Cosa caratterizza l’essere Ebreo

Uno degli elementi che caratterizza l’essere Ebreo è che indipendentemente da chi tu sia, qualsiasi cosa tu faccia, qualche tuo antenato l’ha già fatto…

–          Essere gettati in una fornace di fuoco (ed uscirne vivi)

–          Avere la moglie rapita due volte

–          Allevare bestiame

–          Combattere una guerra (senza interesse e con poche forze)

–          Salvare la vita del nipote

–          Pregare per avere dei figli…… ed averne uno ribelle

–          Fare fortuna e doverla dare ad altri

–          Viaggiare per il globo

–          Stare a casa per 60 anni

–          Scavare un pozzo

–          Coltivare la terra

–          Studiare metà della vita in una Yeshivà

–          Diventare esule

–          Innamorarsi

–          Essere turlupinato

–          Lavorare duramente

–          Scappare dal suocero

–          Essere vittima di assalti sessuali

–          Vendicarsi

–          Vendere un fratello come schiavo

–          Essere gettato in prigione

–          Sopravvivere a una pesante carestia

–          Gestire un impero

Dice Rabbi Moshè ben Nachman: “maasè avot siman le banìm: tutto ciò che accade ai Patriarchi è un segno per i loro figli”.
Ecco perché la Torah elabora il resoconto dei loro spostamenti, delle loro vicende familiari e private, il loro scavare pozzi profondi o pascolare greggi. Queste azioni apparentemente comuni sono tutte istruzioni per il futuro: da ciò che accade ad uno dei Patriarchi, si può evincere quale sarà per certi aspetti il destino dei suoi discendenti. Per alcuni, questo può essere molto frustrante. Avendo degli antenati della portata di Abramo, Isacco e Giacobbe, come potremo mai noi fare qualcosa di originale? Portiamo un esempio per capire meglio: prendiamo la differenza tra uno studioso della Torah e uno studioso accademico.

Immaginiamo un studioso accademico che lavora per anni su una tesi od un progetto, solo per scoprire che gli argomenti e le stesse prove da lui portate, sono già stati portati anni prima da un altro studioso. Sarebbe una catastrofe! Per lo studioso della Torah, invece, ciò rappresenterebbe l’apice della sua “carriera” e la convalida della sua legittimità di Maestro. È bello essere originali. È una benedizione essere creativi. Ma originalità e creatività non significano fare qualcosa che non sia stato fatto prima.
Significa pensare a ricreare 4000 anni di matrimoni ebraici nel vostro matrimonio, ed aggiungere a ciò il tuo speciale “qualcosa” .
Vuol dire crescere tuo figlio con tutta la saggezza e l’esperienza di 100 generazioni di genitori ed educatori ebrei; vuol dire dare del tuo con la generosità di migliaia di filantropi che ti hanno preceduto e poi creare il tuo proprio modo di dare zedakà: vuol dire affrontare avversità ed avversari con il coraggio e l’integrità di generazioni di martiri ed eroi di ogni era e continente e poi raggiungere la tua vittoria personale.
Quando iniziamo la nostra avventura, abbiamo una scelta. Possiamo ignorare le indicazioni e gli insegnamenti di chi ci ha preceduto e finire quindi per fare esattamente quello che qualcun altro sventurato avventuriero ha già fatto una volta da qualche parte, con la sola nostra “originalità” di non averne mai sentito parlare, Oppure possiamo seguire le indicazioni per una vera comprensione e l’esperienza del nostro percorso, che diventerà la base e la piattaforma su cui giocare il proprio ruolo originale di collaboratore di D-o nella sua creazione.

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