di Maia Principe
Nato in Ucraina prima di emigrare negli Stati Uniti, Jan Koum è diventato una delle figure più influenti nel settore tecnologico globale ed è inoltre noto per il suo impegno filantropico in diversi progetti legati al mondo ebraico e a Israele. La donazione servirà per finanziare la costruzione di una nuova torre ospedaliera nella capitale israeliana.
L’ospedale Shaare Zedek di Gerusalemme si appresta a ricevere la più grande donazione mai fatta a un ospedale in Israele. Secondo diverse fonti, Jan Koum, co-fondatore dell’applicazione WhatsApp, donerà 200 milioni di dollari (circa 170 milioni di euro) per finanziare la costruzione di una nuova torre ospedaliera nella capitale israeliana. Lo riporta i24news
Questa storica donazione dovrebbe consentire la creazione di un vasto complesso medico comprendente centinaia di nuovi posti letto, servizi ospedalieri modernizzati, infrastrutture tecnologiche all’avanguardia e nuove unità di cura progettate per rafforzare significativamente la capacità dell’ospedale.
Le autorità sanitarie israeliane hanno già definito l’annuncio un “momento storico”, poiché gli ospedali israeliani si trovano da diversi anni ad affrontare un sovraffollamento cronico, una carenza di posti letto e una crescente domanda di servizi medici.
Nato in Ucraina prima di emigrare negli Stati Uniti, Jan Koum è diventato una delle figure più influenti nel settore tecnologico globale dopo aver co-fondato WhatsApp, acquisita da Facebook nel 2014 per quasi 19 miliardi di dollari. È inoltre noto per il suo impegno filantropico in diversi progetti legati al mondo ebraico e a Israele.
Secondo le informazioni pubblicate, la futura torre ospedaliera dovrebbe trasformare profondamente il volto di Shaare Zedek nei prossimi decenni e rafforzare il ruolo di Gerusalemme come importante polo medico del paese.
Fino ad ora, una delle maggiori donazioni al sistema ospedaliero israeliano proveniva dalla famiglia Harelap, che aveva donato circa 180 milioni di dollari a un ospedale del gruppo Clalit per finanziarne l’ampliamento.
Secondo i funzionari coinvolti nel progetto, questa nuova infrastruttura rappresenterà un “importante passo avanti” per l’intero sistema sanitario israeliano. La costruzione sarà supervisionata dalla società Margolin Engineering and Consulting.



