di Maia Principe
Lo studio, condotto dal Centro di ricerca sull’antisemitismo del CAM, afferma di aver identificato almeno 49 account TikTok che utilizzano avatar generati dall’intelligenza artificiale e identità fittizie. Questi profili, con oltre 950.000 follower e più di 10 milioni di “like”, si presentano come rabbini o voci autorevoli della comunità ebraica. Diffondono poi teorie del complotto e accuse contro gli ebrei, presentandole come presunte rivelazioni provenienti dall’interno della comunità ebraica stessa. (Nella foto il fals profilo di Rabbi Goldman)
oUn rapporto pubblicato dal Movimento contro l’Antisemitismo (CAM) mette in guardia contro la comparsa di una rete di falsi account generati dall’intelligenza artificiale su TikTok. Secondo l’organizzazione, questi account impersonano figure religiose ebraiche per diffondere messaggi antisemiti sotto una falsa apparenza di legittimità. Lo riporta i24news.
Lo studio, condotto dal Centro di ricerca sull’antisemitismo del CAM, afferma di aver identificato almeno 49 account TikTok che utilizzano avatar generati dall’intelligenza artificiale e identità fittizie. Questi profili avrebbero accumulato oltre 950.000 follower e più di 10 milioni di “mi piace”, a dimostrazione della loro ampia portata.
Il metodo descritto nel rapporto è particolarmente preoccupante. Anziché diffondere apertamente contenuti antisemiti da account anonimi o di attivisti, questi profili si presentano come rabbini o voci autorevoli della comunità ebraica. Diffondono poi teorie del complotto e accuse contro gli ebrei, presentandole come presunte rivelazioni provenienti dall’interno della comunità ebraica stessa.
Secondo gli autori del rapporto, questo metodo mira a confondere il pubblico. Dando l’impressione che queste dichiarazioni provengano da leader religiosi ebrei, i creatori di questi account hanno cercato di rendere la retorica antisemita più credibile e accettabile per gli utenti.
I ricercatori affermano di aver osservato chiari segnali di coordinamento tra diversi account: messaggi simili, narrazioni ripetitive, messa in scena comparabile e amplificazione sincronizzata. Secondo il CAM, questi elementi indicano che non si tratta di iniziative isolate, bensì di un’operazione organizzata di influenza e disinformazione.
Tra i profili citati nel rapporto figurano account che si presentano come autentici rabbini, pur diffondendo contenuti falsi o antisemiti. Il CAM ritiene che questa usurpazione dell’identità religiosa contribuisca a minare la fiducia nelle voci ebraiche autentiche e a normalizzare l’odio.
L’organizzazione è inoltre preoccupata per il ruolo di TikTok, una piattaforma molto popolare tra i giovani. Secondo il rapporto, la ripetuta esposizione a contenuti antisemiti presentati in modo visivo, credibile e facilmente condivisibile può favorire la radicalizzazione e amplificare la disinformazione.
Il CAM fa notare di aver già individuato tattiche simili su piattaforme appartenenti al gruppo Meta, in particolare Instagram, dove sarebbero stati utilizzati profili falsi di “rabbino” generati dall’intelligenza artificiale. Diversi di questi account sarebbero stati rimossi dopo essere stati segnalati.
In risposta a questo nuovo allarme, il CAM chiede a TikTok di agire rapidamente. L’organizzazione esige la rimozione degli account identificati, maggiore trasparenza sui contenuti generati dall’intelligenza artificiale e strumenti più efficaci per individuare le campagne coordinate.



