Attualità e news

Da sinistra Beniamin Nethanyahu e Gadi Eisenkot

Israele, elezioni: con il 100% dei voti scrutinati Netanyahu resta avanti, ma senza maggioranza

Israele

di Anna Balestrieri
Il blocco vicino a Benjamin Netanyahu è accreditato di 53 seggi, contro i 48 dell’opposizione e i 19 dei partiti arabi. Intanto Avigdor Liberman starebbe prendendo le distanze dagli altri leader dell’opposizione e rilanciando l’ipotesi di un governo di unità nazionale. Ma il conteggio è ancora in corso, e la distribuzione dei seggi può ancora cambiare.

Dal dolore alla ricostruzione: viaggio nel sud ferito, che guarda avanti

Israele

TEL AVIV, dalla nostra inviata Ilaria Myr
Durante la missione 2026 in Israele organizzata dal Keren Hayesod Italia, i partecipanti hanno visitato il sito del festival Nova, accompagnati da chi si è subito recato sul luogo del massacro, e altri luoghi in cui la vita è ricominciata, nonostante la sofferenza. Come gli anemoni rossi, che ogni anno, fra febbraio e marzo, fioriscono spontaneamente nell’arsura del deserto del Negev.

Serbia: aggressione all’Ambasciata israeliana di Belgrado. Ucciso l’assalitore

Mondo

di Maia Principe
Il ministro degli Interni serbo Ivica Dacic ha dichiarato che si ritiene che l’aggressore sia un minorenne la cui identità non è stata ancora accertata. Secondo Dacic, l’aggressore ha gridato “Allah Akbar” prima di avventarsi contro l’agente con due coltelli. L’agente ha risposto al fuoco, uccidendo l’aggressore, e ha riportato lievi ferite durante lo scontro.

Bandiera hezbollah

Hezbollah punta a espandere il proprio potere in America Latina, reclutando criminali

Mondo

di Maia Principe
Secondo un nuovo rapporto del Washington Institute for Near East Policy,
Hezbollah, sta cercando di reclutare criminali condannati, soprattutto in Brasile, sfruttando le loro difficoltà economiche e il risentimento nei confronti del sistema giudiziario. Individui senza legami con l’organizzazione terroristica vengono reclutati in Brasile, inviati in Libano per l’addestramento e, al ritorno, incaricati di sorvegliare sinagoghe, missioni diplomatiche israeliane e figure di spicco della comunità ebraica.

Israele, Iran, Usa e Italia: un’analisi del contesto geopolitico attuale

Mondo

TEL AVIV – dalla nostra inviata Ilaria Myr
Il futuro della guerra in Iran, i rapporti fra Israele e Usa. Ma anche il ruolo degli altri attori del Medio Oriente e le imminenti elezioni politiche in Israele. Di questo hanno parlato, Tamir Hayman, Direttore Esecutivo dell’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale (INSS), e l’Ambasciatore italiano in Israele Luca Ferrari l’11 ottobre scorso durante la prima cena della missione in Israele del Keren Hayesod.

il premier spagnolo Pedro Sanchez

Sánchez, il fronte europeo e la pressione su Israele

Mondo

di Anna Balestrieri
Pedro Sánchez punta a trasformare la frattura con Israele in una linea di politica estera e in un terreno sul quale contendere all’asse franco-tedesco la definizione della postura europea in Medio Oriente. La sua strategia combina riconoscimento della Palestina, pressione economica, iniziative giudiziarie internazionali e mobilitazione diplomatica. Non è soltanto una condanna della guerra di Gaza: è il tentativo di tradurre una posizione politica in strumenti capaci di restringere i margini d’azione israeliani e di costruire attorno a Madrid un fronte internazionale.

Gideon Saar con Baron Waqa

Israele nuovo partner del Forum delle Isole del Pacifico

Mondo

di Nina Prenda
Prima dell’ammissione di Israele, il Forum contava 21 partner di dialogo, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Unione europea. Si tratta di Paesi e organizzazioni esterni alla regione del Pacifico blu che intrattengono rapporti significativi con le isole e contribuiscono alle iniziative e alle discussioni sulla sicurezza e sullo sviluppo regionale, secondo quanto riportato sul sito ufficiale del PIF.

Dopo le stragi in Siria, sempre più drusi del Golan scelgono la cittadinanza israeliana

Mondo

di Davide Cucciati
Il fenomeno è documentato dai dati del ministero dell’Interno israeliano: nel 2025, nei quattro principali centri drusi del Golan, sono state registrate 3.750 richieste di naturalizzazione, contro le 570 dell’anno precedente. Nella sola Buq’ata il numero è passato da 107 a 1.194, oltre dieci volte tanto. Una crescita che permette di misurare quanto rapidamente stia cambiando il rapporto della popolazione locale con lo Stato israeliano.