Cinema | Ridley Scott: da Blade Runner alla Bibbia…

Taccuino

di Roberto Zadik

 

L’uscita dall’Egitto è un episodio fondamentale non solo per la tradizione ebraica, da Pesach a vari brani di preghiera se ne parla spesso, ma adesso anche per il cinema. Vi ricordate “I Dieci Comandamenti” emozionante kolossal anni 50’ con un cast “stellare”, da Charlton Heston nei panni di Mosè a Yul Brynner nel ruolo del Faraone? Bene, ora arriva, sessant’anni dopo quel film del 1955, nei cinema italiani dal 15 gennaio, il nuovissimo “Exodus” filmone diretto dal bravo e attempato Ridley Scott, 76 anni compiuti lo scorso 30 novembre (Sagittario ascendente Scorpione).

Il titolo sembra una citazione da un altro film “ebraico” come il mitico “Exodus” classicone di Otto Preminger tratto dall’omonimo libro di Leon Uris con Paul Newman ma invece non c’entra nulla. ”Exodus-Dei e Re” diretto dal vulcanico e epico Ridley Scott già autore di perle della fantascienza come “Blade Runner” e lo spaventoso “Alien”, ora torna alla carica attingendo dalla Bibbia e lo fa in grande con uno spettacolo che promette forti emozioni e un cast di bravi attori. Il cinema hollywoodiano dopo “Noah “ del bravo Darren Aronofsky regista ebreo americano esistenziale e eccentrico (ha firmato belle pellicole come “Requiem for a dream” e “The wrestler”) prende nuovamente ispirazione dalla Torah. Il film è già uscito in altri Paesi e censurato in Egitto e in Marocco per problemi contenutistici e religiosi, la pellicola secondo questi stati sarebbe imprecisa storicamente e umanizzerebbe troppo Dio, ora è pronto per sbarcare anche nelle sale italiane. Sebbene Scott sia reduce da grandi sofferenze personali come il recente suicidio, nel 2012 del fratello Tony anche lui regista, lanciatosi da un ponte a 68 anni dopo aver scoperto un tumore al cervello in questi mesi si è gettato a capofitto nel lavoro confezionando questo kolossal biblico di nuova generazione. Da tempo questo genere sembrava tramontato ma ora sta ricominciando a rinascere. Ma chi interpreterà il difficilissimo ruolo di Mosè, uno dei personaggi principali della Torah e della tradizione ebraica? A incarnare questo personaggio impegnativo e intenso sarà Christian Bale, 40enne prestante e piuttosto piacente, anche lui inglese come Scott, già visto in numerosi film d’azione e dal mondo dei fumetti come “Batman begins” o dalla saga dei vari “Terminator”, con “Terminator Salvation”. Fra gli altri interpreti del film anche l’attore indiano Ben Kingsley, un po’ sparito nel dimenticatoio, che in passato è stato al centro di pellicole da Oscar, come “Gandhi” del quale è stato formidabile protagonista o “La lista di Schindler” dove invece era uno degli impiegati ebrei salvati da Oskar Schindler. In tema di interpreti di grande qualità anche un’altra “ripescata” del grande schermo come Sigourmey Weaver che aveva recitato nel lontano 1979 diretta da Scott proprio nel terrificante “Alien” alla caccia assieme a Tom Skerrit della mostruosa creatura, per poi siglare grandi successi come “Ghostbuster” e “Avatar” diretto un altro regista “esperto della fantascienza come James Cameron e John Turturro, raffinato caratterista scoperto dal regista Spike Lee e lanciato nel 1988 nel film “Fa la cosa giusta” affermatosi nel cinema diretto da registi del calibro dei Fratelli Cohen e di Woody Allen. Insomma questo film fra attori e trama, sicuramente non manca di interessanti sorprese anche se ha suscitato varie polemiche non solo nei Paesi arabi ma anche in America per la scelta di attori bianchi e europei a interpretare i vari ruoli.

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