di Redazione
Si è andati oltre le preoccupazioni per la sicurezza. Il 25 aprile milanese è stato un disastro parossistico. I fascisti rossi con le bandiere della Palestina e dell’Iran degli ayatollah hanno prevalso sulle forze dell’ordine, sui City Angels, sulla ragionevolezza di chi voleva comunque una manifestazione condivisa. Gli ebrei, la Sinistra per Israele, la Brigata ebraica, sono stati cacciati dal corteo. Una vergogna per le istituzioni, una violazione della Costituzione
Attualità e news
Fiano (PD): «Per molti oggi è inaccettabile che si possa essere antifascisti e sionisti insieme»
di Ilaria Myr
Dopo le contestazioni dei mesi scorsi a Venezia e poi a Bergamo, l’esponente del PD è stato oggetto di un attacco da parte di alcuni collettivi della zona di Albenga per la sua prevista partecipazione alle celebrazioni per il 25 aprile nella città ligure. Qui la sua reazione.
Diversi paesi europei si rifiutano di trasmettere l’Eurovision a causa di Israele
di Maia Principe
Irlanda, Spagna e Slovenia hanno deciso di non trasmettere l’evento sui propri canali nazionali. L’emittente pubblica slovena RTV Slovenia ha confermato la totale esclusione della trasmissione del concorso. Al suo posto, trasmetterà una serie intitolata “Voci di Palestina”, composta da documentari e film sui palestinesi.
Immigrazione e memoria della Shoah: l’America presenta due nuovi decreti per combattere l’antisemitismo
di Pietro Baragiola
Lunedì 20 aprile il deputato repubblicano Chip Roy ha presentato alla Camera il MAMDANI Act (Measures Against Marxism’s Dangerous Adherents and Noxious Islamists), un disegno di legge che punta ad ampliare i poteri del governo federale per negare l’ingresso a individui legati a ideologie considerate ostili, tra cui socialismo, comunismo e fondamentalismo islamico. Un provvedimento che rappresenta un attacco politico diretto al sindaco di New York, Zohran Mamdani.
Rachel Goldberg-Polin: tra il nuovo libro e le ultime interviste, il racconto straziante di una madre dopo la morte del figlio ucciso
di Marina Gersony
“When We See You Again”, uscito in questi giorni, è un viaggio devastante nella frattura irreparabile tra il “prima” e il “dopo” di Hersh Goldberg-Polin, il ventitreenne rapito durante l’attacco del 7 ottobre e ucciso in prigionia. Un memoir che trasforma il lutto in testimonianza universale, dando voce con misura e potenza a un dolore che non trova parole ma continua a cercarle. Tra le pagine emergono anche inattesi spiragli di luce: «un sussurro di sole», un’emozione intima che suggerisce come la speranza, pur cambiando forma, possa continuare a esistere.
Milano: contestazioni propal al Liceo Agnesi. La testimonianza di Alessandro Litta Modignani: “un dialogo mancato”
di Nathan Greppi
La discussione si è fatta ancora più accesa quando “ho detto che quello che è successo a Gaza non può assolutamente essere classificato come genocidio ai sensi della definizione datane dall’ONU e da Raphael Lemkin. Una ragazzina si è alzata e se n’è andata dicendo che facevo propaganda”. Quando è uscito dalla biblioteca, “ho trovato due grosse ali principalmente di studentesse che si sono messe a cantare in coro Bella Ciao. È chiaro che è stato un dialogo mancato, non c’è stato un vero dibattito se non con il piccolo gruppo che si è fermato”.
Domenica 26 aprile la Comunità commemora gli Alleati e la Resistenza al Milano War Cemetery
di R.I.
Per ribadire il legame indissolubile tra ebraismo italiano e liberazione, la Comunità organizzerà domenica 26 aprile, alle ore 10, presso il Milano War Cemetery (via Cascina Bellaria) una propria commemorazione. L’obiettivo è richiamare il ruolo imprescindibile degli Alleati e della Resistenza, ristabilendo una verità storica che troppo spesso le celebrazioni ufficiali tendono a porre in secondo piano.
La destra MAGA spinge Trump contro Israele. E ne erode il consenso fra gli elettori
di Davide Cucciati
Dentro il “trumpismo” convivono pulsioni che tirano in direzioni diverse, incarnate nelle figure di John Bolton e Marjorie Taylor Greene: culto della forza e diffidenza verso le alleanze, sostegno a Israele e rifiuto delle guerre combattute per altri, protezionismo economico e tattica improvvisata. E le tensioni sono esacerbate dalla guerra contro l’Iran. Un’analisi
Medio Oriente, tregua prolungata e diplomazia in movimento: nuovi spiragli tra Israele e Libano
di Anna Balestrieri
Il 23 aprile 2026 segna un nuovo sviluppo nel fragile equilibrio tra Israele e Libano: il cessate il fuoco è stato esteso di tre settimane, mentre si intensificano i tentativi diplomatici guidati dagli Stati Uniti per trasformare la tregua in un accordo più stabile. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente americano Donald Trump, meno di un’ora dopo l’inizio del secondo round di colloqui diretti alla Casa Bianca tra rappresentanti israeliani e libanesi.
Essere ebrei in Europa. Esperienze diverse, un destino comune
BRUXELLES- dalla nostra inviata Ilaria Myr
Molto interessanti sono stati, in particolare, le tavole rotonde a cui hanno partecipato diversi esponenti delle comunità ebraiche europee, che durante gli incontri hanno raccontato la vita degli ebrei nel loro Paese. In generale, nonostante le difficoltà vissute, è emersa la volontà di reagire e continuare a vivere con orgoglio e dignità il proprio ebraismo.
Il 25 aprile e gli ebrei. Intervista al Presidente della Comunità ebraica Walker Meghnagi
Ci stiamo abituando al fatto di poter partecipare, come ebrei, alla manifestazione solo con un triplo cordone di sicurezza, un “nuovo ghetto”. Ma che “Liberazione” è? Il CNL, Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia a Milano era presieduto da cinque personaggi, due dei quali erano ebrei: Emilio Sereni e Leo Valiani. Quindi lì è il nostro posto
Davide Romano (Brigata Ebraica): “Bloccato ancora il mio profilo Facebook mentre riceviamo minacce pubbliche”
di R.I.
Dopo avere già subito un blocco del profilo sulla piattaforma social (aveva pubblicato un documento originale sull’alleanza fra il Gran Muftì e Hitler), il direttore del Museo denuncia la sospensione dell’account social a pochi giorni dal 25 Aprile. E denuncia il clima di crescente intolleranza antiebraica.














