di Pietro Baragiola
Quasi 700 bandiere israeliane cucite insieme con del filo dorato per creare un enorme arazzo di 180 metri quadrati. È questo il cuore di The Flag of Flags, il progetto dell’artista israeliana Tal Tenne Czaczkes, ideato come risposta personale e collettiva alla crescente frammentazione del Paese.
Attualità e news
“Put***a sionista”: Helen Mirren insultata a Londra da un attivista pro-Pal. Il marito interviene e lo allontana
di Nina Deutsch
La grande attrice britannica è stata insultata per strada a Londra da un attivista pro-Palestina che l’ha accusata per le sue posizioni considerate vicine a Israele. Nel video, diventato virale sui social, il marito Taylor Hackford interviene per allontanare l’uomo.
Lo Yad Vashem apirà a Monaco di Baviera il suo primo centro fuori da Israele
di Maia Principe
Il progetto, promosso dall’istituzione israeliana per la memoria dell’Olocausto con il sostegno del governo tedesco, sorgerà a Karolinenplatz, nel centro di Monaco, e dovrebbe essere inaugurato entro i prossimi tre anni. L’iniziativa rappresenta un passo storico per Yad Vashem, con sede a Gerusalemme, che fino ad ora aveva sviluppato programmi educativi internazionali ma non disponeva di una sede fisica permanente al di fuori di Israele. (Immagine generata dall’intelligenza artificiale del centro di educazione sull’Olocausto Yad Vashem a Monaco di Baviera, con visitatori che esplorano le mostre)
Il centro di educazione sull’Olocausto di Yad Vashem avrà la sua prima sede permanente fuori da Israele, a Monaco di Baviera, in Germania, nell’ambito di un’iniziativa volta a rafforzare l’insegnamento sulla Shoah, combattere l’antisemitismo e contrastare la crescente distorsione storica in Europa. Lo riporta il sito Aurora Israel.
Il progetto, promosso dall’istituzione israeliana per la memoria dell’Olocausto con il sostegno del governo tedesco, sorgerà a Karolinenplatz, nel centro di Monaco, e dovrebbe essere inaugurato entro i prossimi tre anni. L’iniziativa rappresenta un passo storico per Yad Vashem, con sede a Gerusalemme, che fino ad ora aveva sviluppato programmi educativi internazionali ma non disponeva di una sede fisica permanente al di fuori di Israele.
Secondo l’istituzione, Monaco è stata selezionata dopo un’ampia analisi nazionale che ha valutato le infrastrutture educative, l’accessibilità regionale e l’importanza storica. La città occupa un posto centrale nella storia tedesca in quanto luogo di nascita del Partito Nazista, il che rende la scelta una decisione simbolica e formativa.
L’annuncio giunge in un contesto di crescente preoccupazione per l’aumento degli episodi di antisemitismo, dei discorsi negazionisti sull’Olocausto e delle distorsioni storiche in diversi paesi europei, soprattutto in concomitanza con la scomparsa di intere generazioni di sopravvissuti diretti all’Olocausto.
- Leggi anche: Germania: antisemitismo mai così alto dalla Shoah
Combattere l’antisemitismo
Il centro di educazione sull’Olocausto Yad Vashem si propone di ampliare la diffusione della conoscenza del genocidio nazista oltre i confini della Germania e di rivolgersi anche a studenti, insegnanti e organizzazioni dei paesi limitrofi.
La proposta è stata formalmente presentata nel 2023 durante un incontro tra il presidente di Yad Vashem, Dani Dayan, e l’allora cancelliere tedesco Olaf Scholz. Da allora, il progetto ha ricevuto il sostegno istituzionale delle autorità federali tedesche e dell’attuale cancelliere Friedrich Merz, nonché dei governi regionali interessati a rafforzare le politiche educative relative alla memoria storica.
Secondo un’analisi di Reuters , l’obiettivo principale sarà quello di sviluppare contenuti educativi basati su prove storiche, ricerche accademiche e strumenti didattici contemporanei per educare le nuove generazioni sulle conseguenze dell’antisemitismo, del totalitarismo e dell’estremismo.
La memoria dell’Olocausto in tempi senza sopravvissuti
I progressi del centro di educazione sull’Olocausto di Yad Vashem riflettono anche un profondo cambiamento nel modo in cui viene preservata la memoria storica. Per decenni, l’educazione sulla Shoah è stata strettamente legata alla testimonianza diretta dei sopravvissuti che condividevano le loro esperienze in scuole, università ed eventi pubblici.
Tuttavia, il trascorrere del tempo ha ridotto significativamente tale possibilità e pone nuove sfide pedagogiche. Per Yad Vashem, la progressiva scomparsa dei testimoni diretti rende necessaria la creazione di strumenti didattici capaci di trasmettere la memoria storica con rigore documentario e rilevanza contemporanea.
Dani Dayan, presidente dell’istituzione, ha avvertito che il mondo sta attraversando un momento particolarmente delicato, in cui stanno riemergendo discorsi antisemiti e forme di relativizzazione del genocidio nazista.
“L’educazione sull’Olocausto basata sui fatti storici è oggi più importante che mai”, ha affermato Dayan presentando il progetto, mettendo in guardia contro la crescita del negazionismo, della distorsione dei fatti e dell’antisemitismo in vari spazi pubblici e digitali.
Il nuovo centro in Germania si propone non solo di preservare la memoria del passato, ma anche di stabilire collegamenti con le sfide attuali legate all’odio, alla discriminazione e alla radicalizzazione politica.
Con sede a Monaco di Baviera, Yad Vashem si propone di trasformare uno dei luoghi più simbolici dell’ascesa del nazismo in uno spazio dedicato all’apprendimento, alla riflessione e alla prevenzione, rafforzando l’insegnamento della Shoah per le future generazioni europee.
Israele-Hezbollah, nuove escalation tra raid, droni e tensioni con l’Iran: il fronte nord torna a infiammarsi
“Così Hezbollah si finanzia nel mondo”: Emanuele Ottolenghi svela le reti economiche del terrorismo al Teatro Franco Parenti
di Pietro Baragiola
“Il terrorismo contemporaneo sopravvive attraverso complesse economie criminali transnazionali capaci di generare flussi di denaro continui e di nasconderli dietro altre operazioni”, sostiene l’esperto. In America Latina collabora con i cartelli della droga, ma ricorre anche al commercio illecito di reperti archeologici ed è coinvolta in reti criminali globali responsabili di traffico di umani, diamanti, opere d’arte e organi.
ONU, Israele inserita nella lista nera dei responsabili di violenze sessuali nei conflitti, accanto a Hamas e ISIS
di Nina Prenda
Il Servizio carcerario israeliano entrerà formalmente nella blacklist ONU nel 2026, mentre altre autorità israeliane sono state incluse in un meccanismo di monitoraggio preliminare per una possibile futura designazione. Dopo l’inclusione di Hamas nell’agosto 2025 sarebbe aumentata la pressione diplomatica sul segretario generale delle Nazioni Unite affinché anche Israele venisse inserita nella lista. E Israele cancella le relazioni con l’Ufficio di Guterres.
Scrivere per non impazzire: il diario segreto di Maxim Herkin nei tunnel di Gaza
di Nina Deutsch
Per oltre due anni ha vissuto nel buio dei tunnel di Gaza, ostaggio di Hamas dopo il massacro del 7 ottobre. Per non cedere alla paura e alla follia, Maxim Herkin scriveva di nascosto un diario clandestino, trasformato oggi in un libro-testimonianza sconvolgente. Un racconto di sopravvivenza, memoria e resistenza umana che richiama le grandi pagine dei diari nati nell’orrore della persecuzione e della prigionia.
Germania: antisemitismo mai così alto dalla Shoah
di Nina Prenda
A Berlino, nel 2025, sono stati documentati 2.197 episodi antiebraici, secondo il rapporto pubblicato dall’Associazione federale tedesca dei centri di ricerca e informazione sull’antisemitismo (RIAS). Il contesto descritto è quello di un ambiente sempre più ostile per ebrei e israeliani nello spazio pubblico, caratterizzato da intimidazioni, aggressioni e forme diffuse di pressione sociale.
Negli USA, tre quarti dei democratici si oppongono agli aiuti a Israele
di Nina Prenda
L’indagine, condotta dal New York Times in collaborazione con il Siena Research Institute, rileva che il 74% degli elettori democratici si oppone alla prosecuzione degli aiuti economici e militari a Israele, mentre solo il 20% si dichiara favorevole al mantenimento del sostegno. Sul piano delle simpatie nel conflitto, il sondaggio indica che il 60% degli intervistati esprime una maggiore vicinanza alla causa palestinese, a fronte del 15% che si dichiara più vicino a Israele.
L’ONU verso la svolta storica? Rebeca Grynspan tra diplomazia, identità nella corsa al Palazzo di Vetro
di Anna Balestrieri
Per molti osservatori internazionali, Grynspan rappresenta il profilo ideale per guidare l’ONU in una fase segnata da guerre, crisi economiche e crescente sfiducia nel multilateralismo. Se eletta, diventerebbe contemporaneamente la prima donna e la prima ebrea della storia a ricoprire l’incarico di segretario generale delle Nazioni Unite.
Corruzione e conflitti di interessi per 13 relatori speciali Onu: lo rivela l’ultimo report di Un Watch
di Maia Principe
Il rapporto traccia il profilo di 13 relatori speciali del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, che rappresentano oltre un quinto dei 59 mandati tematici o specifici per paese incaricati di redigere rapporti sui diritti umani, e rileva un modello di pregiudizi ideologici, conflitti di interesse finanziari e comportamenti che porrebbero fine alla carriera in qualsiasi altra istituzione. Eppure nessuno di loro è stato rimosso; tutti mantengono la propria posizione all’interno delle Nazioni Unite.
Gaza: Israele uccide il capo militare di Hamas Mohammed Odeh
di Maia Principe
“Odeh ha ricoperto il ruolo di capo dell’ala militare di Hamas nelle ultime due settimane, dopo l’eliminazione di Izz al-Din al-Haddad – si legge in una nota dell’IDF e dell’ISA (Servizio di Intelligence Islamica) -. Negli ultimi anni, Odeh ha ricoperto il ruolo di capo del quartier generale dell’intelligence di Hamas. In tale veste, era responsabile della pianificazione e del coordinamento delle infiltrazioni e degli attacchi terroristici di Hamas durante il massacro del 7 ottobre”.













