Esistono ancora i miracoli?

di Daniele Cohenca

Esistono ancora i miracoli? Spesso ci si chiede per quale motivo i nostri antenati furono testimoni di miracoli di diversa portata, che furono peraltro visibili a chiunque, non trattandosi sempre di rivelazioni individuali, mentre ai giorni non ci è data questa possibilità.

La risposta è che i  miracoli si verificano anche ai giorni nostri, ma i nostri occhi e tutti i nostri sensi oramai sono talmente degradati da non essere purtroppo in grado di percepirli. Il sole che nasce, uno splendido tramonto, un matrimonio, la gestazione e la nascita di un bambino… Sono miracoli quotidiani che però non siamo in grado di vivere come tali. Poi ci sono i miracoli quelli con la M maiuscola, come quello di Hanukah ad esempio; ma la sopravvivenza di Israele dal 1948 ad oggi non è forse un miracolo di pari portata? Circondati da ogni tipo di nemici, Israele è lì che ci aspetta ogni giorno e non ci rendiamo conto di quale miracolo sia.
La parashà della settimana ci narra dei sogni del faraone e della relativa interpretazione da parte di Yosèf, che poi si rivela assolutamente precisa, nella determinazione dei sette anni di abbondanza e dei sette successivi di carestia. La Torà ci propone in questa sede due tipi di miracoli: da un lato è abbastanza normale che ci siano periodi di abbondanza e di carestia; forse non è normale che un faraone abbia un sogno premonitore e che un prigioniero ebreo sia in grado di interpretarlo correttamente. Forse non è normale che il sole nasca tutte le mattine o che uno Stato la cui superficie corrisponde circa a quella della sola Lombardia, sopravviva a tante guerre.

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