Attualità e news

Grecia, proteste anti-Israele: il ministero degli Esteri invita gli israeliani a nascondere i simboli ebraici

Mondo

di Pietro Baragiola
“Il 9 agosto riempiremo l’intera Grecia di bandiere palestinesi, kefiah e slogan” hanno annunciato gli organizzatori sui loro profili social, chiedendo al governo di Atene di approvare sanzioni contro Israele, un embargo sulle armi e la fine della cooperazione militare tra i due Paesi.

Domenica 9 agosto il ministero degli Esteri israeliano ha diramato un avviso di sicurezza rivolto ai connazionali presenti in Grecia in vista della “giornata della rabbia” propalestinese indetta in decine di località del Paese.

Queste proteste, promosse da organizzazioni come la BDS Greece, hanno coinvolto Atene, Salonicco e le più note isole e località costiere con l’obiettivo di mobilitare il popolo greco contro lo Stato ebraico.

“Il 9 agosto riempiremo l’intera Grecia di bandiere palestinesi, kefiah e slogan” hanno annunciato gli organizzatori sui loro profili social, chiedendo al governo di Atene di approvare sanzioni contro Israele, un embargo sulle armi e la fine della cooperazione militare tra i due Paesi.

 

 

Questa “giornata della rabbia” è stata appositamente pianificata nel pieno della stagione turistica, quando migliaia di israeliani si trovano in vacanza in Grecia. Secondo i dati presentati dal ministero degli Esteri, solo domenica erano previsti quasi 50 voli in arrivo dall’aeroporto Ben Gurion e tutti i passeggeri sono stati avvertiti delle proteste che avrebbero trovato una volta atterrati.

 

L’avvertimento del ministero

Nel comunicato ufficiale rilasciato da Gerusalemme, il ministero degli Esteri ha chiesto ai connazionali di aumentare il livello di cautela per tutta la giornata di domenica.

“Considerata la vastità di queste proteste e la possibilità di grandi assembramenti e disordini, chiediamo ai cittadini e ai turisti israeliani di tenersi lontani dai luoghi di queste manifestazioni ed evitare qualsiasi confronto con i loro partecipanti” riporta il comunicato. “Particolare attenzione va riservata alla possibilità di essere riconosciuti come ebrei o israeliani, per questo raccomandiamo di mantenere ‘discreti’ i simboli identificativi e non pubblicare la propria posizione sui social in tempo reale”.

L’ultima “giornata della rabbia” si è svolta nell’agosto 2025 e ha visto numerose manifestazioni e proteste senza però causare incidenti di grave entità. Ciononostante il ministero continua a monitorare la situazione odierna anche alla luce del clima che negli ultimi mesi ha accompagnato la presenza di turisti israeliani sul suolo greco.

Gli incidenti antisemiti in Grecia

A fine giugno, a Salonicco, il gruppo anarchico Rouvikonas ha organizzato quella che è stata definita una “pattuglia antisionista”, con militanti vestiti di nero in marcia per le strade della città.

L’iniziativa ha spinto la procura locale ad aprire un’indagine per verificare eventuali ipotesi di incitamento alla violenza o all’odio. Dopo diversi giorni di delibera il Consiglio centrale delle comunità ebraiche greche ha denunciato l’azione come antisemita, paragonando i partecipanti ad una vera “squadra d’assalto di camicie nere”.

Questi moti anti-Israele hanno persino ispirato diversi incidenti nel mese di luglio tra cui il più allarmante ha visto come protagonisti alcuni turisti israeliani a Creta: secondo le testimonianze rilasciate alla polizia il gruppo è stato assalito in strada da alcuni manifestanti propal solo per aver eseguito un canto ebraico. Gli assalitori hanno inseguito i turisti all’interno dell’albergo dove erano alloggiati, insultandoli, tirando bottiglie nella hall e dando loro la caccia di stanza in stanza prima di essere dispersi dalle forze dell’ordine.

È alla luce di questi precedenti che il ministero degli Esteri ha scelto di intervenire tempestivamente, chiedendo a tutti gli israeliani presenti in Grecia nel corso della nuova “giornata della rabbia” di non rendere apertamente riconoscibile la propria identità religiosa. Seguendo le indicazioni di questo avviso, nessun civile israeliano è stato aggredito durante le manifestazioni.

 

 

Giovanbattista Brunori, Incoronata Boccia, Antonino Monteleone

Tre giornalisti Rai nel mirino di un sindacato. Meghnagi (CEM): “Un attacco che ricorda tempi bui”

Italia

di Redazione
Il direttore dell’Ufficio Stampa Rai, Incoronata Boccia, il corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, e il conduttore di Filorosso, Antonino Monteleone, sono stati, infatti, messi all’indice dall’Usb che, in un post pubblicato su Instagram, li ha utilizzati come richiami per una raccolta firme contro quella che viene definita “propaganda dell’occupazione”.

Harold Grinspoon

L’uomo che ha trasformato le favole della buonanotte in un progetto per cambiare il futuro di centinaia di migliaia di bambini

Personaggi e Storie

di Marina Gersony
Harold Grinspoon a 97 anni continua a reinventarsi: dopo essere diventato imprenditore, filantropo e promotore della lettura, oggi sorprende anche come scultore. Nel 2005 è nata PJ Library, un’iniziativa mirata di offrire ai genitori un’occasione per condividere con i propri figli racconti, valori, festività e tradizioni spedendo gratuitamente ogni mese un libro illustrato. Questa è la sua storia.

Wquipoe medica di Save a child's heart con bambina africana

Cuori senza frontiere: in Zambia la medicina israeliana forma i medici locali

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Save a Child’s Heart è nata in Israele nel 1995. Da allora ha curato quasi 8.500 bambini provenienti da 75 Paesi nei quali l’accesso alla cardiochirurgia pediatrica è limitato o inesistente, e sviluppa programmi di formazione per medici e infermieri, soprattutto africani che tornano poi nei rispettivi Paesi per mettere a disposizione le competenze acquisite.

Don Carlo Banfi, da eroe dimenticato a “Giusto Tra le Nazioni”

Personaggi e Storie

di Paola Fargion
4 agosto 2026: mi arriva un’altra comunicazione da Yad Vashem in modo informale. Il Giudice Supremo ha appena firmato il riconoscimento di Don Carlo Banfi come Giusto Tra le Nazioni. Non posso divulgare la notizia se non per telefono perché prima deve essere ufficializzata da Yad Vashem tramite lettera di riconoscimento ai diretti interessati. Negli ultimi mesi ricevo quasi settimanalmente notizie di nuovi Giusti. E la cosa mi rallegra.

Francobolli tedeschi contro antisemitismo

Deutsche Post cambia idea: via libera al francobollo con la Stella di Davide

Mondo

di Nina Deutsch
La richiesta di una residente di Monaco era stata inizialmente respinta perché il simbolo e lo slogan contro l’antisemitismo erano stati considerati non conformi alle regole del servizio. La decisione aveva suscitato critiche da parte della comunità ebraica e di diversi esponenti politici.

Boy George nella bufera del boicottaggio per la canzone pro-Israele

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Da quando ha pubblicato la canzone We Will Dance Again il cantautore britannico è al centro di polemiche e boicottaggi. La piattaforma che vendeva il brano l’ha rimosso, mentre a causa delle polemiche ha rinunciato al ruolo che avrebbe dovuto interpretare in una rappresentazione a Londra del musical Jesus Christ Superstar.