Crescere da ebrei

Ebraismo

C’è davvero una ricetta ebraica per il problema dell’educazione?. Evidentemente c’è e le testimonianze che la nostra cultura millenaria ci offre incessantemente non sono ferme agli antichi testi ereditati dai nostri padri. Proteggere le nuove generazioni e aiutarle a crescere in una maniera equilibrata costituisce una sfida fondamentale e inevitabile per qualunque cultura umana. E’ tanto vero che là dove si fanno più vaghe le idee su cosa abbiamo da trasmettere ai nostri figli e là dove prendono piede le confusioni di ruoli di ogni genere, le società finiscono per esprimere tassi di natalità particolarmente bassi. Questo è quanto avviene, per esempio, nell’Italia contemporanea che abitiamo e di cui facciamo parte: una società che esprime uno dei tassi di natalità più bassi fra quelli mai effettivamente registrati in una cultura umana.

Eppure, o forse proprio per questo motivo, mentre le nostre idee si fanno più confuse e quello che abbiamo da dire ai nostri figli si fa più incerto, proliferano sugli scaffali delle librerie libri e manuali di ogni specie che dovrebbero insegnarci come si fa a educarli. Molti di questi sono anche di autori ebrei, ma non mi sembra il criterio che possa fare la differenza. Alcuni, rari per la verità, hanno veramente qualcosa di serio da dire. Altri, perdonate la franchezza, non servo ad altro che confortare genitori insicuri e menefreghisti.

Ma fra quelli dati recentemente alle stampe ce n’è uno che si distingue. Non è ancora stato tradotto in italiano, ma mi auguro lo sia presto. Il suo autore è Janusz Korczak, lo straordinario educatore polacco che di fronte all’arrivo dei nazisti rifiutò di abbandonare l’orfanotrofio di cui portava la responsabilità e finì con i suoi 200 bambini nel lager di Treblinka. Morì assieme a loro, che a buon diritto molti hanno considerato i suoi figli, dopo averli accompagnati alla stazione dei treni della morte.

Di Korczak conosciamo il valore dell’opera letteraria (ha firmato testi fondamentali della letteratura infantile europea del ‘900) e conosciamo l’eroico esempio di educatore che rifiuta di abbandonare i ragazzi di cui portava la responsabilità.

Conosciamo meno le sue teorie pedagogiche. Ed è un gran peccato, perché nel suo testamento c’è molto da imparare anche da parte dei genitori e degli educatori contemporanei.

Nel suo Loving Every Child – Wisdom for Parents pubblicato da Algonquin Books (Amare ogni bambino, saggezza per i genitori), la psicologa infantile londinese Sandra Joseph mette ora alla portata di tutti i segreti della pedagogia di Korczak, che nacque nel 1879 a Varsavia, divenne medico e uno degli scrittori polacchi più affermati e infine decise di dedicare ai bambini meno fortunati tutta la propria vita.

Il libro è un distillato di saggezza ebraica, dell’amore e della sicurezza con cui di generazione in generazione gli ebrei hanno allevato i propri figli.
Una lettura salutare, proprio adesso che nel frastuono della società massificata questa saggezza rischia di andare perduta. Ma soprattutto un monito ineludibile per i genitori ebrei e anche per tutti gli altri: aver fiducia in se stessi, nel proprio buon senso e nella propria propensione alla giustizia e all’amore, conta molto di più che qualunque altro consiglio. “Voglio – ammonisce Korzczak – che ognuno comprenda che nessun libro, nessun dottore può costituire un sostituto della capacità personale di osservazione. Basarci sulle lezioni che ci provengono dall’esterno rischia di farci perdere quella fiducia in noi stessi e quel buon senso che è essenziale per essere davvero degli educatori”.

Ricordiamocene, quando abbiamo la fortuna di essere accanto ai più giovani. E ricordiamocene quando ci sembra necessario sempre e comunque cedere, per stare al passo con i tempi, ai dettami della cultura dominante.

Amos Vitale (amosvitale@mosaico-cem.it)

Janus Korczack in un dipinto di Andrzej Wichert. Nelle altre immagini la copertina del libro e altre fotografie del grande educatore polacco.

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