Il valore della salute oltre ogni barriera religiosa

Salute

di Roberto Zadik

logoLa società italiana e Europea stanno diventando sempre più multiculturali e conoscere e rispettarsi non è più solo  un valore ma una necessità primaria, specialmente per chi come medici, infermieri e operatori sanitari in  generale, lavora a stretto contatto con pazienti di varie religioni e etnie. Valorizzare i punti in comune fra ebraismo, cristianesimo e Islam e eventualmente altre fedi religiose è fondamentale ed è sempre più urgente promuovere empatia e rispetto delle  reciproche differenze fra dottori, paramedici e pazienti.  Con questo nobile intento è nato il ciclo di  seminari per studenti di Medicina “Insieme per prenderci cura” che cominciato lo scorso 20 aprile e in corso una volta al mese fino al 12 maggio 2016 presso l’Aula  Magna della Clinica Mangiagalli sta riscuotendo notevole successo fra i giovani dopo essere stato accolto con favore da varie importanti istituzioni, dal Governo alla Regione Lombardia .

L’iniziativa promossa dall’Ame, Associazione Medica ebraica, dalla Coreis, comunità religiosa Islamica, dalla Biblioteca Ambrosiana, dalla Fondazione Ca’Granda e dal Collegio Ispavi, (Infermieri professionali assistenti sanitari e vigilatrici per l’infanzia), con il contributo della Fondazione  Cariplo è stata presentata lo scorso 9  ottobre presso la Biblioteca Ambrosiana, in un incontro che ha visto la partecipazione di varie personalità. Relatori della seduta sono stati  il  presidente dell’Ame, Giorgio Mortara, il Prefetto della Biblioteca Ambrosiana Monsignor Franco Buzzi, il Vice Prefetto Mons. Pier Francesco Fumagalli, che ha moderato la seduta, Chiara Ferrero, Presidente dell’Isa,  Accademia di Studi Interreligiosi, Giovanni Muttillo (Ipasvi) (ordine infermieri), La professoressa De Natale, Docente all’Università Cattolica,  Alberto Scanni, Consigliere dell’Ordine dei Medici e Primario Emerito di Oncologia. Durante l’incontro sono intervenuti con diverse domande ospiti in  sala come il Presidente della Coreis, lo Shaikh Abd al Wahid Pallavicini e la docente universitaria Ombretta Fumagalli Carulli professoresssa di Diritto Ecclesiastico all’Università Cattolica di Milano.

I relatori dell’incontro hanno  sottolineato l’importanza della cura dei pazienti senza nessun tipo di stereotipo e di discriminazione,  la centralità della solidarietà e il sostegno che l’iniziativa sta incontrando presso le  alte cariche istituzionali. A questo proposito, Chiara Ferrero, ha letto  i messaggi del direttore della Caritas Ambosiana don Roberto Davanzo e  di  Renato Balduzzi,membro del  Consiglio Superiore della Magistratura ed ex Ministro della Sanità che ha sottolineato la differenza fra curare e “prendersi cura che significa farsi carico delle malattie e delle sofferenze del malato in  tutta la sua persona che crede, spera e soffre”.

Soddisfatto il presidente dell’Ame Mortara che ha espresso il suo entusiasmo per questo progetto sottolineando che “al centro del nostro programma poniamo l’attenzione sulla  persona umana con  la  sua dignità, integrità fisica, morale e spirituale mettendoci al servizio dei sofferenti”. Nel suo discorso egli ha evidenziato i  molteplici significati delle parole presenti nel titolo “Insieme  per prenderci cura”. “La  parola insieme”-ha spiegato Mortara- “si riferisce sia a tutti gli operatori della  sanità uniti per prendersi cura del  malato che alle tre religioni abramitiche che si riconoscono nella  Bibbia e che hanno come punto di partenza dal presupposto che l’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio, intendono collaborare assieme. Per questo è nata l’idea  di realizzare un  corso per sensibilizzare, informare e formare gli operatori sanitari a prendersi cura personalmente senza delegare questo ad altri soggetto dei malati nel rispetto delle  loro credenze religiose”. Per questo, ha proseguito il dottore”E’ necessario individuare e discutere le problematiche che coinvolgono e turbano le diverse figure professionali nello svolgimento del loro lavoro,  dai medici agli infermieri e confrontarle con le posizioni che le varie religioni hanno riguardo alla salute, alla  malattia e alla  morte. Questo corso a nella  direzione  auspicata dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Salute che recentemente ha annunciato la creazione di una Commissione sul pluralismo religioso composta da esperti di diversi estrazione, colmando  in  tal modo  una carenza grave nell’istruzione superiore italiana  ”.

Temi centrali della conferenza sono  stati,oltre al corso “Insieme per prenderci cura”,  il  rapporto fra cura e pazienti e fra medicina e religioni e quando si assistono le persone non  mancano le criticità e le grandi questioni morali e etiche che si confrontano e si scontrano con le cure mediche prescritte dai dottori.

Cosa fare in caso di trasfusioni , inizio e fine della  vita,  aborto o eutanasia quando il dottore viene a contatto con fedi religiose che vietano queste pratiche? Come comunicare con il paziente e quali sono le problematiche principali nell’accoglienza delle diverse culture e religioni  e come occuparsene? A questo proposito,  Mortara, ha annunciato che giovedi 14 ottobre, sempre all’Ambrosiana, dalle 16.30, si terrà una delle lezioni del seminario più  attese “Le sfide bioetiche in una società  multiculturale” che vedrà la  presenza di ospiti di spicco come  Il Rabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni, l’imam  della Moschea Al Wahid Yahya Pallavicini   e il professor Scanni che aprirà l’incontro.

Tornando alla conferenza stampa di venerdì, sempre ribadendo la necessità di sensibilizzare, informare,  e formare alla base dell’intero ciclo di lezioni,  la professoressa Di Natale si è  soffermata “sull’importanza del rispetto della persona e della sua dignità, educando noi stessi e collaborando con  gli altri,imparando la realtà circostante e comprendendo problemi e necessità di  ogni tipo  di paziente”.

Successivamente il professor Scanni ha evidenziato come  “sia importante prendersi cura dell’Uomo, in quanto  tale  a prescindere da qualunque barriera e pregiudizio ricordando  la vicenda della biologa di religione islamica, quando lavorava come  Direttore all’Istituto dei Tumori. “Lavorava assieme  a noi” ha detto Scanni “ma  aveva i suoi orari e a una certa ora stendeva il tappetino  in laboratorio davanti a tutti e cominciava a pregare e questo creava un po’  di imbarazzo. Così ho deciso di trovarle una  stanza apposita per la preghiera. La cosa più stupefacente è che la Comunità ebraica mi ringraziò per questa decisione chiedendo se fosse possibile riservare uno spazio  anche per i medici ebrei presenti nella struttura e così è stato”. “Questo  per dire che oltre agli slogan e ai grandi discorsi servono azioni concrete. Bisogna provvedere ai bisogni materiali e spirituali del prossimo  e questo è  molto importante. Questo seminario vuole  gettare un seme fecondo in questa direzione.”. Di grande rilievo anche gli interventi in sala  dell’imam  Pallavicini che ha ringraziato il dottor Scanni evidenziando il fatto che sia “necessario che l’Islam partecipi maggiormente alla vita sociale della nazione, perché tutti noi abbiamo in comune il monoteismo e la salvezza dell’uomo che riguarda prima di tutto la sua salute.”

In conclusione il dottor Mortara ha ringraziato gli ospiti, citando  il famoso passo biblico, riguardo al  tema  attuale e delicato dei migranti “Ama il tuo prossimo come te stesso”.  “E’ facile  amare chi ti sta vicino ma è difficile quando si tratta di chi è diverso da noi, straniero e lontano da quello che siamo. Sono  molto contento del corso al quale si sono iscritti studenti dai 20 ai 26 anni e prevalentemente cattolici ma anche appartenenti ad altre religioni e culture”. Subito dopo Don Fumagalli ha invitato i presenti a visitare la Pinacoteca Ambrosiana ammirando  i suoi  splendidi dipinti e la  mostra su Leonardo Da Vinci.

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