I chaghim sono ormai alle porte. Qui di seguito sintetizziamo le informazioni utili relative a Rosh ha Shanà e Kippur (anche orari del cimitero).
Rosh HaShanà
Teshuvà: ogni caduta può trasformarsi in una rinascita
di Rav Alfonso Arbib, Rabbino capo di Milano
Com’è noto al centro del periodo di Rosh Hashanà e Kippùr c’è la teshuvà. Il concetto di teshuvà è un elemento fondamentale straordinariamente importante della tradizione ebraica. I Chakhamim dicono che la teshuvà è stata creata prima della creazione del mondo. Qual è l’idea fondamentale? Che niente è perduto e che tutto è rimediabile, non ci sono condanne eterne.
Challà tonda di Rosh Hashanà
di Ilaria Myr
A Rosh ha Shanà, la Challà, il pane delle feste, deve essere tonda, a rappresentare la ciclicità della vita e gli anni che si susseguono, e deve soprattutto contenere il miele, ingrediente protagonista di questa festa.
Rosh HaShanà 5786: il messaggio del presidente Walker Meghnagi
Walker Meghnagi, Presidente della Comunità Ebraica di Milano
Come ogni anno, mentre ci avviciniamo a Rosh HaShanà, il nostro pensiero corre con forza ai suoi significati più profondi: il rinnovamento, la speranza, la riflessione e la determinazione di costruire un futuro migliore per noi come individui, per noi come Kehilà che siamo parte inscindibile di quel bellissimo e ricchissimo mosaico che è Am Israel.
Ricette ebraiche: Spezzatino di pollo con patate novelle, prugne e salsa di melograno per Rosh haShanà
di Paula Maknouz
Questa ricetta è un piatto che faceva mia madre per Rosh haShanà, una squisitezza che contiene melograno, il meraviglioso frutto biblico simbolo dell’abbondanza, fertilità e prosperità. Il miele è un altro simbolo di augurio di solo cose buone e belle per l’anno nuovo
Solo reagendo al dolore si costruisce il domani
di Rav Alfonso Arbib, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Milano
Guardarsi indietro, all’anno che si chiude: con Rosh Hashanà e Kippur quello che va fatto non è solo un bilancio, ma un esame di coscienza. Valutare i nostri errori per poterli correggere e preparare un anno migliore. Perché si costruisce il futuro solo guardando al passato
Ricette ebraiche. Torta di miele (Lekach) per un anno buono e dolce
di Rebanit Rivky Hazan
Hoshanà Rabbà, il settimo giorno di Succòt, è considerato il giorno finale del “giudizio” divino in cui si determina il destino del nuovo anno. È il giorno in cui viene reso definitivo il verdetto emesso a Rosh Hashanà e Yom Kippur.
Ricette ebraiche: Torta di zucca barucca per Rosh HaShanà
di Benedetta Jasmine Guetta
Per celebrare Rosh HaShanah o la fine del digiuno dello Yom Kippur, gli ebrei dell’Emilia-Romagna usano un ingrediente speciale nei loro piatti: zucca barucca, che è il nome dialettale di una varietà di zucca coltivata in Italia: la zucca marina di Chioggia, la più adatta a questa ricetta (ma se non fosse disponibile, va bene anche la normale zucca mantovana).
Ricette ebraiche: Rosh haShanà è più dolce con la zucca nei ravioli
di Ester Moscati
“Shanà tovà umetukà, un anno buono e dolce” è il tradizionale augurio che si riverbera anche nei piatti festivi. Così, nella tradizione gastronomica dell’ebraismo italiano, entra pure la zucca gialla, dolce di natura. Un morbido ripieno con cui farcire i tipici ravioli italiani.
Che il nuovo anno porti con sé una rinnovata Pace ed unità
di Walker Meghnagi, Presidente Comunità ebraica di Milano
Siamo alla soglia degli Haseret Yamim Noraim legati alle Festività di Rosh Hashanà e di Yom Kippur. Quest’anno, questo momento è purtroppo ancora caratterizzato dal dolore e dalla rabbia di quanto successo lo scorso 7 ottobre e di quanto si è dipanato da allora in un crescendo di speranze purtroppo disattese
Il messaggio per Rosh Hashanà di Rav Alfonso Arbib: «Impegnatevi gli uni per gli altri»
Il messaggio alla comunità del Rabbino Capo, Rav Alfonso Arbib
La sera di Venerdì 15 settembre è Rosh Hashanà. La parola chiave è teshuvà: “ritorno”. Ma per “tornare” bisogna comprendere le proprie “deviazioni”, gli errori commessi. E avere chiare le nostre priorità: l’educazione (la Scuola) e il bene comune.
Ripensare se stessi a Rosh Hashanà, un esame di coscienza personale e collettivo
di Rav Alfonso Arbib, Rabbino capo della Comunità di Milano
Nel pensiero ebraico nessuno può dire “io vivo la mia vita”, perché la vita degli altri è anche la nostra. Perché il mondo umano poggia su tre cose: sulla Torà, sulla tefillà e sulla ghemilùt chassadim (far del bene al prossimo). Le feste solenni come check point etico-morale, comportamentale, interiore














