di Nathan Greppi
“I taccuini di Norimberga” raccoglie le interviste dei colloqui condotti dallo psichiatra ebreo americano Leon Goldensohn (1911 – 1961) con i gerarchi nazisti imputati nel processo e altri che furono interpellati come testimoni. Questa è la recente ristampa con nuova traduzione in italiano dei taccuini di appunti, pubblicati per la prima volta in un unico volume nel 2004.
Nazisti
“Siamo tutti ebrei qui”: arriva la Medal of Honor per il soldato Roddie Edmonds
di Nina Prenda
Edmonds, sottufficiale di grado più elevato tra un gruppo di soldati americani catturati nel gennaio del 1945, quando gli ufficiali nazisti ordinarono di identificare i prigionieri ebrei, ordinò a tutti i soldati di presentarsi come ebrei. Di fronte alla minaccia delle armi, pronunciò una frase destinata a entrare nella storia morale del conflitto: “Siamo tutti ebrei qui”.
Australia: a Canberra chiuso un locale per poster di leader mondiali in divisa nazista: scatta l’inchiesta sulle nuove leggi anti-odio
di Pietro Baragiola
I cinque poster sono stati realizzati dal collettivo artistico Grow Up Art e ritraggono il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente americano Donald Trump, il suo vice JD Vance, il presidente russo Vladimir Putin e l’imprenditore Elon Musk tutti rappresentati con divise che richiamano l’estetica del Terzo Reich.
Come i restauratori di testi aiutarono i nazisti nella caccia agli ebrei
di Nathan Greppi
La storica britannica Morwenna Blewett, ricercatrice in storia della conservazione e membro associato del Worcester College dell’Università di Oxford, ha scoperto un programma degli anni ‘30 e ‘40 in cui i restauratori riparavano e pulivano i registri storici ecclesiastici e civili, rendendoli leggibili in modo che i nazisti potessero individuare chiunque avesse origini ebraiche.
Al Museo ebraico di Bologna una mostra sui gerarchi nazisti in fuga e chi li aiutò e li accolse
di R.I.
Dal 25 gennaio al 30 giugno 2026 il Museo Ebraico di Bologna propone la mostra “Gerarchi in fuga: dove scapparono i nazisti, chi li aiutò e chi li accolse”, un’indagine documentaria approfondita sulle reti di complicità e sui percorsi che permisero a migliaia di criminali di guerra di sfuggire alla giustizia internazionale dopo il collasso del Terzo Reich. A cura di Ivan Orsini, Emanuele Ottolenghi, Francesca Panozzo.
Muore a 99 anni Ruth Bourne, la codebreaker che aiutò a porre fine alla Seconda Guerra Mondiale
di Pietro Baragiola
Selezionata per gli “special duties” (incarichi altamente riservati), le fu affidato il compito di operare e controllare i dispositivi elettromeccanici progettati da Alan Turing, denominati “Bombe”, capaci di individuare in pochi minuti le impostazioni delle macchine Enigma utilizzate dai nazisti.
I più letti nel 2025. Nazismo al femminile: Irma Grese e le altre. “Kinder, Küche, Kirche”
di Francesco Cappellani
In vista della fine dell’anno, pubblichiamo un articolo al giorno fra i più letti durante il 2025. Qui un articolo del 2020 risultato il più letto a febbraio.
In un discorso all’organizzazione delle donne nazionalsocialiste dell’8 settembre 1934, Adolf Hitler aveva puntualizzato che il mondo femminile doveva risultare distinto da quello maschile, e riguardare essenzialmente “il marito, la famiglia, i figli e la casa”.
Lo sterminio degli ebrei dell’Europa orientale raccontato in tempo reale da due grandi giornalisti
di Ilaria Myr
Il monumentale reportage di Grossman e Erenburg ripubblicato in versione integrale. Per capire l’immensità del genocidio perpetrato dal Terzo Reich in Urss (e la repressione del regime sovietico)
Venduto per 236 milioni di dollari da Sotheby’s il “Ritratto di Elisabeth Lederer”
di Maia Principe
La donna inventò una storia secondo cui Klimt, che non era ebreo ed era morto nel 1918, era il suo vero padre, e così riuscì a salvarsi dalla furia nazista. Insieme agli altri ritratti di famiglia, il quadro fu risparmiato dai nazisti perché considerati “troppo ebraici” per essere rubati.
Dedicato a Enzo Sereni un viale del Parco della Resistenza a Roma
di Redazione
Martedì 18 novembre è stato dedicato a Roma, nel Parco della Resistenza dell’8 settembre, a Porta San Paolo, un viale a Enzo Sereni, ebreo antifascista e leader sionista, assassinato proprio il 18 novembre a Dachau dai nazisti. L’iniziativa è stata fortemente voluta e proposta da David Meghnagi, psicoanalista e docente universitario.
Una voce contro l’odio nell’ora più buia
di Nathan Greppi
Il testo che da il nome a tutto il libro racconta lo sterminio degli ebrei di Varsavia avvenuto nel luglio 1942. L’autore, che nel 1941 fuggì in Messico dove trascorse in povertà i suoi ultimi anni di vita, lo scrisse nel gennaio 1943, riportando diverse testimonianze di ebrei polacchi trasmesse negli Stati Uniti, ancora inedite quando il testo venne pubblicato in francese.
L’ultimo combattente del ghetto di Varsavia muore a 99 anni
di Nina Prenda
Smuss e suo padre si trasferirono a Varsavia, dove vissero nel ghetto di Varsavia dal 1940 fino alla rivolta del 1943. Sopportarono la fame e la malattia costanti, sopravvivendo grazie al loro lavoro in una fabbrica di riparazione di attrezzature militari per l’esercito tedesco.














