Dana e Benchetrit, giovani registi della commedia ebraica francese con due nuovi film

Taccuino

di Roberto Zadik

In questo mio blog parlo spesso e volentieri di cinema ebraico americano, ma l’Europa e specialmente la Francia è piena di attori e registi ebrei o di origine ebraica che anche negli ultimi anni hanno  realizzato pellicole pregiate e interessanti di cui intendo occuparmi. Dal grande Claude Lelouche, agli attori Patrick Bruel e Vincent Lindon, al cabarettrista Gad Elmaleh, al regista de “L’odio” Mathieu Kassovitz, alle argute satire di Francis Veber, come “La cena dei cretini” , ai film di Yves Attal e di sua moglie Charlotte Gainsbourg figlia del geniale chansonnier Serge, alle brillanti pellicole di due cineasti come Nakache e Toledano, campioni d’incasso del recente “Quasi amici”,  la Francia ebraica ha sempre qualcosa di interessante da proporre.

Andando subito al dunque  recentemente sono usciti nei nostri cinema due commedie originali e ricche di spunti di riflessione e di svago, decisamente in controtendenza  rispetto al  momento a dir poco teso che sta passando il Paese del Primo Ministro Hollande in questi anni, come “Il condominio dei cuori infranti” di Samuel Benchetrit e “11 donne a Parigi” della regista Audrey Dana.

Cominciando dal film della Dana, come si dice “prima le donne”, la regista 38enne parigina di padre ebreo e sposata con un musulmano, un tale Mabrouk, ha confezionato un grazioso ritratto interreligioso e interculturale anche con la sua pellicola che racconta le storie di undici donne , dalla manager stressata e insofferente, Rose, all’avvocatessa Agathe nevrotica e con un perenne mal di stomaco, fino a Fanny autista di un autobus ricostruendo in una cornice brillante e pluralista le complessità dell’animo femminile nella società europea contemporanea. Un “ritratto di signora” citando il celebre romanzo di Henry James che vanta la partecipazione di uno stuolo di dive e di bellezze d’oltralpe, dalla Isabelle Adjani, ex moglie di Daniel Day Lewis e musa ispiratrice di Francois Truffaut che la volle al centro del suo “Adele H.” , grande attrice dallo sguardo dolce e distaccato e interprete pluripremiata e affermata grazie a grandi pellicole come “La regina Margot”, fino a Laetitia Casta, moglie del nostrano Stefano Accorsi all’avvenente Vanessa Paradis, più famosa per i suoi mariti e i suoi flirt, sposata con Johnny Depp e ex di Lenny Kravitz che per le sue doti creative

Film a episodi come si usava un poi di anni fa – anche in produzioni italiane come “Bianco rosso e Verdone” del bravo Carlo Verdone, che incrocia abilmente personaggi, atmosfere e psicologie diverse eppure in qualche modo legate fra loro -, mi viene in mente il gustoso film di Cedric Kahn, talentuoso cineasta ebreo francese, “L’appartamento spagnolo”, che racconta con intelligente leggerezza, molto alla francese, nevrosi, complessi e insicurezze di questa generazione di donne fra precariato professionale o sentimentale, multiculturalismo e incomunicabilità e malintesi fra uomini e donne.

In tema di bei film di nuova produzione in questo mio pezzo segnalo anche “”Il condominio dei cuori infranti” uscito a fine marzo di quest’anno e tornato in questi giorni nei cinema italiani, diretto dal bravo Samuel Benchetrit. Una stravagante commedia dove un astronauta americano, John McKenzie precipita in un sobborgo parigino, le cosiddette banlieue ,venendo ritrovato e accolto da una casalinga marocchina, Hamida e dai vicini di casa del suo condominio. Da questo eccentrico episodio il protagonista si avventurerà nel degrado di queste periferie, affrontando problematiche di disagio sociale e personaggi tragicomici come Charlie un ragazzo abbandonato da sua madre e accudito dalla bella Jeanne ex star anni ’80  interpretata dalla sorella di Carla Bruni, Valeria Bruni Tedeschi e il fotografo Sternkowtiz. La pellicola alterna  toni surreali e immaginari, non capita tutti i giorni che un astronauta ti piombi in casa, a inaspettate virate realistiche e sociali nell’approfondimento delle problematiche delle zone emarginate della capitale francese.

Divertente e intimista, pieno di humour ebraico che spesso ha come argomento la diversità e il senso di spiazzamento e di solitudine degli immigrati, la pellicola è diretta con mano sapiente dal bravo Benchetrit, 43 anni il prossimo 26 giugno e di famiglia ebraica marocchina come Gad Elmaleh, autore di diversi libri e che è sia scrittore che regista. Un personaggio eclettico, intenso e avventuroso, questo Benchetrit, segno Cancro, che è stato sposato due volte, una delle quali con la bella attrice Marie Trintignant figlia di un grande attore come suo padre Jean Louis, e uccisa barbaramente dall’ex leader dei bravi Noir Desir, il cantautore Betrand Cantat autore di successi come “Le vent nous porterà” del 2001.

 

 

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