di Redazione
Alcuni giovani vestiti di nero si sono radunati davanti all’ingresso dell’hotel urlando «Sieg Heil». Non si segnalano violenze fisiche. Solidarietà dalla Comunità ebraica di Milano e di Roma.
di Redazione
Alcuni giovani vestiti di nero si sono radunati davanti all’ingresso dell’hotel urlando «Sieg Heil». Non si segnalano violenze fisiche. Solidarietà dalla Comunità ebraica di Milano e di Roma.
di Nina Deutsch
La richiesta di una residente di Monaco era stata inizialmente respinta perché il simbolo e lo slogan contro l’antisemitismo erano stati considerati non conformi alle regole del servizio. La decisione aveva suscitato critiche da parte della comunità ebraica e di diversi esponenti politici.
di Nina Deutsch
Aveva 30 anni e, secondo amici e familiari, non era mai riuscito a superare la perdita di Liron Barda, uccisa nel massacro del festival Nova. La sua storia riporta alla luce le ferite psicologiche ancora aperte lasciate dall’attacco.
di Nathan Greppi
Da quando ha pubblicato la canzone We Will Dance Again il cantautore britannico è al centro di polemiche e boicottaggi. La piattaforma che vendeva il brano l’ha rimosso, mentre a causa delle polemiche ha rinunciato al ruolo che avrebbe dovuto interpretare in una rappresentazione a Londra del musical Jesus Christ Superstar.
di Pietro Baragiola
L’atto vandalico non ha causato danni al dipinto di Picasso, ma ha impattato sulla sala espositiva, dove la vernice ha danneggiato parte del museo, rendendo necessaria la sostituzione di alcune parti dell’allestimento. Per questo la giuria ha ritenuto che i danni provocati all’interno della National Gallery fossero sufficienti a configurare il reato di danneggiamento.
Martedì 28 luglio la giuria della Southwark Crown Court di Londra ha ufficialmente condannato i due attivisti del movimento filopalestinese Youth Demand per la protesta inscenata nell’ottobre 2024 alla National Gallery, durante la quale hanno vandalizzato la sala del dipinto “Maternità” di Pablo Picasso.
I due imputati, Jai Halai, 25 anni, dipendente del Servizio sanitario nazionale britannico (NHS), e Monday-Malachi Rosenfeld, 23 anni, studente di Scienze politiche, hanno inizialmente negato ogni responsabilità. Dopo oltre nove ore di deliberazione, la giuria li ha però riconosciuti colpevoli di danneggiamento e il giudice David Tomlinson ha disposto la loro liberazione su cauzione in attesa della sentenza, prevista per settembre.

L’episodio risale al 9 ottobre 2024, quando i due attivisti sono entrati nella National Gallery di Londra ed hanno incollato sul vetro di protezione del dipinto una foto raffigurante una madre di Gaza mentre teneva in braccio il figlio sanguinante.
Halai e Rosenfeld hanno poi versato vernice rossa sul pavimento davanti all’opera, scandendo lo slogan “Free, free Palestine” e chiedendo al governo britannico di introdurre un embargo totale sul commercio d’armi con Israele.
Gli addetti alla sicurezza della National Gallery sono intervenuti immediatamente, bloccando gli attivisti e trattenendoli fino all’arrivo della polizia, che ha proceduto al loro arresto.
Il video della protesta però era già diventato virale sui social del gruppo Youth Demand che ne ha rivendicato il gesto ed ha identificato i due responsabili come “eroi della causa”.
Durante il processo è emerso che, nonostante l’irruenza dei vandali, il dipinto di Picasso non ha riportato alcun danno grazie al vetro protettivo che lo ricopriva. Diversa, però, è la situazione per la sala espositiva, dove la vernice ha danneggiato parte del museo.
“La vernice ha raggiunto lo zoccolo in marmo, le colonnine e le corde di delimitazione, infiltrandosi anche in alcune prese elettriche” ha riferito in aula il responsabile della sicurezza e delle strutture della National Gallery, Michael Willie. “Le macchie, penetrate nelle venature del marmo e nelle giunture, hanno reso necessaria la sostituzione di alcune parti dell’allestimento”.
Il processo è stato seguito con attenzione nel Regno Unito, dove negli ultimi anni diversi gruppi di protesta hanno preso di mira musei e opere d’arte per richiamare l’attenzione su temi politici e ambientali. In questo caso, la giuria ha ritenuto che i danni provocati all’interno della National Gallery fossero sufficienti a configurare il reato di danneggiamento, pur in assenza di conseguenze dirette per l’opera di Picasso.
di Anna Balestrieri
È bastato un messaggio pubblicato sui social perché l’emergenza migratoria di Ceuta si trasformasse nell’ennesimo terreno di scontro tra Israele e Spagna. Di fronte all’arrivo di decine di migliaia di persone dal Marocco nell’enclave spagnola sulla costa nordafricana, l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon ha accusato Madrid di impartire lezioni a Israele mentre continua a controllare territori che ha definito «enclavi coloniali» in Africa.
di Davide Cucciati
Un murale raffigurante una bandiera palestinese e due guerriglieri con il volto coperto dalla kefiah, è stato realizzato sulla Darsena a Milano. Ma senza alcuna autorizzazione, nonostante la zona rientri in un contesto sottoposto a tutela culturale e paesaggistica. Cronaca di un’indagine svolta da Mosaico, e tutt’ora rimasta senza esito.
di Anna Balestrieri
Hamas dovrebbe consegnare progressivamente il proprio arsenale nell’arco di otto mesi al National Committee for the Administration of Gaza (NCAG). Parallelamente, le forze israeliane dovrebbero ritirarsi gradualmente, mentre una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) e una nuova polizia palestinese assumerebbero il controllo della sicurezza nella Striscia.
di Davide Cucciati
Il 22 luglio 2026 gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno firmato un accordo trentennale per lo sviluppo del programma nucleare civile saudita. Ma la mancata chiarezza sulla necessità che i sauditi aderiscano agli Accordi di Abramo, così come i timori di un’Arabia con arma nucleare, lasciano molti interrogativi aperti.
di Ilaria Myr
La lettera di congedo del giornalista, dal 1984 corrispondente da Bruxelles, affronta di petto la stortura della “nuova sinistra”, che “dal pogrom del 7 ottobre, ha trasformato l’ostilità verso il governo Netanyahu – che condivido pienamente – e il legittimo sostegno alla causa palestinese in un antisionismo virulento, maschera di un antisemitismo sfrenato”.
di Anna Balestrieri
Una ricerca condotta tra i direttori di venticinque musei ebraici europei mostra dopo il 7 ottobre un aumento dei messaggi ostili sui social network, dell’odio digitale e delle comunicazioni antisemite. Sono aumentati gli atti vandalici e i danneggiamenti. Qual è quindi oggi il nuovo ruolo del museo ebraico?
di Pietro Baragiola
La moneta, un siclo del peso di circa 11 grammi, è stata coniata nell’antica città di Salamina intorno alla metà del V secolo a.C., quando l’isola faceva parte dell’impero persiano. La moneta rappresenta una scoperta eccezionale non solo per essere la prima del suo genere ritrovata in Israele, ma anche per il suo perfetto stato di conservazione.