Vitamine

Le vitamine prima della gravidanza riducono il rischio di autismo

Salute

di Marina Gersony
Un nuovo studio israeliano sulle vitamine e sull’acido folico potrebbe rivelarsi utile per le donne che desiderano o aspettano un bambino. La notizia ha suscitato l’interesse non solo della comunità scientifica internazionale ma anche della gente comune.

Condotto su decine di migliaia di bambini israeliani, lo studio ha rivelato che le vitamine prima e durante la gravidanza, hanno un rischio significativamente inferiore di dare alla luce bambini con autismo rispetto a quelle che non lo assumono.

Guidati dal Dottor Stephen Levine del Dipartimento di Salute Mentale dell’Università di Haifa, i ricercatori hanno esaminato 45.300 bambini i nati tra il 1° gennaio 2003 e il 31 dicembre 2007 e successivamente a 572 di questi bambini è stato diagnosticato un disturbo di spettro autistico. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’autismo colpisce attualmente uno su 160 bambini nel mondo.

Lo studio israeliano ha scoperto che le madri che avevano assunto integratori come l’acido folico, multivitaminici o entrambi prima della gravidanza, avevano avuto il 61% in meno di probabilità di dare alla luce un bambino autistico. Per le madri che avevano invece assunto uno o entrambi i supplementi durante la gravidanza, la percentuale è stata stimata inferiore del 73% rispetto alle donne a cui non era stato prescritto uno o entrambi questi supplementi.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su The Journal of the American Medical Association Psychiatry.

C’è da dire che negli ultimi anni sono stati effettuati diversi studi in tutto il mondo sulla somministrazione di determinati integratori durante la gravidanza proprio per ridurre eventuali rischi di mettere al mondo dei figli affetti di autismo e altre patologie analoghe. Nonostante i risultati non siano sempre stati coerenti tra loro, oggi questi studi, tra cui quest’ultimo israeliano, si stanno rilevando promettenti ma soprattutto sono l’anticamera di scoperte sempre più avanzate: in un’intervista con Reuters Health, il Dottor Levine ha sottolineato che «i fattori prima della gravidanza possono essere l’obiettivo di ulteriori esami per ridurre la probabilità di autismo».

«Il pericolo – ha affermato a sua volta la Dottoressa Jennifer Ashton, corrispondente medico di ABC News (www.romper.com/)  – è che uno studio come questo possa avere un impatto negativo sulle madri con bambini autistici facendole sentire in colpa. Anche perché ovviamente ci sono molte madri che hanno assunto acido folico in fase prenatale e comunque hanno avuto una prole con l’autismo».

L’importante è quindi sempre rivolgersi al proprio medico curante per stabilire il proprio stato di salute e di conseguenza il giusto dosaggio. Ma soprattutto mai il fai da te.

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