di Pietro Baragiola
Negli ultimi mesi una serie di proteste e tensioni sociali ha spostato il tema dell’antisemitismo negli Stati Uniti dai campus universitari e dalle strade delle città alle aule di tribunale, dando vita a vere battaglie legali con grande impatto sui social. Al centro dei dibattiti non c’è solo il contenuto delle dichiarazioni ma anche il diritto di denunciarle e le conseguenze del farlo.
Stati Uniti
Allarme negli Stati Uniti: sventato un piano terroristico contro le comunità ebraiche alla vigilia di Pesach
di Pietro Baragiola
Questa indagine è partita dal monitoraggio di alcuni account X riconducibili ad una cellula di ispirazione neonazista che, nel corso degli ultimi mesi, aveva progressivamente abbandonato gli insulti antisemiti per passare a messaggi che invitavano all’azione.
Gli Stati Uniti lanciano la seconda fase del piano per Gaza: centrale il rilascio dell’ultimo ostaggio Ran Gvili
di Anna Balestrieri
Il passaggio più delicato della seconda fase è la smilitarizzazione di Hamas e delle altre organizzazioni armate. In seguito alla treguaè aumentato sensibilmente il flusso di aiuti umanitaridiretti alla popolazione civile. Resta centrale per Israele il recupero del corpo dell’ultimo ostaggio israeliano non ancora restituito, il sergente Ran Gvili.
Come la Cina influenza le proteste propal negli USA
di Nathan Greppi
Un rapporto spiega come l’attivismo filopalestinese negli Stati Uniti sia sempre più collegato a operazioni del Partito Comunista Cinese per esercitare la propria influenza negli Stati Uniti. Neville Roy Singham, un imprenditore statunitense residente a Shanghai, ha costruito una rete che finanzia gruppi di attivisti con un agenda antiamericana e antisraeliana
Midnight Hammer: la notte in cui l’America ha colpito la Repubblica Islamica dell’Iran
di Davide Cucciati
La notte tra il 21 e il 22 giugno, gli Stati Uniti, con l’operazione Midnight Hammer, hanno attaccato tre siti nucleari del regime iraniano: Fordow, Natanz e Isfahan. Con un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, il Presidente degli Stati Uniti ha rivendicato la responsabilità dell’operazione. Trump ha scritto che il raid è stato portato a termine “con successo”
Gli Stati Uniti colpiscono l’Iran al fianco di Israele. La Repubblica Islamica risponde con minacce e una pioggia di missili
di Anna Balestrieri
Nella notte tra sabato 21 e domenica 22 giugno 2025, gli Stati Uniti hanno bombardato tre impianti nucleari iraniani: Fordo, Natanz e Isfahan. L’intervento, condotto in stretto coordinamento con Israele, segna l’ingresso ufficiale di Washington nel conflitto scoppiato il 13 giugno.
Antisemitismo a livelli record nei sette paesi con le comunità ebraiche più grandi fuori da Israele
di Maia Principe
Il primo Rapporto annuale J7 sull’antisemitismo descrive come dal 2021 al 2023 gli episodi di antisemitismo siano aumentati dell’11% in Australia, del 23% in Argentina, del 75% in Germania, dell’82% nel Regno Unito, dell’83% in Canada, del 185% in Francia e del 227% negli Stati Uniti.
In Usa, un quarto degli adulti cresciuti ebrei non si identificano più come ebrei
di Nina Prenda
Il rapporto si concentra sul fenomeno del “cambiare religione” in tutto il mondo e si basa su dati ottenuti da quasi 37.000 americani e oltre 41.000 individui in altri 35 Paesi, tra cui Israele. Negli Stati Uniti, solo il 76% degli intervistati che hanno affermato di essere cresciuti ebrei si identificano ancora come tali. Del restante 24%, il 17% ora si descrive come non affiliato, il 2% come cristiano e l’1% come musulmano.
L’inviato di Trump in Medio Oriente si sente “ingannato” mentre rimane aperto l’interrogativo sulla tregua
di Ludovica Iacovacci
L’inviato speciale degli Stati Uniti nel Medio Oriente, Steve Witkoff, ha detto in un’intervista a Fox News di sentirsi “ingannato” all’inizio di questo mese, poiché inizialmente pensava che il gruppo terroristico avesse accettato la sua proposta di creare un ponte per estendere il cessate il fuoco a Gaza.
Più di 10.000 atti antisemiti negli Stati Uniti dal 7 ottobre, è un record storico
di Ludovica Iacovacci
Di questi, 8.015 sono molestie verbali o scritte, 1.840 atti di vandalismo e oltre 150 aggressioni fisiche. Almeno 1.200 incidenti si sono verificati nei campus universitari, più di 2.000 hanno preso di mira istituzioni ebraiche, come sinagoghe e centri comunitari, e oltre 3.000 durante le manifestazioni anti-israeliane e filo-palestinesi. E a New York quelli contro gli ebrei sono il 54% di tutti gli incidenti di odio registrati.
“Sì, ma”: Hezbollah acconsente all’accordo di cessate il fuoco dagli Stati Uniti, ma alcuni punti restano ancora in sospeso
di Pietro Baragiola
Al momento l’accordo accettato da Hezbollah comprende: l’istituzione di una commissione internazionale per supervisionare l’accordo; demolizione delle strutture di Hezbollah a nord del Litani; il ritiro delle truppe dell’IDF dal sud del Libano; il ritorno dei cittadini sfollati; il diritto di Israele di intervenire con la forza in caso di violazioni. Martedì 19 novembre l’arrivo dell’inviato americano Amos Hochstein.
Molinari: «Trump agisce solo secondo quelli che pensa siano gli interessi dell’America. E lo scenario internazionale subirà grandi cambiamenti»
di Ilaria Myr
Le ragioni della vittoria, le priorità interne, ma anche quelle sterne, prima fra tutte la fine dei conflitti in Ucraina e medio oriente. Di questo e molto altro ha parlato il giornalista maurizio Molinari dialogando con Paolo Salom durante l’incontro organizzato da Kesher domenica 10 novembre al Noam.













