Festival di Cannes

“Hollywood dovrebbe vergognarsi”: Cannes 2026 tra memoria ebraica e polemiche propal

Spettacolo

di Pietro Baragiola
A scuotere la Croisette le parole di Paul Laverty, sceneggiatore e membro della giuria di quest’anno che ha accusato pubblicamente Hollywood di aver “messo ingiustamente nella lista nera” artisti come Susan Sarandon, Javier Bardem e Mark Ruffalo “solamente per aver criticato Israele durante il conflitto a Gaza”. Mentre il regista ebreo-ungherese László Nemes ha spiegato come siano gli artisti ebrei ad aver subito una vera ondata di boicottaggio antisemita sin dallo scoppio della guerra.

Il regista László Nemes

L’antisemitismo in Occidente e l’ipocrisia di Hollywood secondo László Nemes

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
In un’intervista al Guardian, Nemes ha detto: “Il figlio di Saul” (suo film premio Oscar, ndr) non arriverebbe neanche nella shortlist (degli Oscar)”. Questo a causa “della politicizzazione del cinema”. E ha puntato il dito in particolare contro quegli artisti che sostengono il boicottaggio d’Israele. “Penso che sia tutta una regressione anti-umanista. E poiché non viene identificata come tale, la sua diffusione è assai efficace”, ha dichiarato.

Cannes 2023: Rapito di Marco Bellocchio e i film sull’Olocausto e gli orrori del nazismo che lasciano il segno

Spettacolo

di Marina Gersony
Il film di Marco Bellocchio, che arriverà nei cinema il 25 maggio, trae ispirazione dal libro di Daniele Scalise intitolato Il caso Mortara. Il Papa responsabile del rapimento, Pio IX, è stato beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000, suscitando le proteste della Comunità ebraica. Presentati anche ‘The Zone of Interes’t, sul comandante ad Auschwitz Rudolph Hoss e la sua famiglia nel campo di sterminio, e ‘Occupied Cit’, sui luoghi di Amsterdam in cui vivevano gli ebrei.

Quando i luoghi raccontano la Storia: al Festival del cinema di Cannes il documentario ‘Occupied City’

Spettacolo

di Redazione
Girato ad Amsterdam da Steve McQueen, già vincitore della Camera d’or nel 2008 con Hunger e premio Oscar per Dodici anni schiavo, il documentario propone immagini nelle case o negli edifici ormai distrutti dove queste donne, uomini e bambini vivevano prima di essere arrestati e poi internati nei campi olandesi, prima di essere deportati e poi uccisi ad Auschwitz o Theresienstadt.

Cannes: successo per il cinema israeliano. Al polemico “Ahed’s Knee” il premio della Giuria

Spettacolo

di Roberto Zadik
Il  cinema israeliano è in prima fila nelle grandi manifestazioni, vista la qualità e la varietà dei suoi contenuti. Viene premiato più che in patria nei festival internazionali, specialmente se si tratta di un certo tipo di pellicole politicizzate. È il caso del film “Haberech-Il ginocchio di Ahed” del regista Nadav Lapid che al Festival di Cannes ha ricevuto il Premio della Giuria.