Ritorna la grande musica di “Aperitivo in Concerto” con jazz, musica israeliana e tante sorprese

Appuntamenti

di Roberto Zadik

 

Avi Lebovich & the orchestra
Avi Lebovich & the orchestra

Come ogni anno, a riscaldare i primi freddi dell’autunno milanese, arriva il raffinato e vivace calendario di concerti della rassegna “Aperitivo in concerto” che si terrà sul palco del Teatro Manzoni, da questa domenica, 30 ottobre fino al 5 marzo, sempre a partire dalle 11 del mattino (per informazioni su orari e biglietti: www.aperitivoinconcerto.com).

Ma quali saranno gli artisti ebrei di punta della manifestazione? A questo proposito  in tema di mondo dello spettacolo ebraico e di musica israeliana di alto livello, il 13 novembre ci sarà un’artista d’eccezione come Avi Lebovich che pur avendo solo 44 anni ha collaborato con colossi del jazz come Chick Corea, piuttosto che con nomi della canzone israeliana come Chava Alderstein.

Trombettista cosmopolita e versatile, Lebovich, dopo aver suonato nella celebre band anni ’90 degli Incognito, ha recentemente fondato una sua orchestra di musicisti, composta da musicisti esperti in vari ambiti e strumenti, dal tenore e sassofonista Tal Varon, al tastierista Nitay Herskovitz, al batterista Ron Almog, al pianista virtuoso Omer Klein. Certamente mettere d’accordo un tenore e un batterista non è facile da immaginare ma a quanto pare i musicisti di Leibovich suoneranno una miscela del tutto nuova di jazz, funk, musica etnica e rock in un cocktail decisamente saporito di suoni e influenze.

Come sempre, le performance della kermesse varieranno fra generi, atmosfere e influenze, in nome dell’originalità e della sperimentazione e dopo la sperimentazione di Leibovich arriva la bravissima Ester Rada, vocalist israeliana di origine etiope con una voce del tutto particolare.

Il prossimo 11 dicembre, la Rada, nata a Kiryat Arba 31 anni fa, si esibirà riunendo musica ebraica e teatralità vocale in un genere innovativo come l’”etno-jazz” una fusione di musica jazz e sound africani e etnici, passando da classici jazzistici americani come Louis Armstrong e Ella Fizgerald a brani religiosi e patriottici israeliani, fino a canzoni fra pop e rap, da Eryka Badu a Lauryn Hill.

In tutto questo non poteva mancare il grande contrabbassista israeliano Omer Avital, proveniente dall’altra metà del mondo ebraico, quello dei sefarditi marocchini e yemeniti, che affermatosi prima sulla scena newyorchese e poi a livello internazionale arriva al Manzoni, il 5 febbraio. Emigrato a New York il musicista è acclamato da pubblico e critica per le sue doti di virtuoso e di sassofonista e contrabbassista; a lui il merito di essersi fatto notare per la capacità di unire tonalità jazzistiche e ritmi mediorientali e maghrebini suonando assieme a affiatati musicisti come il pianista e suo grande amico Yonathan Avishai.

Ultimo appuntamento con musica israeliana e sperimentazione, confermando la grande ricchezza del patrimonio artistico e culturale dello Stato ebraico, a concludere il programma degli eventi, il 5 marzo, un soprano come Daniel Zamir. Un artista unico nel suo genere che scoperto dal geniale pigmalione ebreo newyorchese, compositore, musicista e produttore, John Zorn, come Yemen Blues e tanti altri, unisce retaggio classico e lirico alle tradizioni mistiche del mondo yiddish e askenazite dal quale questo musicista proviene alternando componimenti poetici e energici intermezzi musicali e strumentali.

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