di Maia Principe
Il giocatore aveva sventolato una bandiera palestinese durante una parata su un autobus scoperto, suscitando la reazione negativa della numerosa tifoseria della squadra in Israele e del Ministro della Difesa Israel Katz. “Il momento in questione non intendeva veicolare alcun messaggio politico da parte dell’FC Barcelona. Inoltre, rinunciamo a qualsiasi messaggio diretto contro qualsiasi comunità, stato o nazione”, si legge nella nota.
Attualità e news
New York, Mamdani aumenta di nove volte il budget contro i crimini d’odio: 26 milioni nel nuovo bilancio
di Nina Deutsch
Il sindaco di New York City ha proposto un aumento di quasi nove volte dei fondi per la prevenzione dei crimini d’odio, portando il budget a 26 milioni di dollari nel bilancio da 124,7 miliardi. La misura arriva in un contesto di forte tensione in città, segnato da proteste anti-israeliane e scontri nei quartieri a maggioranza ebraica.
I partiti della coalizione di Netanyahu avviano l’iter per sciogliere la Knesset
di Anna Balestrieri
La crisi politica si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni tra Netanyahu e i partiti ultra-ortodossi della coalizione riguardo alla controversa legge sull’esenzione dal servizio militare per gli studenti delle yeshivot. Nei giorni precedenti, il leader spirituale del partito ultra-ortodosso Dov Lando aveva chiesto di procedere “il prima possibile” allo scioglimento della Knesset, dopo che Netanyahu aveva comunicato ai partner ultra-ortodossi che la legge non sarebbe stata approvata prima di eventuali elezioni.
La Spagna combatte i jihadisti in patria ma si distanzia dagli Usa sull’Iran
di Nina Prenda
Quando gli Stati Uniti avrebbero avuto bisogno delle basi militari in Spagna per sostenere operazioni aeree contro l’Iran, il governo di Pedro Sánchez ha rifiutato la richiesta. Ma paradossalmente la Spagna è anche uno dei Paesi europei più attivi nella lotta al terrorismo jihadista.
“Israele è solo l’inizio”: le parole del coordinatore europeo di Samidoun riaccendono le polemiche sui movimenti pro-palestinesi
di Anna Balestrieri
Nel filmato, Khatib parla apertamente della necessità di “decolonizzare” non solo Israele, ma anche Stati Uniti, Canada, Australia ed Europa, descrivendo l’Occidente come un sistema da smantellare “con ogni mezzo”. Dichiarazioni che hanno suscitato forti reazioni per il loro carattere apertamente rivoluzionario e per il riferimento implicito alla legittimazione della violenza politica.
Eurovision, Noam Bettan vola alto e conquista la finale tra tensioni e cori ostili. Le accuse di uso politico da parte di Israele
di Nina Deutsch
Serata ad alta tensione alla Wiener Stadthalle di Vienna. L’artista israeliano porta sul palco “Michelle”, brano interpretato in francese, inglese ed ebraico. «Ho sentito i fischi, ma anche il sostegno», racconta. La performance israeliana viene letta da alcuni osservatori non soltanto come evento culturale, ma anche come spazio di influenza internazionale.
Manifestanti antisionisti marciano attraverso il quartiere ebraico di New York, inneggiando all’Intifada
di Maia Principe
Lunedì 11 maggio, manifestanti antisionisti hanno sfilato in un quartiere ebraico di Brooklyn, inneggiando all’intifada e sventolando una bandiera di Hezbollah, nell’ultimo di una serie di proteste feroci nei quartieri ebraici di New York. Scoppiati scontri con contro-manifestanti del quartiere.
Unanimità alla Knesset: nasce il tribunale militare per i responsabili del 7 ottobre
di Nina Deutsch
Con 93 voti favorevoli e nessun contrario, il Parlamento israeliano approva una legge che istituisce un tribunale militare speciale per processare i presunti responsabili degli attacchi del 7 ottobre 2023. Il nuovo organismo avrà sede a Gerusalemme e sarà composto da giudici militari, con udienze pubbliche pensate anche come testimonianza nazionale di uno degli eventi più traumatici della storia recente di Israele.
In Libano parlare di pace con Israele non è più un tabù assoluto: i talk show rompono il silenzio
di Anna Balestrieri
“Chi cerca la pace non è un criminale. Il vero criminale è chi cerca la guerra” ha detto un altro giornalista in una trasmissione tv. La possibilità stessa di discutere pubblicamente di pace con Israele rappresenta una trasformazione significativa nel discorso pubblico libanese, accelerata soprattutto dopo il 7 ottobre e la nuova escalation regionale.
Urla mai sentite prima: il rapporto shock sulle violenze del 7 ottobre. «Si passavano le donne di mano in mano»
di Nina Deutsch
Un rapporto israeliano di 300 pagine, basato su oltre 430 testimonianze, accusa Hamas e altri gruppi terroristici di aver usato la violenza sessuale come arma deliberata durante il massacro del 7 ottobre. Stupri, torture, mutilazioni e abusi filmati e diffusi online per terrorizzare un intero popolo e l’intera società israeliana. Secondo il dossier, le violenze non furono episodi isolati, ma parte di una strategia pianificata e sistematica di terrore.
L’attivista arabo-israeliano Yoseph Haddad e l’ex vicesindaco di Gerusalemme preparano un nuovo partito per le prossime elezioni
di Nina Prenda
Un sondaggio del Midgam Institute mostra che un partito guidato da Haddad, forte difensore di Israele, potrebbe vincere quattro seggi della Knesset, guadagnando voti sia da elettori del Likud che dall’opposizione. Hassan-Nahoum è attiva nel sostenere Israele e i diritti delle donne nei media internazionali;
Noam Bettan all’Eurovision: «Canto per Israele, la musica unisce»
di Anna Balestrieri
In un’intervista a Libero, Bettan chiede di «parlare di musica, non di politica». Descrivendo il proprio approccio artistico, spiega di voler arrivare sul palco europeo «nella versione più vera» di sé stesso, «la più vulnerabile», nella convinzione che solo così sia possibile creare «una connessione sincera e profonda con chi ascolta». Qui come si vota.














