Dramma, commedia e leggenda: raccontare una terra che cambia. Dal 3 all’8 marzo torna la Rassegna del Nuovo Cinema israeliano

Torna la Rassegna CDEC Nuovo Cinema Israeliano allo Spazio Oberdan, dal 3 all’8 marzo 2018.
Film d’animazione, documentari, lungometraggi per raccontare il Paese

 

Gerusalemme. La vita tranquilla di Etty e Tzion e della loro comunità viene sconvolta quando, durante una festa di Bar-Mitzvà, crolla il matroneo della sinagoga. Senza il suo luogo d’incontro, la comunità entra in crisi. Ma insieme al progetto di ristrutturazione entra in gioco un nuovo Rabbino… È The Women’s Balcony di Emil Ben-Shimon, una commedia di incredibile successo in Israele e nei vari festival internazionali, in cui la religione e la tradizione non sempre si incontrano e spesso entrano in conflitto.

Questo sarà il film di apertura della undicesima edizione della rassegna Nuovo Cinema Israeliano, prodotta dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, in collaborazione con la Cineteca Italiana e il Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani, a cura di Nanette Hayon e Anna Saralvo, con la direzione artistica di Ariela Piattelli e Lirith Mash e la responsabilità scientifica di Sara Ferrari. La rassegna avrà luogo allo Spazio Oberdan dal 3 all’8 marzo 2018. Anche quest’anno, viene offerta al pubblico la possibilità di conoscere, attraverso il grande schermo, il multiculturalismo, la varietà e il panorama artistico che animano il cinema israeliano ed ebraico contemporaneo, tra film d’animazione, lungometraggi e documentari.

l film di animazione è The Legend of King Solomon, firmato dal grande maestro Hanan Kaminski; ispirandosi ai racconti di Chaim Nahman Bialik, illustra a un pubblico di tutte le età la storia del Re Salomone, lanciando un messaggio di pace tra i popoli. Un’altra rilettura da un testo biblico arriva con Harmonia, il film in cui il regista Ori Sivan riporta ai giorni nostri la storia di Abramo, Sara e Hagar; un dramma profondo dove l’assoluta protagonista è la musica che scandisce la narrazione. Il lungometraggio The Cousin di Tzahi Grad, presentato all’ultima edizione del Festival di Venezia, rivolge uno sguardo fuori dal comune al conflitto israelo-palestinese, spiegando perché sia necessario andare oltre apparenze e stereotipi.

C’è poi un inedito spaccato delle diverse culture che animano la società israeliana: Holy Air, la commedia di Shady Srour. Il protagonista, interpretato da Srour stesso, è un arabo cristiano che vive a Nazareth, alle prese con una vita difficile: un padre malato, pochi soldi e un figlio in arrivo. Per risolvere i suoi problemi gli viene un’idea geniale: vendere l’aria della Terra Santa.
È invece un viaggio da Israele all’Italia quello della regista Tamar Tal, giovane ma già nota al pubblico per il suo commovente Life in Stills, che con il suo documentario Shalom Italia riconduce i tre fratelli Anati, ormai anziani, alla ricerca del nascondiglio che li salvò dalle deportazioni durante la Seconda Guerra Mondiale. Le memorie famigliari sono anche il tema del documentario Photo Farag in cui Kobi Farag, attraverso documenti di archivi privati e immagini d’epoca, ricompone la storia della sua famiglia ebraico-irachena che, immigrata in Israele negli anni ’50, fondò un’azienda fotografica protagonista nella storia dello Stato Ebraico.

Un documento storico straordinario è Ben Gurion, Epilogue di Yariv Motzer, che assieme alla produttrice Yael Perlov ha scoperto nell’Archivio Spielberg di Gerusalemme una lunga intervista inedita a David Ben Gurion nell’ultima stagione della sua vita; il leader della patria si racconta, guardando al passato e rivelando la sua visione sul futuro del giovane Stato. Il magnifico reportage di Itai Anghel, dal titolo Invisible in Mosul, ci racconta invece la guerra in Iraq contro l’ISIS dove Itai è l’unico giornalista israeliano, ed ebreo, che sia riuscito a spingersi sino alle prime linee di Mosul, senza rivelare la sua identità.

Un intero pomeriggio sarà poi dedicato alla produzione artistica giovanile con Travelers, cinque brevi documentari su Gerusalemme, in cui la città si rivela attraverso le voci di identità e religioni diverse. Inoltre, nello stesso pomeriggio, saranno presentati tre corti di Nathan De Pas Habib, giovane regista e attore della nostra comunità.
Classica commedia americana, The Pickle Recipe di Michael Menasseri, racconta le rocambolesche avventure di un padre single e squattrinato che tenta di rubare a sua nonna la segretissima ricetta dei cetriolini sott’aceto.

Altro film a stelle e strisce è On the Map di Dani Menkin, l’avvincente documentario prodotto da Nancy Spielberg su una delle pagine più importanti della storia e dello sport israeliano, la partita di basket tra Maccabi Tel Aviv e la squadra dell’armata rossa CSKA Mosca nel Campionato Europeo di Pallacanestro del 1977, in piena Guerra Fredda. Infine sarà presentato Iom Romi, di Valerio Ciriaci, un breve documentario poetico e delicato, sulla bimillenaria storia della comunità ebraica di Roma, immortalata dal regista nei luoghi del quotidiano, dalla Sinagoga alla piazza, fino ai suggestivi vicoli del vecchio ghetto demolito. (www.cdec.it)

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