di Pietro Baragiola
Intitolato Seppellite il mio cuore a Tel Aviv, il testo di Luca Zevi è stato al centro dell’incontro organizzato giovedì 1° ottobre dalla Fondazione Corriere della Sera nella Sala Buzzati di Milano, dove Zevi lo ha letto insieme all’attore Olek Mincer. A confrontarsi sulle sue parole sono stati il giornalista Ferruccio de Bortoli, il sociologo Luigi Manconi, la senatrice Liliana Segre e il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, tutti coordinati da Milena Santerini.
Attualità e news
Andrea Morigi lascia il sindacato dei giornalisti: “chiedevo una condanna netta ai cori pro-Hamas, ho ricevuto silenzi”
di Pietro Baragiola
La Fnsi si è limitata a parlare delle tensioni provocate da questi fatti, respingendo ogni genere di accuse dirette. Per Morigi, però, questa non è stata una presa di posizione sufficiente e ha proceduto ad inviare una lettera ai vertici del sindacato spiegando “di non poter stare un minuto di più in quest’organizzazione perché non è chiaro il rapporto che ha con il terrorismo islamico”.
«Per motivi di sicurezza»: escluso un fondatore israeliano da un hackathon a San Francisco
di Anna Balestrieri
La motivazione addotta per il rifiuto è stata la «sicurezza» dei partecipanti, ma nei messaggi scambiati con l’organizzatore il riferimento è esplicitamente alla vicenda dei cercapersone esplosi in Libano nel settembre 2024. La San Francisco Tech Week ha successivamente rimosso l’hackathon dal proprio calendario ufficiale, indicando una violazione dei propri termini di utilizzo.
Film “We will dance again” su Rete 4 il 5 ottobre 2026
Walker Meghnagi, presidente CEM
“We Will Dance Again” è un documentario del 2024 diretto da Yariv Mozer che racconta il massacro del Nova Music Festival, compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023. Verrà trasmesso il 5 ottobre alle ore 23.25 su Rete 4 presentato da Tony Capuozzo, Paolo Mieli e da Nicola Porro.
“Distorto, fuorviante e insincero”: Tzahal pubblica la risposta completa al film “NAZA”
di Nina Prenda
Nella sua risposta, l’esercito ha detto che il film “presenta un quadro distorto, fuorviante e insincero della pianificazione degli obiettivi e del processo delle operazioni dell’IDF” e che la narrazione del film è “basata su sostanziali errori fattuali derivanti da false dichiarazioni manipolative della realtà”.
Rimpatriati due stranieri che aggredirono il rabbino di Milano. Meghnagi (CEM): “Bellissima notizia”
di Nina Prenda
«Non c’è spazio in Italia per odio, violenza e antisemitismo». «Sono stati rimpatriati due cittadini stranieri che, insieme a un terzo soggetto, avevano aggredito a Milano, presso la fermata di un autobus, il rabbino capo della Sinagoga di Via Soderini. Non c’è spazio nel nostro Paese per odio e violenza e nessun gesto di antisemitismo verrà mai tollerato». Lo scrive il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, su X.
Volo FlyDubai, copilota accoltella il pilota per far schiantare l’aereo. Ma i media parlano di «lite» e di «aspetti da chiarire»
di Ludovica Iacovacci
Non torna la minimizzazione dell’intervento degli eroi israeliani che hanno salvato la vita a circa 180 persone irrompendo nella cabina di pilotaggio per fermare il terrorista. Non torna il mancato riconoscimento del coraggio di Smit Machchhar, il pilota indiano che ha resistito alla ferocia del collega. Non torna, soprattutto, la sproporzione tra la gravità dei fatti e il linguaggio utilizzato per raccontarli, al limite del complottismo.
Il volo della paura: le storie dei passeggeri che hanno fermato il pilota
di Michele Di Benedetti
Oggi, con tutti i passeggeri rientrati sani e salvi in Israele, emergono nuovi dettagli su quei minuti di terrore. A evitare una possibile catastrofe è stata una catena quasi incredibile di interventi: il comandante ferito che riesce ad aprire la porta della cabina, alcuni passeggeri che affrontano l’aggressore e due piloti fuori servizio che si trovavano casualmente a bordo.
Genocidio, apartheid e colonialismo: quando le categorie precedono i fatti
di Anna Balestrieri
Due studi recenti rimettono sotto esame tre parole diventate centrali nel dibattito su Israele e pongono una questione che riguarda anche il modo in cui l’informazione contemporanea costruisce le proprie certezze. Il rischio, quando le categorie precedono i fatti, non è soltanto sbagliare la definizione di una guerra. È perdere progressivamente la capacità di distinguere fra ciò che sappiamo, ciò che inferiamo e ciò che, per quanto moralmente persuasivo, resta ancora da dimostrare.
Terra e mobilitazione: alle origini dei «coloni»
di Claudio Vercelli
[Storie e controstorie] Ragioniamo sulle radici di un processo storico, sociale e politico di oramai lunga durata. Stiamo parlando dei «coloni» israeliani (ed ebrei). In Giudea e Samaria, ossia in West Bank. Un tema in sé decisamente spinoso, poiché racchiude, ad oggi, non solo la contrapposizione tra israeliani e popolazioni arabo-palestinesi bensì la legittimazione stessa dello Stato d’Israele rispetto alla comunità internazionale.
Mamdani e la sfida dell’antisemitismo: il piano c’è ma il confine fra antisionismo e odio antiebraico resta aperto
di Nina Deutsch
Il sindaco di New York lancia la prima strategia municipale contro l’antisemitismo: 6,4 milioni di dollari per la prevenzione, un milione per la sicurezza e nuovi interventi nelle scuole. Ma il piano non definisce l’antisemitismo e lascia aperta la questione più controversa: dove passa il confine tra critica a Israele, antisionismo e odio antiebraico?
Oltre la parola «coloni»: chi sono davvero gli israeliani di Giudea e Samaria. La cover di Bet Magazine di ottobre
di Davide Cucciati
Costruire e abitare un territorio, creare comunità, lavorare la terra sono stati elementi centrali dell’ethos pionieristico del sionismo laburista e del movimento dei kibbutz. Poi è arrivato il nuovo sionismo religioso del Gush Emunim e con la vittoria del Likud di Menachem Begin, nel 1977, l’espansione degli insediamenti ha conosciuto una forte accelerazione. E oggi? In un clima di semplificazioni estreme, i «coloni», come il sionismo, sono diventati sinonimi del male assoluto. Ma chi sono veramente? Cosa vogliono, quali sono i loro valori? Un’inchiesta














