Attualità e news

Giovanbattista brunori e a destra il manifesto antisemita

Rai Radio1: manifesto antisemita contro Brunori. Meghnagi (Cem): «L’uso di stereotipi dell’odio antiebraico nell’informazione pubblica è un attacco ai valori democratici del Paese”

Italia

di Redazione
Il gesto è stato criticato con forza dall’AD Rai Giampaolo Rossi. Duro anche il presidente della Comunità ebraica di Milano, che chiede un intervento tempestivo della magistratura ed evoca il pericolo alla democrazia insito nella diffusione di contenuti antiebraici sui media pubblici.

Corteo del 25 aprile a Milano con bandiere della Brigata ebraica

Corteo del 25 aprile: Ucei e Anpi riaprono il dialogo

Italia

di R.I.
Durante un incontro, i due enti hanno ribadito la convergenza su diversi punti fra cui la condanna di qualsiasi atto di violenza e di qualsiasi forma di razzismo e discriminazione; il riconoscimento del ruolo dei combattenti ebrei nella Resistenza e della Brigata Ebraica nella lotta italiana al nazifascismo; il diritto della componente ebraica alla partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile.

Trump e Netanyahu, l’alleanza nel tempo dell’incertezza

Mondo

di Anna Balestrieri
Novanta minuti dietro una porta chiusa. Nessuna conferenza stampa, nessuna domanda dei giornalisti, poche fotografie ufficiali e due comunicati ridotti all’essenziale. L’incontro del 28 luglio alla Casa Bianca tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu si è consumato lontano dai riflettori, in un silenzio diplomatico che, più che attenuarne il significato, ne ha amplificato la portata.

Zohran Mamdani sindaco di New York

New York, bufera su Mamdani: migliaia di firme  per escluderlo dalla commemorazione dell’11 settembre

Mondo

di Nina Deutsch
A poco più di un mese dal 25° anniversario degli attentati, i familiari di centinaia di vittime contestano la presenza del sindaco alla cerimonia di Ground Zero. Al centro della protesta le sue dichiarazioni, alcune frequentazioni politiche e le recenti polemiche sulle posizioni nei confronti di Israele. A sostenere la petizione è intervenuta anche l’organizzazione End Jew Hatred. Lui però conferma: «Sarò presente».

L’iniziativa, pubblicata su Change.org da Giovanni Galante, che perse la moglie Grace negli attacchi del 2001, ha già raccolto oltre 16.000 firme, tra cui quelle di centinaia di parenti diretti delle vittime. Per i promotori, la commemorazione rappresenta un momento di raccoglimento che dovrebbe restare al riparo da qualsiasi elemento ritenuto divisivo.

Nel testo della petizione vengono contestate alcune prese di posizione pubbliche del sindaco e le sue frequentazioni politiche. Tra i punti sollevati figurano il rifiuto di condannare con chiarezza lo slogan «Globalize the Intifada», il sostegno in passato a un candidato che aveva ridimensionato il significato degli attentati dell’11 settembre e i rapporti con figure considerate vicine a posizioni estremiste. I firmatari citano inoltre alcune dichiarazioni del padre di Mamdani, ritenute problematiche in relazione alla lettura del terrorismo jihadista. Secondo i promotori, la presenza del sindaco rischierebbe di ferire ulteriormente le famiglie in una giornata che, prima di tutto, resta un momento di lutto privato e di memoria collettiva.

Nonostante la richiesta, l’amministrazione cittadina non ha modificato i propri programmi. Attraverso il suo portavoce, il sindaco ha confermato che sarà presente alla commemorazione. Durante una conferenza stampa, Mamdani ha dichiarato: «Renderò omaggio con orgoglio alle famiglie, ai sopravvissuti e ai soccorritori che sono stati per sempre colpiti da quel terribile attacco terroristico», aggiungendo che la sua presenza vuole ribadire l’impegno della città a non dimenticare quanto accaduto l’11 settembre 2001.

A sostenere la petizione è intervenuta anche l’organizzazione End Jew Hatred – impegnata a eliminare l’odio antiebraico dalla cultura occidentale attraverso azioni dirette pacifiche e l’educazione – che nelle scorse settimane aveva già promosso manifestazioni critiche nei confronti del sindaco. La direttrice della comunicazione Jayne Zirkle ha affermato che le richieste delle famiglie meritano di essere ascoltate e rispettate.

La vicenda si inserisce in un clima politico già fortemente polarizzato attorno alla figura di Mamdani. Negli ultimi mesi il primo cittadino di New York è stato al centro di numerose polemiche per le sue posizioni nei confronti di Israele. Le critiche si sono intensificate soprattutto dopo il suo rifiuto di prendere nettamente le distanze dallo slogan «Globalize the Intifada», interpretato da una parte consistente della comunità ebraica e da numerosi osservatori come un’espressione che può essere percepita come un’incitazione alla violenza contro Israele e gli ebrei. Mamdani ha invece sostenuto che lo slogan rappresenterebbe un richiamo alla solidarietà con la causa palestinese, una spiegazione che non ha placato le contestazioni e ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla sua leadership in una città che ospita una delle più grandi comunità ebraiche del mondo.

 

 

Critiche alla Rai per il servizio di Giovanbattista Brunori. Meghnagi (CEM): “Il Cda Rai si occupi di chi giustifica il 7 ottobre”. E parte una lettera di solidarietà

Italia

di Redazione
Il cda ha criticato il giornalista per avere usato la parola “escursionisti” per gli israeliani recatisi a Tell. Duro il presidente della Comunità ebraica di Milano. Mentre l’Associazione per la Lotta all’Antisemitismo ha divulgato una lettera di solidarietà al giornalista indirizzata ai vertici della Rai che si può sottoscrivere.

“We Will Dance Again”, il nuovo singolo a favore d’Israele di Boy George

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
La canzone reggae creata con l’aiuto dell’IA per denunciare quei colleghi musicisti che secondo lui si comportano come “pecore”, condanna l’etichettatura della guerra di Gaza come un “genocidio” e dichiara che “balleremo di nuovo”, in riferimento allo slogan “We Will Dance Again” che dopo il massacro al Nova Music Festival invita alla resilienza.

Da sinistra Vincenzo Fullone (Flotilla) e l'attentatore di Berlino Abdul Ballout

Attivista della Flotilla giustifica l’attentatore di Berlino

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Vincenzo Fullone ha assolto sui social Abdul Ballout sospettato dell’attentato del 25 luglio al Pride di Berlino, un sostenitore dell’ISIS al quale l’anno scorso avrebbe cercato di unirsi in Siria, ma prima di riuscirci era stato arrestato in Libano e rimpatriato in Germania in quanto cittadino tedesco. Mentre Bonelli (Verdi) va dal brasiliano Thiago Avila in Brasile…

Cisgiordania, notte di violenze: incendiate due moschee in attacchi di coloni

Israele

di Anna Balestrieri
Nella notte tra sabato e domenica gruppi di coloni israeliani hanno attaccato diversi centri abitati palestinesi, incendiando due moschee, un’abitazione e numerosi veicoli, mentre l’esercito israeliano ha annunciato l’avvio delle procedure per demolire le case di due palestinesi coinvolti nella sparatoria costata la vita a due israeliani.