Shanghai, città rifugio per gli ebrei d’Europa. Fino al 15 dicembre la Mostra al Memoriale della Shoah

di Ilaria Ramazzotti

Una mostra al Memoriale della Shoah di Milano ripercorre le fasi di una vicenda poco nota  ma importante, legata al nome di Ho Feng Shan, console cinese a Vienna, Giusto delle Nazioni

 

Ebrei a Shanghai, Aprile 1946
Ebrei a Shanghai, Aprile 1946

Drammatica, complessa, a tratti avventurosa, la storia degli ebrei fuggiti a Shanghai dall’Europa, negli anni Trenta, svela aspetti sorprendenti ed episodi di accesa speranza e rinnovata libertà. Il Memoriale della Shoah di Milano ospita, su questa vicenda misconosciuta, la mostra “Gli ebrei a Shanghai”, dedicata a uno degli eventi meno noti e meno studiati della Shoah.
Lettere, documenti, testimonianze e fotografie inedite raccontano gli aspetti storici e le vicende che riguardarono circa 18 mila ebrei in fuga dall’Europa all’Oriente durante la Seconda guerra mondiale, nonché la loro vita a Shanghai. L’esposizione, organizzata dagli Istituti Confucio dell’Università Cattolica e dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con lo Shanghai Jewish Refugees Museum, la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, l’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato Generale d’Italia a Shanghai, propone ai visitatori una accurata documentazione che per la prima volta è stata tradotta in italiano.
La fuga dall’Europa nazista
Le vicende legate al formarsi della comunità di Shanghai trassero origine nell’Europa degli anni Trenta, in seguito all’Anschluss, l’annessione dell’Austria alla Germania. In quel periodo, il console generale della Cina a Vienna, Ho Feng Shan, schieratosi apertamente contro l’antisemitismo nazista, concedette numerosi visti agli ebrei, offrendo loro una via di fuga verso l’Estremo oriente. Ho Feng Shan, una sorta di “Schindler cinese” – come lo definiscono gli organizzatori della mostra – è stato in seguito insignito del titolo di Giusto tra le Nazioni.
La maggior parte dei rifugiati ebrei in fuga dall’Austria e dai Paesi occupati dalla Germania nazista, si mossero verso l’Italia in un arco di tempo che va dal 1933 al 1940 per cercare di imbarcarsi sulle navi in partenza dai porti di Genova e di Trieste e per raggiungere lidi più sicuri in Oriente. Altri fuggirono invece nell’Europa del Nord e partirono da città situate sull’Atlantico.
Nel 1941, a causa del bombardamento giapponese sulla base navale americana di Pearl Harbor e della dichiarazione di guerra dell’Italia alla Francia e alla Gran Bretagna, che determinò la chiusura della rotta verso la Cina, l’afflusso di ebrei verso Shanghai andò via via esaurendosi, ma nella città cinese la vita ebraica aveva nel frattempo trovato salvezza e una sorprendente fioritura.
La “piccola Vienna” di Hongkou
Matzoh Balls made on Chinese Fire Pot, Hongkew, Shanghai, April 1946La prima sezione della mostra, introduttiva della vicenda, racconta la storia delle fughe, la disperazione di abbandonare le patrie europee, l’incognita del viaggio.
Mentre, nella seconda parte della mostra, viene presentata la vita dei rifugiati ebrei a Shanghai, che nonostante la diversità della lingua e dei costumi riuscirono a inserirsi nel Paese e avviare attività commerciali e lavorative, al punto da creare una “piccola Vienna” nel distretto di Hongkou, convivendo in armonia con i cinesi.
Ma una nuova difficile svolta andava configurandosi insieme a una nuova persecuzione: tutto prese il via dall’invasione giapponese della Cina nel 1942, quando le autorità nipponiche imposero l’apertura di un ghetto nell’area di Tilanqiao, sempre nel distretto di Hongkou, e obbligarono tutti i rifugiati ebrei a stabilirvisi. Il ghetto fu poi dismesso solo nel Dopoguerra, quando i residenti scelsero di trasferirsi negli Stati Uniti, in Australia, in Canada e in Israele, iniziando, ancora, una nuova vita.
L’ex sinagoga Ohel Moshe del ghetto di Shanghai è stata restaurata nel 2007 e poi destinata a ospitare lo Shanghai Jewish Refugees Museum che, già visitato da 300 mila persone, è uno degli organizzatori della mostra adesso allestita negli spazi del Memoriale della Shoah.

Roberto Jarach: la mostra al Memoriale
«La mostra era già stata esposta a cura dell’Istituto Confucio in altre lingue, così ci è stato proposto di realizzarla. Ho ritenuto, insieme a chi si occupa degli eventi del Memoriale, che si inquadrasse in un certo modo nell’ambito della Giornata europea della cultura ebraica – l’inaugurazione è avvenuta il 18 settembre – [dedicata quest’anno alle lingue e ai dialetti ebraici ndr] poiché riguarda un inserimento di ebrei in una zona dalla lingua completamente diversa, cosa che non è mai stata un ostacolo o una barriera per gli ebrei nel mondo, tant’è che la mobilità non è mai stata bloccata o inibita da queste barriere.
Gli ebrei a Shanghai tratta di un episodio durato dal 1933 al 1941, un periodo piuttosto lungo, di circa otto anni, che ha visto un cospicuo flusso di ebrei, pur essendo rimasto un fatto poco conosciuto. Abbiamo così ritenuto che questo fosse un filone da percorrere e che percorreremo. E poi posso dare un’anticipazione: sta prendendo forma una nuova mostra sugli ebrei salvati in Bulgaria dal primo ministro Dimitar Peshev; pensiamo di esporla al Memoriale intorno al mese di marzo. È di proprietà del Consolato bulgaro, che l’ha proposta. Il Governo bulgaro ne aveva curato la realizzazione in lingua inglese e ha pensato di poterla replicare in lingua italiana chiedendoci se fossimo disponibili ad ospitarla. Verrà esposta in collaborazione con Gariwo, la foresta dei Giusti.
Probabilmente, se riusciamo a trovare il materiale, ne faremo anche un’altra sul salvataggio degli ebrei danesi, dando una continuità al discorso iniziato nell’ottica dei grandi salvataggi storici degli ebrei durante il periodo delle deportazioni. Abbiamo ormai la soddisfazione di essere ritenuti un ambiente adatto a un certo tipo di mostre».

“Gli Ebrei a Shanghai” si può visitare al Memoriale della Shoah di Milano, spazio mostre Bernardo Caprotti, in largo Edmond Safra 1 (già via Ferrante Aporti 3) fino al 15 dicembre 2016, il lunedì dalle 10 alle 19.30 e dal martedì al giovedì dalle 10 alle 14.30, e la prima domenica del mese dalle 10 alle 18.00. Info: www.memorialeshoah.it

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