di Maia Principe
L’opera, già da settimane ampiamente virale sui social e al centro di un intenso dibattito online, è stata condivisa dal giornalista di Libération Jean Quatremer, alimentando la polemica sui social francesi e provocando un ampio confronto politico, accuse incrociate tra esponenti della sinistra francese e un comunicato ufficiale della redazione del quotidiano per prendere le distanze dal proprio storico corrispondente.
Attualità e news
Bambini vestiti come terroristi di Hamas e armi giocattolo: scuola pubblica di Madrid indagata
di Maia Principe
Un video girato durante una rappresentazione scolastica anti-israeliana, mostra bambini di 10 anni vestiti con uniformi in stile militare simili a quelle del gruppo terroristico palestinese con passamontagna e in mano fucili giocattolo, che intonano slogan come: “Con forza e coraggio, non ci arrenderemo”. Alcune delle ragazze con la kefiah palestinese dicono: “Dobbiamo svegliarci”, “Resistenza e libertà”, “Non vogliamo piangere un altro giorno” e “Alzate il velo, alzate la voce al vento, gridate libertà, non abbiate paura”.
UNIFIL accusata di passare informazioni sull’IDF a Hezbollah
di Nathan Greppi
Secondo i rappresentanti dell’esercito israeliano presenti alla sessione della commissione, le informazioni raccolte dalle truppe dell’ONU giungono direttamente nelle mani di Hezbollah, costituendo una seria minaccia per le truppe dell’IDF presenti in Libano. Negli ultimi mesi, funzionari delle forze di difesa israeliane hanno avvisato che l’UNIFIL stava operando contro l’IDF, agendo al di sopra della loro autorità.
Un appello contro l’esclusione di Keshet Italia dal Roma Pride
di Nathan Greppi
“Chiediamo al Sindaco di Roma Capitale, quale rappresentante della città e delle istituzioni che sostengono e patrocinano il Roma Pride, un confronto con gli organizzatori della manifestazione – si legge nell’ìappello al sindaco Gualtieri – affinché siano individuate soluzioni che garantiscano a Keshet Italia una piena partecipazione al Roma Pride 2026 in condizioni di sicurezza e uguaglianza. Siamo convinti che Roma debba continuare a essere una città aperta, democratica e capace di dare spazio a tutte le sue componenti”.
Salerno: festival esclude Erri De Luca per le frasi su Israele e Gaza
di Nathan Greppi
“La prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza”, ha dichiarato il direttore artistico del festival, Gennaro Carillo. Ha aggiunto che “abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c’è nessuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare”. Lo scrittore napoletano ha ribattuto: “Non sono stato escluso dal Festival di Salerno, è il Festival che si è escluso da me”.
La Francia limita la partecipazione di Israele all’Eurosatory 2026: in risposta, il Paese si ritira dall’evento
di Pietro Baragiola
Secondo quanto dichiarato da Gerusalemme, le autorità francesi avrebbero vietato la partecipazione dei rappresentanti governativi israeliani, impedito l’allestimento di un padiglione nazionale e imposto limitazioni alle aziende dello Stato ebraico, che potranno esporre solamente i sistemi difensivi e nessuno di quelli offensivi.
Il massacro degli ebrei iracheni. A 85 anni di distanza un anziano ricorda il Pogrom del “Farhud”
di Roberto Zadik
Il massacro degli ebrei iracheni. A 85 anni di distanza la testimonianza di un anziano che racconta la persecuzione di Al Diwanyia del maggio 1941. Dopo due giorni scoppiò il Pogrom del “Farhud”.
Germania: donna obbligata a togliere il Magen David per entrare in un tirbunale (dove si giudicava un comportamento antisemita)
di Maia Principe
In quell’aula di tribunale, il sessantenne Hans-Velten Reisch era sotto processo per incitamento all’odio, dopo aver appeso l’anno scorso nel suo negozio un cartello antisemita con la scritta: “Agli ebrei non è permesso entrare in questo posto!!!” “Niente di personale, nessun antisemitismo. Semplicemente non vi sopporto”, recitava il cartello.
Diffidenza e convenienza: il gigante asiatico, lo Stato ebraico e il prezzo del pragmatismo
di Davide Cucciati
Da un lato, un rapporto economico molto stretto, in cui Israele è sempre più dipendente dalla Cina. Dall’altro, una strategia geopolitica cinese sempre più lontana da quella israeliana e sempre più vicina all’Iran, a cui fornirebbe sostegno nella ricostruzione dell’apparato militare. In mezzo, un rapporto fatto di sospetto e sfiducia reciproca, che evita però scontri frontali
Trump frena Netanyahu su Beirut: tregua fragile tra Israele e Hezbollah mentre cresce la tensione tra Iran e Stati Uniti
di Anna Balestrieri
La nuova tregua tra Israele e Hezbollah nasce nel pieno di uno scontro politico senza precedenti tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Secondo ricostruzioni pubblicate da Axios e rilanciate dai media israeliani, il presidente americano avrebbe telefonato al premier israeliano per fermare un’imminente offensiva contro Beirut, accusandolo di rischiare un’escalation regionale incontrollabile.
British Museum, rinviata una conferenza sull’antico Israele per timori di proteste organizzate
di Davide Cucciati
L’incontro, intitolato “The Ancient History of Israel and Judah”, avrebbe dovuto essere tenuto da Paul Collins, responsabile del Department of the Middle East del museo. L’istituzione ha spiegato che la decisione è stata presa per ragioni di sicurezza, ma che la conferenza verrà riprogrammata “all’inizio del prossimo mese”. Il museo ha inoltre annunciato che, vista la forte richiesta prevista, l’evento sarà trasmesso anche in livestream per renderlo accessibile a un pubblico più ampio.
Quei cittadini iraniani addestrati dal Mossad
di Nathan Greppi
Durante la guerra tra Israele e l’Iran del giugno 2025, agenti del Mossad avrebbero operato sul territorio iraniano per facilitare a Israele l’operazione. Ma secondo recenti inchieste mediatiche, gli agenti coinvolti non erano israeliani entrati nel paese, bensì cittadini iraniani addestrati di nascosto in Israele, i quali una volta tornati in Iran hanno ripreso le loro routine quotidiane in attesa che gli venisse affidata la loro missione.














