di Pietro Baragiola
Intitolato Seppellite il mio cuore a Tel Aviv, il testo di Luca Zevi è stato al centro dell’incontro organizzato giovedì 1° ottobre dalla Fondazione Corriere della Sera nella Sala Buzzati di Milano, dove Zevi lo ha letto insieme all’attore Olek Mincer. A confrontarsi sulle sue parole sono stati il giornalista Ferruccio de Bortoli, il sociologo Luigi Manconi, la senatrice Liliana Segre e il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, tutti coordinati da Milena Santerini.
palestinesi
Due popoli due Stati: per la maggioranza di israeliani e palestinesi la convivenza è impossibile
di Nina Prenda
Solo il 17% degli israeliani ha dichiarato di credere che si potesse trovare un percorso verso una convivenza pacifica, rispetto al 56% che ha detto di non crederci. Tra i palestinesi intervistati, il 21% ha affermato che la convivenza è possibile, mentre il 68% ha dichiarato che non lo è.
Quasi il 50% dei palestinesi della Giudea e Samaria crede che Israele non abbia il diritto di esistere, secondo un sondaggio
di Nina Prenda
Il sondaggio ha anche rilevato che il 42% credeva che fosse possibile portare alla fine dell’esistenza di Israele, mentre solo il 32% ha affermato che era impossibile. Più di un quarto (27%) ha dichiarato di favorire una soluzione a due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese, mentre il 22% ha affermato di sostenere un singolo Stato binazionale con piena parità di diritti, e il 26% ha espresso una preferenza per un singolo Stato palestinese senza una presenza ebraica.
La lotta armata perde credito tra i palestinesi, il fronte della “resistenza” no
di Davide Cucciati
Secondo l’ultimo sondaggio del Palestinian Center for Policy and Survey Research (PSR), soltanto il 20% dei palestinesi ritiene che Hamas ne sia uscita vincitrice, contro il 39% registrato dieci mesi prima. Il sostegno generale ad Hamas è passato dal 35% dell’ottobre 2025 al 24%. E alla domanda su quale sia il mezzo più efficace per arrivare a uno Stato palestinese, la lotta armata precipita invece dal 41 al 27%, mentre la resistenza popolare pacifica passa dal 14 al 19%.
Hasbarà 2.0, dieci influencer israeliani da seguire
di Nathan Greppi
Negli ultimi anni, l’informazione sul conflitto israelo-palestinese non è passata solo per i media tradizionali, ma anche e soprattutto attraverso i social network e le piattaforme digitali, che rispetto ai primi hanno un impatto di gran lunga maggiore in particolare sui giovani. Sebbene le voci ostili a Israele sembrino prevalere in tutti questi campi, non mancano i casi di influencer che, con tenacia e perseveranza, cercano di far conoscere un diverso lato del prisma.
Scontri mortali in Cisgiordania: un israeliano e quattro palestinesi uccisi vicino a Havat Gilad. L’IDF teme nuove violenze
di Anna Balestrieri
La tensione in Cisgiordania ha raggiunto un nuovo livello di allarme dopo un violento scontro avvenuto nei pressi del villaggio palestinese di Tell, vicino all’insediamento israeliano di Havat Gilad. Il bilancio provvisorio è di cinque morti: l’israeliano Benayahu Mellet, 32 anni, e quattro palestinesi, oltre ad almeno otto feriti.
EU, Kallas accusata di antisemitismo dopo il presunto paragone tra Israele e apartheid sudafricano
di Anna Balestrieri
Secondo quanto riportato da Euractiv, l’ex premier estone avrebbe fatto riferimento all’apartheid durante una riunione riservata lo scorso maggio. Nessuna citazione diretta è stata pubblicata, ma diplomatici presenti avrebbero riferito il contenuto dell’intervento.
Gaza, sondaggio COGAT: “80% favorevole a ricevere informazioni su come poter emigrare in un Paese terzo”
di Nina Deutsch
Un’indagine citata in esclusiva dal Jerusalem Post e realizzata dal COGAT indica un forte interesse a lasciare la Striscia. Il tema resta controverso tra letture politiche e umanitarie.
“Israele è solo l’inizio”: le parole del coordinatore europeo di Samidoun riaccendono le polemiche sui movimenti pro-palestinesi
di Anna Balestrieri
Nel filmato, Khatib parla apertamente della necessità di “decolonizzare” non solo Israele, ma anche Stati Uniti, Canada, Australia ed Europa, descrivendo l’Occidente come un sistema da smantellare “con ogni mezzo”. Dichiarazioni che hanno suscitato forti reazioni per il loro carattere apertamente rivoluzionario e per il riferimento implicito alla legittimazione della violenza politica.
A Tel Aviv il summit della pace: migliaia in piazza per rilanciare la partnership israelo-palestinese
di Anna Balestrieri
L’incontro era promosso dalla coalizione “It’s Time”, che riunisce oltre 80 organizzazioni israeliane impegnate nella coesistenza, nei diritti umani e nella costruzione della pace. Il messaggio centrale dell’evento è stato netto: la pace non deve più essere considerata un’utopia marginale, ma una necessità politica, sociale e morale.
Il rapporto britannico sul 7 ottobre: civili di Gaza autori di rapimenti, saccheggi e uccisioni
di Davide Cucciati
Nel Regno Unito, è stata pubblicata la seconda edizione di quella che viene presentata come la più ampia relazione, in lingua inglese, sul pogrom del 7 ottobre. Fra gli elementi più rilevanti che emergono dal documento vi è il ruolo dei civili palestinesi provenienti da Gaza che nel report figurano come parte integrante del quadro dell’assalto.
Azzam al Ahmad, segretario generale del comitato esecutivo dell’OLP: “Hamas non va disarmata”
di Davide Cucciati
Il segretario generale del comitato esecutivo dell’OLP ha respinto come “inaccettabile” ogni richiesta di disarmo di Hamas e ha aggiunto che l’OLP “non l’ha mai considerata un’organizzazione terroristica”, definendola “parte del tessuto nazionale palestinese”. Ma secondo un alto funzionario palestinese, le parole di Al Ahmad non rifletterebbero la linea dell’OLP o dell’Autorità Palestinese. In ogni caso, la società palestinese si conferma eterogenea.














