Attualità e news

Antisemitismo, quando l’odio rischia di diventare normalità

Italia

di Nina Deutsch
Dalle aggressioni alle minacce, la paura di mostrarsi ebrei si fa sempre più concreta. Ma il mondo ebraico dice «basta»: a Berlino la risposta è stata «Berlin trägt Davidstern», con la Stella di David indossata pubblicamente in segno di solidarietà;  il 22 settembre sarà la volta di «Milano indossa la Kippà», una mobilitazione civile per affermare che nessuno deve nascondere la propria identità per paura.

Da Ferrara a New York, all’asta machzorim dell’Italia ebraica tra Medioevo e Rinascimento

Personaggi e Storie

di Davide Cucciati
Tra i pezzi di maggior rilievo emerge un nucleo italiano particolarmente interessante, composto da due machzorim: uno realizzato intorno al 1475 e attribuito al celebre scriba e artista Joel ben Simeon; l’altro, di rito romano, prodotto a Ferrara intorno al 1500 e caratterizzato, tra l’altro, da una singolare rappresentazione grafica dei suoni dello shofar.

Bandiera palestinese

Quasi il 50% dei palestinesi della Giudea e Samaria crede che Israele non abbia il diritto di esistere, secondo un sondaggio

Mondo

di Nina Prenda
Il sondaggio ha anche rilevato che il 42% credeva che fosse possibile portare alla fine dell’esistenza di Israele, mentre solo il 32% ha affermato che era impossibile. Più di un quarto (27%) ha dichiarato di favorire una soluzione a due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese, mentre il 22% ha affermato di sostenere un singolo Stato binazionale con piena parità di diritti, e il 26% ha espresso una preferenza per un singolo Stato palestinese senza una presenza ebraica.

Durban, 25 anni dopo: la memoria contesa della conferenza ONU contro il razzismo

Mondo

di Anna Balestrieri
Il 28 settembre le Nazioni Unite torneranno a celebrare a New York la Dichiarazione e il Programma d’azione di Durban, adottati nel 2001. Una ricorrenza che per l’ONU rappresenta un’occasione per rilanciare la lotta globale contro razzismo, discriminazione e xenofobia, ma che per Israele e numerose organizzazioni ebraiche riapre una ferita legata agli episodi di antisemitismo verificatisi durante la conferenza originaria.

Sei anni di Accordi di Abramo: la tenuta delle intese e la sfida dell’allargamento

Mondo

di Davide Cucciati
Sei anni dopo la firma degli Accordi di Abramo, torna al centro del dibattito il loro possibile allargamento. L’ambasciatore israeliano negli Emirati Arabi Uniti, Yossi Shelley, ha prospettato l’ingresso di un altro Paese entro quattro-sei mesi, indicando il Kuwait tra le possibilità. Da Kuwait City non è arrivata conferma.

 

«Erano orgogliosi di quello che mi stavano facendo, mentre nessuno è intervenuto». Parla il rabbino aggredito a Milano

Italia

di Pietro Baragiola
«Non si nascondono i volti e non hanno neppure cercato di farmi cancellare il video», racconta a Mosaico Bet Magazine. E lancia un messaggio: «pur continuando la mia vita è giusto stare sempre in guardia ma penso che se troviamo uno squilibrato in mezzo alla strada dobbiamo trovare un modo di rimuovere lui e non di nascondere chi siamo».

Da sinistra Gideon Sa'ar, Mike Waltz e Nasser Bourita

Accordo fra Israele e Marocco per aprire ambasciate

Mondo

di Maia Principe
Potenziare la loro rappresentanza diplomatica, nominando ambasciatori e trasformando le rispettive missioni diplomatiche in vere e proprie ambasciate: questo è quanto è stato concordato mercoledì 16 settembre a New York dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e il suo omologo marocchino Nasser Bourita il giorno dopo il sesto anniversario degli Accordi di Abramo,

Pizzeria Jacky a Limone del Garda

«Siete animali, uccidete bambini»: turisti israeliani denunciano un’aggressione verbale in un ristorante sul Garda

Italia

di Anna Balestrieri
L’aggressione è arrivata quando uno dei clienti avrebbe chiesto a un cameriere la password per collegarsi al Wi-Fi. La frase, riferita dai protagonisti dell’episodio, avrebbe trasformato una normale richiesta in una discussione. Secondo la loro versione, i proprietari del locale non sarebbero intervenuti per difenderli e avrebbero invece chiamato le forze dell’ordine.

bandiera dell'Isis

Sostenitore dell’ISIS in Pennsylvania ha cercato di avvelenare del cibo nelle sinagoghe

Mondo

di Nina Prenda
Kramer avrebbe diffuso online propaganda dell’ISIS e di Hamas e discusso con altri utenti di possibili attentati utilizzando veleni, incendi dolosi, veicoli, droni esplosivi e armi da fuoco. A maggio avrebbe scritto di voler sintetizzare veleni e di voler introdurre ricina o cianuro in cibo e bevande, indicando le sinagoghe come obiettivo preferenziale.