Torta di Tu B’shvat

di Joan Rundo

I datteri e il tamarindo sono gli ingredienti di base di questa torta da gustare in occasione di Tu B’shvat, il “capodanno degli alberi”, che vede protagonisti della tavola  le “Shevah minim” o “sette specie” della terra d’Israele, tra cui il dattero.

Il dattero ha una storia lunghissima ed è probabilmente il primo albero coltivato in assoluto: basti pensare che semi di dattero sono stati trovati nel Cimitero Reale ad Ur non lontano dall’accampamento di Abramo, risalenti al terzo millennio avanti l’Era volgare. C’è da pensare quindi che questo frutto facesse sicuramente parte della dieta della famiglia del patrarca.

Nel mondo antico, ogni parte di questo prezioso albero poi, veniva utilizzato, senza sprecare alcunchè: oltre al frutto da consumare, se ne ricavava anche un liquore, forse lo “Shekar” menzionato nella Bibbia. Con le palme  si costruivano  tettoie, stuoie, cestini e corde.  Una poesia antica babilonese cita ben 360 usi per questo albero prodigioso!

Di tutte le piante mezionate nella Bibbia, la palma da dattero è l’unica  a far parte sia delle “Sheva Minim” (le sette specie) , per le quali si lodava la terra, sia delle Arbah Minim (le quattro specie)  che costituiscono il rito della festa di Sukkot.

In relazione a Tu B’Shevat, possiamo anche ricordare che in occasione di questa festa, nel 2005, la dott.ssa Elaine Solowey  dell’Istituto Arava ha piantato dei semi di dattero rinvenuti  in un’urna durante gli scavi archeologici del palazzo di Erode a Masada, risalenti al I sec. dell’era volgare – semi vecchi di duemila anni, quindi. E da uno di questi semi, piantati nella terra, è cresciuta una pianta che nel giro di un anno ha raggiunto l’altezza di due metri.

Tornando alla nostra ricetta, in questa torta il dattero si unisce al tamarindo – il cui nome deriva dall’arabo e significa “dattero dell’India”,  quindi una torta doppiamente “datterosa”!

Torta di datteri e tamarindo

INGREDIENTI

200 g datteri tritati
50 g pasta di tamarindo (disponible in negozi di specialità asiatiche)
250 g burro
150 g zucchero (di preferenza di canna)
2 uova
280 g farina
150 g mandrole affettate
i semi di 6 bacche di cardamomo
Zucchero velo

Foderate la base e le pareti di una tortiera  a fondo mobile con la carta da forno. Preriscaldate il forno a 180°C.

Mettete i datteri, il tamarindo e 200 ml di acqua in una pentola e portate ad ebollizione, schiacciando con un cucchiaio di legno per “sciogliere” i datteri. Fate bollire il tutto per un minuto e rimuovete dal fuoco; aggiungete il burro e lasciate raffreddare. Aggiungete lo zucchero e i semi di cardamomo, girate bene quindi aggiungete le uova sbattute fino ad ottonere un miscuglio liscio. Incorporate la farina quindi le mandorle.

Versate il composto nella tortiera ed infornate. Lasciate cuocere per circa un’ora. (La torta è cotta quando inserendo uno stuzzicadente ne esce pulito).

Cospargete di zucchero a velo.