Attualità e news

Giovanbattista Brunori, Incoronata Boccia, Antonino Monteleone

Tre giornalisti Rai nel mirino di un sindacato. Meghnagi (CEM): “Un attacco che ricorda tempi bui”

Italia

di Redazione
Il direttore dell’Ufficio Stampa Rai, Incoronata Boccia, il corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, e il conduttore di Filorosso, Antonino Monteleone, sono stati, infatti, messi all’indice dall’Usb che, in un post pubblicato su Instagram, li ha utilizzati come richiami per una raccolta firme contro quella che viene definita “propaganda dell’occupazione”.

Harold Grinspoon

L’uomo che ha trasformato le favole della buonanotte in un progetto per cambiare il futuro di centinaia di migliaia di bambini

Personaggi e Storie

di Marina Gersony
Harold Grinspoon a 97 anni continua a reinventarsi: dopo essere diventato imprenditore, filantropo e promotore della lettura, oggi sorprende anche come scultore. Nel 2005 è nata PJ Library, un’iniziativa mirata di offrire ai genitori un’occasione per condividere con i propri figli racconti, valori, festività e tradizioni spedendo gratuitamente ogni mese un libro illustrato. Questa è la sua storia.

Wquipoe medica di Save a child's heart con bambina africana

Cuori senza frontiere: in Zambia la medicina israeliana forma i medici locali

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Save a Child’s Heart è nata in Israele nel 1995. Da allora ha curato quasi 8.500 bambini provenienti da 75 Paesi nei quali l’accesso alla cardiochirurgia pediatrica è limitato o inesistente, e sviluppa programmi di formazione per medici e infermieri, soprattutto africani che tornano poi nei rispettivi Paesi per mettere a disposizione le competenze acquisite.

Don Carlo Banfi, da eroe dimenticato a “Giusto Tra le Nazioni”

Personaggi e Storie

di Paola Fargion
4 agosto 2026: mi arriva un’altra comunicazione da Yad Vashem in modo informale. Il Giudice Supremo ha appena firmato il riconoscimento di Don Carlo Banfi come Giusto Tra le Nazioni. Non posso divulgare la notizia se non per telefono perché prima deve essere ufficializzata da Yad Vashem tramite lettera di riconoscimento ai diretti interessati. Negli ultimi mesi ricevo quasi settimanalmente notizie di nuovi Giusti. E la cosa mi rallegra.

Francobolli tedeschi contro antisemitismo

Deutsche Post cambia idea: via libera al francobollo con la Stella di Davide

Mondo

di Nina Deutsch
La richiesta di una residente di Monaco era stata inizialmente respinta perché il simbolo e lo slogan contro l’antisemitismo erano stati considerati non conformi alle regole del servizio. La decisione aveva suscitato critiche da parte della comunità ebraica e di diversi esponenti politici.

Boy George nella bufera del boicottaggio per la canzone pro-Israele

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Da quando ha pubblicato la canzone We Will Dance Again il cantautore britannico è al centro di polemiche e boicottaggi. La piattaforma che vendeva il brano l’ha rimosso, mentre a causa delle polemiche ha rinunciato al ruolo che avrebbe dovuto interpretare in una rappresentazione a Londra del musical Jesus Christ Superstar.

Attivisti propal attaccano un'immagine di una madre e un bambino palestinesi su un dipinto di Picasso

“Hanno incollato un’immagine di Gaza su un Picasso”: il Tribunale Britannico condanna due attivisti propal

Mondo

di Pietro Baragiola

L’atto vandalico non ha causato danni al dipinto di Picasso, ma ha impattato sulla sala espositiva, dove la vernice ha danneggiato parte del museo, rendendo necessaria la sostituzione di alcune parti dell’allestimento. Per questo la giuria ha ritenuto che i danni provocati all’interno della National Gallery fossero sufficienti a configurare il reato di danneggiamento.

 

Martedì 28 luglio la giuria della Southwark Crown Court di Londra ha ufficialmente condannato i due attivisti del movimento filopalestinese Youth Demand per la protesta inscenata nell’ottobre 2024 alla National Gallery, durante la quale hanno vandalizzato la sala del dipinto “Maternità” di Pablo Picasso.

I due imputati, Jai Halai, 25 anni, dipendente del Servizio sanitario nazionale britannico (NHS), e Monday-Malachi Rosenfeld, 23 anni, studente di Scienze politiche, hanno inizialmente negato ogni responsabilità. Dopo oltre nove ore di deliberazione, la giuria li ha però riconosciuti colpevoli di danneggiamento e il giudice David Tomlinson ha disposto la loro liberazione su cauzione in attesa della sentenza, prevista per settembre.

Il vandalismo alla National Gallery

Pablo Picasso, Maternità

L’episodio risale al 9 ottobre 2024, quando i due attivisti sono entrati nella National Gallery di Londra ed hanno incollato sul vetro di protezione del dipinto una foto raffigurante una madre di Gaza mentre teneva in braccio il figlio sanguinante.

Halai e Rosenfeld hanno poi versato vernice rossa sul pavimento davanti all’opera, scandendo lo slogan “Free, free Palestine” e chiedendo al governo britannico di introdurre un embargo totale sul commercio d’armi con Israele.

Gli addetti alla sicurezza della National Gallery sono intervenuti immediatamente, bloccando gli attivisti e trattenendoli fino all’arrivo della polizia, che ha proceduto al loro arresto.

Il video della protesta però era già diventato virale sui social del gruppo Youth Demand che ne ha rivendicato il gesto ed ha identificato i due responsabili come “eroi della causa”.

I danni alla sala

Durante il processo è emerso che, nonostante l’irruenza dei vandali, il dipinto di Picasso non ha riportato alcun danno grazie al vetro protettivo che lo ricopriva. Diversa, però, è la situazione per la sala espositiva, dove la vernice ha danneggiato parte del museo.

“La vernice ha raggiunto lo zoccolo in marmo, le colonnine e le corde di delimitazione, infiltrandosi anche in alcune prese elettriche” ha riferito in aula il responsabile della sicurezza e delle strutture della National Gallery, Michael Willie. “Le macchie, penetrate nelle venature del marmo e nelle giunture, hanno reso necessaria la sostituzione di alcune parti dell’allestimento”.

Il processo è stato seguito con attenzione nel Regno Unito, dove negli ultimi anni diversi gruppi di protesta hanno preso di mira musei e opere d’arte per richiamare l’attenzione su temi politici e ambientali. In questo caso, la giuria ha ritenuto che i danni provocati all’interno della National Gallery fossero sufficienti a configurare il reato di danneggiamento, pur in assenza di conseguenze dirette per l’opera di Picasso.