di Nina Deutsch
L’ex ostaggio racconta il suo rapimento, le torture e le molestie sessuali subite durante la prigionia. «Mangerai come un cane. Non sei una persona, sei un animale». Queste parole – crude, disumanizzanti – sono quelle che i suoi carcerieri gli rivolgevano ogni giorno. Parole che non giungevano da un nemico distante, ma da chi lo aveva catturato, strappandolo a una vita normale. E così, per più di due anni, Alon è stato ridotto a ciò che loro volevano: un oggetto, una presenza da annientare.
ostaggi israeliani
La guerra dei cadaveri: Hamas smascherata da un drone mentre inscena i ritrovamenti degli ostaggi
di Sofia Tranchina
Un video di un drone israeliano mostra miliziani di Hamas mentre inscenano il “ritrovamento” di un corpo davanti al Comitato Internazionale della Croce Rossa. Dietro la farsa, una strategia calcolata per ritardare la restituzione degli ostaggi e mantenere il potere.
«Rilasciati e segnati»: i primi racconti agghiaccianti degli ex ostaggi israeliani
di Nina Deutsch
In alcuni casi i rilasciati hanno riferito di torture, legature prolungate che hanno causato ferite alla pelle e alle gambe, e cure mediche praticamente inesistenti o somministrate solo in modo approssimativo – senza anestesia o con scarse condizioni igieniche – aumentando il rischio di infezioni e danni permanenti. Le famiglie e le équipe mediche sottolineano la necessità di valutazioni specialistiche immediate per documentare e curare questi danni.
Hamas diffonde un nuovo video con gli ostaggi Guy Gilboa-Dalal e Alon Ohel
di Anna Balestrieri
Gilboa-Dalal era già apparso a febbraio in un altro video di Hamas dove era costretto insieme a Evyatar David, ad assistere al rilascio di altri ostaggi. Mentre già da tempo la madre di Ohel denuncia che il figlio è in condizioni disperate.
“Hanno rotto mio figlio”: la Jihad Islamica diffonde un nuovo video dell’ostaggio Rom Braslavski
di Anna Balestrieri
La famiglia, devastata, ha vietato la diffusione del video integrale, molto duro, acconsentendo solo alla pubblicazione di un fermo immagine: Rom è steso a terra in un luogo non identificato della Striscia di Gaza, appare pallido, emaciato, le ossa visibili, lo sguardo vuoto. 21 anni, al Nova festival ha cercato di salvare altre persone prima di essere catturato.
“Tutto era mirato a spezzarci”. Dopo 246 giorni nell’inferno, l’ostaggio Shlomi Ziv racconta la prigionia a Gaza
di Pietro Baragiola
Domenica 27 luglio 300 persone si sono riunite a Kfar Yehoshua ad ascoltare l’ex ostaggio che, per la prima volta dalla sua liberazione (avvenuta grazie a un’operazione dell’esercito l’8 giugno 2024), ha deciso di raccontare la propria storia al pubblico grazie all’iniziativa “Stories that Bind Us”. “Ci davano una pita al giorno e ci mostravano i filmati degli attacchi contro Israele e l’IDF” ha dichiarato.
Un drappo arancione per gli ostaggi: la richiesta della Comunità a Palazzo Marino
di R. M.
“Dove sono gli ostaggi vivi? Dove sono gli ostaggi morti? Che iniziativa è stata presa per ricordare i fratellini Bibas? Proponiamo quindi di stendere un drappo arancione sulla facciata di Palazzo Marino con la scritta: Che Hamas liberi subito tutti gli ostaggi“
I tifosi del Tottenham accolgono il grande ritorno allo stadio di Emily Damari, l’ex ostaggio di Hamas
di Pietro Baragiola
Domenica 11 maggio 200 tifosi britannici si sono riuniti fuori dallo stadio Tottenham Hotspur per dare il benvenuto a Emily Damari, a Londra per assistere alla partita tra il Tottenham e il Crystal Palace. E il sabato precedente, oltre 400 persone l’hanno accolta alla Highgate United Synagogue che per mesi aveva tenuto una sedia vuota in suo nome.
Israele uccide un “giornalista” del 7 ottobre. E un’ex ostaggio critica il Pulitzer: “Sostenete i negazionisti”
di Nina Prenda
Invase Israele la mattina del 7 ottobre insieme ai terroristi e li fotografò mentre entravano nel kibbutz Nir Oz. L’ex rapita condivide lo sconforto nello scoprire che un “giornalista” palestinese che ha negato la sua prigionia e quella di Agam Berger fosse stato premiato ricevendo un riconoscimento giornalistico internazionale.
Famiglie degli ostaggi in allarme dopo le parole di Trump: “Solo 21 ancora vivi a Gaza”
di Anna Balestrieri
Un’ondata di sconcerto ha investito l’opinione pubblica israeliana martedì sera, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che solo 21 ostaggi israeliani sarebbero ancora vivi nella Striscia di Gaza.
Tornano i corpi di altri quattro ostaggi israeliani uccisi durante la prigionia di Hamas (stavolta senza parate)
di Anna Balestrieri
Itzhak Elgarat, Tsachi Idan, Ohad Yahalomi e Shlomo Mantzur sono stati presi in ostaggio da Hamas il 7 ottobre 2023 e uccisi durante la prigionia. Con questo trasferimento, il numero di ostaggi ancora trattenuti a Gaza scende a 59, di cui 35 già dichiarati deceduti.
Noa Argamani parla all’Onu dei 63 ostaggi ancora a Gaza: «Le nostre vite non possono andare avanti senza di loro»
di Michael Soncin
L’ex ostaggio Noa Argamani è diventata una delle persone simbolo del 7 ottobre 2023. Liberata nel giugno 2024, dopo essere stata prigioniera di Hamas a Gaza, è intervenuta al Consiglio di sicurezza nell’Onu: durante il suo discorso ha voluto sensibilizzare la liberazione delle 63 persone che sono ancora nelle mani dei terroristi.














