di Malka Letwin
Bucarest investirà oltre due miliardi di euro per rafforzare la protezione contro droni, missili e altre minacce aeree. Per l’industria della difesa israeliana si tratta di uno dei contratti più importanti di sempre.
di Malka Letwin
Bucarest investirà oltre due miliardi di euro per rafforzare la protezione contro droni, missili e altre minacce aeree. Per l’industria della difesa israeliana si tratta di uno dei contratti più importanti di sempre.
di Maia Principe
Ispirata agli Accordi di Abramo, una serie di accordi storici di normalizzazione mediati dagli Stati Uniti tra Israele e diversi paesi arabi, la nuova iniziativa mira a rafforzare la cooperazione politica, economica e culturale tra lo Stato ebraico e i governi latinoamericani. L’iniziativa cercherà inoltre di incoraggiare i paesi partner a trasferire le proprie ambasciate a Gerusalemme, a designare formalmente Hamas e Hezbollah come organizzazioni terroristiche e a modificare le consolidate modalità di voto su Israele alle Nazioni Unite.
di Maia Principe
All’interno del Gruppo Lufthansa, la ripresa dei voli sta avvenendo in modo graduale. Austrian Airlines ha già ripristinato i voli per Israele a partire dal 2 giugno. Eurowings dovrebbe riprendere i voli per Tel Aviv entro metà luglio, mentre SWISS prevede di rilanciare un servizio giornaliero tra Zurigo e Tel Aviv a partire dal 1° agosto. Anche Brussels Airlines fa parte del gruppo e partecipa a questa graduale ripresa dei servizi.
di Paolo Salom
[Voci dal lontano Occidente] L’antisemitismo è un fenomeno che non ha nulla a che vedere con quanto gli ebrei (o Israele) fanno o non fanno. L’antisemitismo esiste perché è parte della cultura dominante in Occidente (di matrice cristiana) e in Medio Oriente (di matrice islamica).
di Malka Letwin
Il rapper palestinese aveva ringraziato dal palco i «fratelli marocchini» per le aggressioni ai tifosi del Maccabi Tel Aviv ad Amsterdam, episodi definiti da molti come una «caccia agli ebrei».
di Maia Principe
Il gruppo anarchico di sinistra Rouvikonas ha organizzato quelle che ha definito “pattuglie antisioniste” per le strade di Salonicco, la seconda città più grande della Grecia, per contrastare una crescente “infiltrazione israeliana e sionista” in città. Il tutto a quasi 95 anni di distanza dai primi attacchi con squadre d’assalto contro la popolazione ebraica.
di Maia Principe
L’Iraq ospita diverse potenti fazioni armate sostenute dall’Iran, che hanno visto crescere la propria influenza nel corso degli anni. Molti di questi gruppi sono emersi in seguito all’invasione dell’Iraq guidata dagli Stati Uniti nel 2003 e hanno acquisito ulteriore potere durante la lotta contro lo Stato Islamico dal 2014. Durante la guerra in Medio Oriente, sono intervenuti a sostegno di Teheran, prendendo di mira installazioni statunitensi in Iraq più di 600 volte.
di Malka Letwin
L’avvocato israeliano Arsen Ostrovsky racconta le molestie e le campagne diffamatorie subite sui social dopo essere sopravvissuto all’attentato. Le immagini della sua ferita, diffuse poche ore dopo i fatti, sono state manipolate per alimentare teorie del complotto e contenuti antisemiti.
di Nina Prenda
I dati evidenziano una netta polarizzazione. Tra gli elettori haredi, il 97% ha votato per i partiti che hanno poi formato la coalizione di governo. La quota scende all’80% tra i religiosi nazionali e al 66,5% tra gli elettori tradizionali. Sul fronte opposto, il 74% degli israeliani laici ha scelto formazioni riconducibili all’opposizione.
di Nina Deutsch
Alice Edwards accusa alcuni colleghi del sistema delle Nazioni Unite di aver tentato di bloccare una comunicazione sulle violenze attribuite ad Hamas e ad altri gruppi armati provenienti dalla Striscia di Gaza. «Sono stata intimidita per settimane», ha dichiarato. Il caso riaccende il dibattito sulle divisioni interne all’Onu nella gestione delle accuse contro Israele e Hamas.
di Nina Prenda
Secondo Yossi Karadi, direttore generale della Direzione nazionale israeliana per la cybersicurezza (INCD), nel giugno 2025, durante le operazioni militari israeliane contro l’Iran, le autorità israeliane hanno registrato circa 1.600 incidenti informatici ostili. Nello stesso mese del 2026 gli episodi sarebbero saliti a circa 4.800, quasi il triplo.
di Nina Deutsch
Il diplomatico Akiva Tor, ex ambasciatore israeliano in Corea del Sud e responsabile del progetto dell’INSS dedicato al recupero dell’immagine internazionale di Israele, lancia l’allarme: la perdita di consenso internazionale non è più soltanto una questione di comunicazione, ma un problema che riguarda direttamente la sicurezza nazionale. Tra le proposte indicate, la creazione di fondi per la cooperazione tra università israeliane e occidentali e una campagna internazionale per affrontare le accuse rivolte a Israele nei tribunali internazionali.