settori dello sport, dell’istruzione e della scienza.
Irlanda: ex-capitano della nazionale di calcio difende partita con Israele
di Nathan Greppi
“C’è una percezione di come il popolo irlandese si sente riguardo a Israele, alla politica estera israeliana e alla questione palestinese. Questo è già evidente”, ha detto. “Sappiamo tutti qual è la posizione delle persone, quindi non credo che la cancellazione della partita favorisca quel dibattito”. Ha detto che avrebbe preferito vedere la nazionale israeliana scendere in campo all’Aviva Stadium di Dublino e sentire il suo inno trattato con rispetto.
Dall’estremismo al dialogo. La storia del palestinese Mohammed Dajani Daoudi
di Nathan Greppi
Nato in un’importante famiglia, da giovane è stato un combattente di Fatah, salvo poi diventare maggiormente moderato con l’avanzare degli anni, tanto che nel marzo 2014, ha portato 30 studenti dell’Università al-Quds di Gerusalemme in visita ad Auschwitz. Costretto a lasciare l’insegnamento per le minacce ricevute, continua ad esporsi pubblicamente a favore della convivenza e della comprensione reciproca.
L’appello di 5.000 personaggi pubblici contro l’accusa di genocidio a Israele
di Nathan Greppi
Spiegano che “le condizioni di combattimento senza precedenti di questa guerra – centinaia di chilometri di tunnel, migliaia di case trappole, la confusione tra combattenti, ‘giornalisti’ e ‘operatori umanitari’, il rapporto tra civili e terroristi, considerato basso per una guerra urbana asimmetrica, l’assenza di fame di massa nonostante ripetute previsioni di una catastrofe imminente, gli avvertimenti dati ai civili prima dell’attacco: tutti questi fattori sono stati cancellati nell’intenzione di incriminare Israele per genocidio”.
Coraggio e voglia di vivere, fiducia nel futuro e consapevolezza di essere padroni del proprio destino: Shanà tovà al popolo di Israele
di Paolo Salom
[Voci dal lontano Occidente] Se siamo sopravvissuti a due millenni di pogrom e odio ingiustificabili se non per la folle incapacità dei popoli ospiti di misurarsi con la propria Storia, lo dobbiamo al fatto che siamo una nazione, una comunità, una famiglia. Abbiamo, noi ebrei, un destino comune, una ragione unica per continuare a testimoniare al mondo chi siamo e da dove veniamo. Con coraggio e speranza: Shanà Tovà uMetukah.














